«Sei ancora mia moglie, devi fare sesso con me». Poi le è saltato addosso mentre dormiva, le ha sfilato gli slip e l’ha violentata, nonostante lei cercasse di respingerlo a calci e pugni. Per lo stupro della moglie, dalla quale era in fase di separazione, un 55enne di Rovigo è stato condannato ieri a quattro anni di reclusione dal Tribunale di Rovigo.
IL LORO MATRIMONIO ERA ORMAI ARRIVATO ALLA FINE
I fatti risalgono al 9 giugno 2024 e sono avvenuti nell’abitazione nella quale abitavano ancora insieme i due coniugi. La donna, oggi 51enne, stava dormendo quando il marito è entrato nella stanza. Il loro matrimonio era ormai arrivato alla fine e i due erano in fase di separazione, ma per l’uomo il fatto che fossero ancora formalmente sposati significava che la moglie dovesse accettare di avere rapporti sessuali con lui.
«Dobbiamo fare sesso perché siamo ancora sposati», le ha detto. Lei ha risposto di no e ha cercato di allontanarlo, arrivando a sferrargli calci e pugni nel tentativo di liberarsi. Una resistenza che non è bastata a fermarlo. Il 55enne le è saltato addosso, le ha sfilato gli slip e ha compiuto atti sessuali contro la sua volontà.
Durante l’aggressione ha continuato anche a rivolgersi alla moglie. «Ti sarebbe piaciuto», le ha detto, aggiungendo che, se lei si fosse «impegnata avrebbe avuto anche un orgasmo». Parole che sono entrate nella ricostruzione di quella notte e, insieme alla violenza descritta dalla donna, hanno costituito il cuore del procedimento penale.
La vicenda è emersa immediatamente. Già il giorno successivo, il 10 giugno, l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Rovigo ha trasmesso la comunicazione di notizia di reato. Cinque giorni più tardi sono stati compiuti ulteriori accertamenti delegati dalla Procura, che ha quindi ricostruito quanto accaduto tra le mura domestiche.
IL RIFIUTO
Al centro dell’inchiesta è finito proprio il rifiuto espresso dalla 51enne. Un no che la donna non si è limitata a pronunciare, ma che ha accompagnato con il tentativo di sottrarsi fisicamente al marito. Il fatto che il matrimonio non fosse ancora formalmente sciolto è diventato, invece, parte della stessa contestazione: la Procura ha infatti contestato la violenza sessuale aggravata perché commessa nei confronti del coniuge.
L’uomo è così finito a processo davanti al Tribunale di Rovigo. A difenderlo è stata l’avvocato Elena Perini del foro di Rovigo. Il procedimento era nato dal fascicolo aperto dalla Procura nel 2024 e dalla successiva richiesta di rinvio a giudizio formulata dal sostituto procuratore Maria Cecilia Rebeschi.
Ieri è arrivato il verdetto. A poco più di due anni da quella notte, il Tribunale ha riconosciuto il 55enne colpevole della violenza sessuale ai danni della moglie e gli ha inflitto quattro anni di reclusione.
Una condanna che chiude il primo grado del procedimento nato da quanto accaduto in casa il 9 giugno 2024, quando la separazione tra i due era già in corso. Proprio dentro quella relazione ormai finita, secondo quanto riconosciuto dalla sentenza, l’uomo ha trasformato il vincolo matrimoniale in una pretesa sul corpo della moglie: lei gli ha detto di no, ha cercato di respingerlo e lui ha proseguito ugualmente. Una delle varie facce della violenza.