Serious Sam: Shatterverse - Recensione - GameScore

2026/09/21

Categories: gaming

Serious Sam: Shatterverse

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Sono un grande appassionato di Serious Sam praticamente da sempre, ed è proprio per questo che con Shatterverse ho preferito fare una cosa che normalmente cerco di evitare: aspettare. Nonostante la voglia di mettere subito le mani sul nuovo episodio fosse parecchia, i primi giorni avevano evidenziato alcuni problemi di bilanciamento, soprattutto nella progressione iniziale e nelle partite affrontate da soli o in coppia. Pubblicare rapidamente una recensione avrebbe significato, probabilmente, giudicare un gioco (sperabilmente) destinato a cambiare nel giro di pochissimo. E infatti aspettare si è rivelata la scelta giusta. Behaviour Interactive, chiamata a reinterpretare una serie storicamente legata a Croteam, ha recentemente pubblicato un corposo aggiornamento che ha rivisto difficoltà, salute dei nemici, progressione, drop delle armi, costi degli sblocchi e soprattutto lo scaling nelle partite a due giocatori. Il risultato è un Serious Sam: Shatterverse sensibilmente più equilibrato rispetto a quello visto al lancio e, soprattutto, più veloce nel mostrare ciò che sa fare meglio. Esattamente la versione della quale volevo parlarvi nella mia recensione!

La premessa narrativa è poco più di una scusa, come spesso accade nella saga. Uber Mental ha mandato in frantumi le barriere tra diverse realtà, dando origine a uno Shatterverse popolato da differenti versioni di Sam. Il multiverso permette così di mettere insieme cinque varianti del protagonista, ognuna caratterizzata da statistiche e da una propria abilità Ultra. Ci sono interpretazioni volutamente assurde come Retro Sam, Alien Sam e Cartoon Sam, accompagnate dall’immancabile quantità di battute e scambi di dialogo. La storia rimane comunque sullo sfondo. Non ci sono lunghe sequenze narrative e gran parte delle informazioni viene affidata ai dialoghi durante l’azione. È una scelta perfettamente coerente con un gioco che vuole portarci il prima possibile davanti a un’orda da falciare, anche se la natura roguelite inevitabilmente porta alcune battute a ripetersi. Anche sotto questo aspetto l’aggiornamento successivo al lancio è intervenuto riducendo la frequenza di diverse linee di dialogo.

Come anticipato, Shatterverse abbandona la tradizionale campagna lineare della serie e costruisce l’esperienza intorno a run composte da una selezione di livelli realizzati a mano. L’obiettivo è attraversare nove stage, con uno scontro con un boss ogni tre aree, potenziando progressivamente il proprio Sam fino ad arrivare alla conclusione della partita. Tra una battaglia e l’altra si guadagna esperienza, si scelgono nuovi Intel, si trovano armi, si acquistano potenziamenti e si cerca gradualmente di costruire una build solida. Terminata una run, parte della progressione viene utilizzata per espandere permanentemente le possibilità delle partite successive. È un meccanismo che inizialmente può apparire molto semplice e quasi “banale”, ma l’identità di Shatterverse emerge man mano che il ventaglio di possibilità si allarga. Le armi iniziano ad acquisire proprietà aggiuntive e danni elementali, entrano in gioco i Trinket e diventa possibile creare configurazioni orientate, per esempio, alla rigenerazione della salute, ai colpi critici o all’accumulo di denaro. Anche le Ultra dei diversi Sam possono essere migliorate e combinate con quelle degli altri giocatori, aprendo possibilità particolarmente interessanti in cooperativa.

A questo si aggiungono le Multiverse Anomalies, modificatori capaci di stravolgere le regole di una partita in cambio di ricompense maggiori. I nemici possono diventare più pericolosi, possono sottrarre monete oppure può essere persino modificata la prospettiva di gioco. Sono elementi importanti perché riescono a dare nuova vita ad ambientazioni che, inevitabilmente, tendono a ripresentarsi dopo diverse run. La patch di bilanciamento ha inoltre corretto uno dei principali limiti dell’impostazione originale, permettendoci di arrivare molto prima alle parti più divertenti, rendendo molto meno marcata la curva di difficoltà e quindi facendoci partite più morbidamente le run (anche se la difficoltà delle fasi finali rimane la stessa). Il fucile di precisione è ora inoltre disponibile immediatamente, le armi possono comparire prima durante una run, i drop sono più vari e tutti gli armamenti e gli Intel hanno la possibilità di comparire nel negozio che precede un boss anche senza essere stati precedentemente sbloccati. A ciò si aggiungono una maggiore disponibilità dei Catalyst Orb e prezzi più bassi nell’Armeria. Il risultato è una progressione decisamente meno avara, che permette di sperimentare in anticipo certe meccaniche rendendo molto più piacevoli anche le prime ore.

Serious Sam: Shatterverse

Pad alla mano, Shatterverse resta un FPS estremamente dinamico. Bisogna correre continuamente, saltare, usare la schivata e leggere rapidamente ciò che accade nell’arena per decidere quale minaccia eliminare per prima. Le munizioni non rappresentano una particolare preoccupazione e tutto spinge il giocatore ad assumere un atteggiamento costantemente aggressivo. Particolarmente riuscita è la possibilità di recuperare salute eseguendo una sorta di finisher corpo a corpo sui nemici indeboliti. Anziché invitare a nascondersi quando le cose si complicano, il gioco ci chiede quindi di entrare ancora più nel vivo della battaglia. Le unità Elite, dopo l’aggiornamento, possono inoltre lasciare direttamente della salute, rendendo il sistema meno penalizzante nelle situazioni più concitate. Il bestiario raccoglie numerose vecchie conoscenze della serie, dai Kleer ai kamikaze senza testa fino ai Werebull, insieme ad alcune nuove creature. Quando le arene iniziano davvero a riempirsi, Shatterverse riesce a recuperare una buona parte di quella follia che ci si aspetta dal nome Serious Sam.

Non tutto purtroppo raggiunge lo stesso livello di qualità dei titoli firmati Croteam. L’intelligenza artificiale può talvolta mostrare qualche comportamento poco brillante ed il level design rimane piuttosto elementare; molte aree sono grandi spazi dedicati agli scontri collegati da corridoi, con qualche deviazione, piccoli elementi platform, segreti o portale nascosto. Anche i boss alternano combattimenti piuttosto interessanti, con più fasi e variazioni, ad altri più tradizionali. Va però detto che anche il bilanciamento degli avversari è stato rivisto. Elite meno resistenti, difficoltà iniziali più morbide e una curva che aumenta progressivamente rendono oggi le run molto più naturali, senza eliminare la sfida delle difficoltà superiori.

Serious Sam: Shatterverse può essere giocato in solitaria, ma la cooperativa fino a cinque giocatori rimane il cuore dell’esperienza. Con più Sam contemporaneamente sullo schermo il gioco diventa un festival di proiettili, esplosioni e abilità, con una leggibilità che ogni tanto finisce inevitabilmente sacrificata sull’altare del caos. Particolarmente importante è il nuovo bilanciamento delle partite a due. Al lancio lo scaling rendeva questa configurazione sorprendentemente impegnativa, mentre l’aggiornamento ha ridotto espressamente la difficoltà per le coppie. È un intervento che fa una differenza sostanziale e rende il gioco molto più convincente anche per chi vuole affrontarlo semplicemente con un amico, senza necessariamente formare un gruppo completo.

Serious Sam: Shatterverse

Dal punto di vista visivo Shatterverse sfrutta Unreal Engine 5 e propone ambientazioni abbastanza diverse, passando da scenari desertici ed egizi a foreste, arene e luoghi decisamente più strani. Non è un titolo che punta a stupire tecnologicamente, ma lo stile colorato funziona bene e i nemici storici della serie risultano immediatamente riconoscibili. L’HUD è pulito e gli indicatori permettono generalmente di capire cosa sta succedendo anche quando lo schermo comincia a riempirsi. Sul fronte sonoro resta memorabile soprattutto l’accompagnamento più energico delle battaglie e il continuo chiacchiericcio dei vari Sam. Le armi svolgono adeguatamente il loro lavoro, anche se non tutte restituiscono la stessa sensazione di potenza.

Serious Sam: Shatterverse non cerca di sostituire la formula classica della serie e, probabilmente, è meglio così. È uno spin-off che prende la velocità e il caos di Serious Sam e li inserisce all’interno di una struttura roguelite decisamente più moderna, puntando tutto su progressione, build e cooperativa. Serve più di una run perché il sistema mostri completamente la propria profondità e la varietà degli scenari non è enorme, ma oggi il percorso necessario per arrivare al cuore dell’esperienza è decisamente più piacevole rispetto al lancio. Il grande aggiornamento di bilanciamento ha velocizzato gli sblocchi, migliorato l’accesso alle armi, alleggerito diversi picchi di difficoltà e reso molto più convincente il gioco in singolo e soprattutto in coppia.

Quando build, armi, anomalie e abilità iniziano a incastrarsi, Shatterverse riesce finalmente a fare ciò che dovrebbe fare un Serious Sam: riempire lo schermo di nemici e trasformare una situazione apparentemente ingestibile in una rumorosissima festa di piombo. Non sarà il nuovo capitolo principale che molti fan aspettano, ma come esperimento roguelite rappresenta una deviazione piacevole e, dopo gli interventi successivi al lancio, sicuramente più riuscita di quanto le sue prime ore potessero lasciar pensare.

Serious Sam: Shatterverse

Serious Sam: Shatterverse – Recensione

Serious Sam: Shatterverse resta uno spin-off particolare e lontano dalla struttura classica della serie, ma dopo gli interventi sul bilanciamento riesce a mostrare molto prima i suoi punti di forza. La progressione è più rapida, l’arsenale si apre con maggiore naturalezza e soprattutto l’esperienza in solitaria e in coppia risulta decisamente più equilibrata. Rimangono una certa ripetitività degli scenari e un level design non particolarmente elaborato, ma quando build, anomalie, abilità e armi iniziano a incastrarsi il gioco ritrova gran parte del caos e dell’immediatezza che ci si aspetta da Serious Sam. In cooperativa, in particolare, sa essere davvero divertente e sorprendentemente longevo.

PRO

CONTRO

8

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