
di Eliseo ZANZARELLI
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venerdì 24 luglio 2026, 21:54 - Ultimo aggiornamento: 22:07
Un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Brindisi ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 40enne di Oria, accusato di gravi reati contro la sua ex compagna. Il provvedimento è stato firmato dalla giudice per le indagini preliminari Gianna Martino su richiesta della pm Laura Destradis. I fatti contestati all'indagato - difeso dagli avvocati Raffaele e Serena Missere - spaziano dai maltrattamenti in famiglia agli atti persecutori, fino alle violenze sessuali continuate. Le indagini hanno rivelato un quadro di abusi fisici e psicologici iniziati nel marzo del 2025 durante il periodo di convivenza della coppia a Oria, per poi proseguire anche dopo il trasferimento della donna nel suo paese natale, fuori dai confini regionali. L'indagato si sarebbe reso protagonista di un controllo ossessivo sulla vita della vittima, privandola della sua libertà personale chiudendola in casa a chiave durante le sue ore lavorative e sequestrandole spesso il cellulare.
Le indagini
La gelosia morbosa del 40enne l'avrebbe condotto a denigrarla costantemente, impedendole di intrattenere rapporti perfino con i familiari senza il suo permesso e minacciandola di gravi ritorsioni nel caso lo avesse lasciato.
Le vessazioni si sarebbero estese in maniera grave anche alla sfera intima, con presunte plurime violenze sessuali perpetrate minacciando e costringendo la vittima ad assecondare i suoi impulsi, incurante dei ripetuti rifiuti e dei tentativi della donna di sottrarsi fisicamente. L'episodio culmine che ha portato all'intervento decisivo delle forze dell'ordine si è verificato il 12 giugno 2026 all'interno di un supermercato fuori regione. Convinto erroneamente che un addetto avesse palpeggiato il seno della compagna durante le operazioni di cassa, l'uomo ha colpito la vittima con una violenta testata al naso, provocandole un vistoso sanguinamento. L'allarme è stato lanciato da un esercente locale che, notando il volto insanguinato della malcapitata e sentendola minacciare di chiamare i carabinieri, ha contattato tempestivamente le forze dell'ordine. Le testimonianze raccolte dai militari, fornite non solo dalla persona offesa ma anche da diversi testimoni oculari e dai familiari della vittima, hanno fornito un riscontro preciso e puntuale a supporto delle gravi accuse mosse.
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