Vittorio Sgarbi è ricoverato presso la Terapia intensiva del Policlinico Universitario A. Gemelli dalla giornata di ieri (30 settembre) per una «insufficienza respiratoria». Le sue condizioni «pur critiche sono attualmente stabili». Lo comunica lo stesso Policlinico in una nota. «Sono stata al Gemelli da mio padre. Sono sconvolta. L’ho trovato in una condizione di sofferenza estrema, che mi ha devastato la mente e che rimarrà in modo indelebile conficcata nel mio cuore. Purtroppo il mio grido di dolore non è stato ascoltato in tempo. E io oggi mi ritrovo con mio padre in rianimazione circondato dalle stesse persone che lo hanno trascinato ed esibito tutta l’estate, incuranti dello stress e della fatica immane a cui hanno sottoposto un fisico già fortemente debilitato da tutte le patologie in corso. Ed ora cosa posso fare per poter salvare mio padre?». Lo dichiara Evelina Sgarbi, figlia di Vittorio Sgarbi.
Le apparizioni
Dopo il lungo periodo segnato dalla depressione e dal ricovero nella primavera del 2025, Sgarbi aveva gradualmente ripreso le apparizioni pubbliche.
A maggio era salito sul palco della Festa del Corriere a Ferrara, mentre tra giugno e luglio ha partecipato ad alcuni appuntamenti della Milanesiana, tra Bergamo e Ascoli Piceno, dialogando anche con Paolo Del Debbio e Stefano Papetti. Presenze centellinate, molto diverse dalle continue apparizioni televisive e pubbliche che avevano caratterizzato gran parte della sua carriera.
Cosa aveva raccontato
Lo stesso Sgarbi aveva raccontato a luglio aveva confessato al Quotidiano Nazionale: «Sono dispettoso. Una volta me ne compiacevo mentre oggi lo sono involontariamente. Mi impunto senza ragione, credo che sia per via della stanchezza. Prima avevo la forza di smuovere le montagne, oggi mi accontento di ammirarle». Con una metafora aveva descritto anche il cambiamento avvenuto dentro di lui: «Forse Dio c’è sempre stato ma lo tenevo per me. Come certe parti segrete che cercavo di soffocare e adesso sono dolorosamente venute a galla. Oggi alle chiese e ai musei preferisco gli orizzonti e la giostra delle stagioni. Ma chi mi conosce bene, e anche allora sapeva vedere oltre il personaggio, sa che è sempre stato così». E ancora: «Io continuo a raccontare l’arte ma oggi è diverso. Passo le giornate senza frenesia, senza paura del ritmo lento. Ho attraversato una lunghissima notte, ne sto uscendo».
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