Servizi segreti, la nuova classifica: britannici migliori d’Europa. Stroncata l’Italia (stesso punteggio di Belgio e Repubblica Ceca)

2026/08/01

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L'Mi6, il servizio segreto britannico, è il primo in Europa. La supremazia della rete d'informazione salita alla ribalta con i fatti della storia (ma anche con i film della serie di James Bond) è stata confermata dalla prima classifica sui servizi segreti europei stilata dalla rivista francese L'Express. Gli italiani? Solo quindicesimi.

Il voto

Sessanta professionisti dell'intelligence di 25 Paesi sono diventati i "giurati" scelti dall'Express. Tra loro, 18 capi o ex di un servizio segreto. Nella lista, anche rappresentanti della Cia e del Mossad. Grazie alla loro esperienza, il giornale ha potuto pubblicare la prima classifica dei migliori spioni d'Europa. 

Londra in testa

Un merito del servizio segreto britannico è stato di reclutare talpe ben piazzate negli entourage delle nazioni straniere, così come fanno gli Statunitensi. In Russia, ma anche, si dice, in Cina, Turchia o in Iran, dove hanno manipolato fino al 2019 il viceministro della Difesa, Alireza Akbari. «Gli inglesi hanno questa capacità di giocare a lungo termine, a scommettere su alcune fonti a dieci anni, un po' alla russa. Hanno il gusto dei colpi sporchi», commenta un ex dirigente del Dgse, il servizio segreto francese.

Parigi seconda

Secondi in classifica, proprio loro, il Dgse. «Si tratta dell'unico servizio segreto dell'Europa continentale con una portata quasi mondiale», dice un ex quadro dell'intelligence polacca. Forti i contatti con l'Africa. Nel giugno del 2023, grazie alla sua rete di contatti africana, apprese prima degli altri che Evgenij Prigožin, il fondatore della Wagner, stava tentando un colpo di stato contro Vladimir Putin. Tra i suoi punti forti il servizio Action, una delle poche entità al mondo capaci di "neutralizzare" in totale discrezione un bersaglio all'estero. 

Paesi Bassi al terzo posto

Al terzo posto i Paesi Bassi. «Hanno il migliore ritorno sull'investimento che fanno. Hanno il bilancio più irreprensibile e ispirano fiducia», commenta Jorge Silva Carvalho, ex direttore dell'intelligence portoghese. E ospitano dal 2020 il Centro europeo sull'informazione anti-terrorismo. L'Avid e il suo omologo militare Mivd sono state le prime agenzie europee a opporsi alla Cia di Trump nel 2025, non volendo divulgare documenti che possono poi causare il rischio di strumentalizzazione delle informazioni stesse. 

Kiev dimostra la capacità

Al quarto posto, l'Ucraina, per innovazione, ingegnosità, capacità di assumersi rischi, come nel caso degli omicidi mirati degli alti funzionari russi. «Hanno dimostrato la loro capacità a mossadizzarsi», commenta l'attuale direttore di uno dei servizi segreti europei. 

Germania e Nord Europa

I tedeschi del Bnd, il Bundesnachrichetdienst, sono al quinto posto, apprezzati per le sue analisi particolarmente metodiche. A seguire, il gruppo dei servizi segreti nordici il cui punto di forza è l'intelligence tecnologico (nell'ordine, Svezia, Norvegia, Estonia - che eccelle sul cyber - Danimarca - che ha conosciuto la sua gloria quando il suo agente Morten Storm si è infiltrato in Al Qaeda). Tra loro anche la Finlandia che, rileva il settimanale francese, punta sull'iper-vigilanza della popolazione: semplici cittadini che individuano le spie russe. 

Varsavia e la "strumentalizzazione"

La Polonia è al nono posto. «Fa parte di questi Paesi i cui servizi segreti sono strumentalizzati politicamente. Questo spinge i partner alla moderazione», dice un dirigente europeo dell'intelligence. Dodicesima la Spagna: si riconosce la capacità dei loro spioni sull'America Latina e sul Marocco e contro il terrorirmo ma il loro uso «non convince».

L'accusa all'Italia

Al quindicesimo posto l'Italia, con lo stesso punteggio di Belgio e Repubblica Ceca. «Roma - si legge sull'Express - ha una cattiva reputazione tra gli spioni». «Non hanno alcuna cultura dell'intelligence», dice un ex ufficiale della Cia. E il giornale racconta: «Negli anni Duemila i quadri della Dgse avevano, secondo nostre informazioni, il divieto di parlare ai loro confratelli transalpini, dopo che il loro servizio segreto ha lasciato circolare dei documenti falsi sulla volontà dell'Iraq di procurarsi dell'Uranio in Niger». «Si tratta di un Paese dove c'è molto nepotismo, corruzione», commenta un'esperta della Cia, anche se alcuni feedback più recenti suggeriscono un miglioramento. Comunque, una nota di merito: l'esperienza in Africa del Nord è realmente riconosciuta. «Se volete sapere che succede in Libia, bisogna chiedere agli italiani», dice un ex direttore di uno dei servizi segreti del Benelux. 

La maglia nera

Tre Paesi hanno giudizi negativi: l'Ungheria (con il governo Orban che, secondo il giornale, ha strumentalizzato l'apparato di spionaggio per 16 anni) e con il piano svelato a ottobre dello scorso anno di voler spiare le istituzioni europee; poi la Bulgaria e la Slovacchia. 

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