Esposito senza rimpianti per l’addio all’Inter

2026/07/25

Categories: sports

Inter News

25 Luglio 2026 · 13:20

L’attaccante parla del fratello Pio e della scelta Cagliari

Lorenzo De Marco

Lorenzo De Marco

L’attaccante del Cagliari Sebastiano Esposito ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato della sua esperienza in Sardegna, del rapporto con i fratelli e del suo passato all’Inter.

“Giocare conta più di tutto, quindi zero rimpianti”, ha spiegato Esposito parlando del trasferimento al Cagliari. Il classe 2002 ha poi espresso grande orgoglio per il fratello Pio: “Non farà mai gli errori che ho fatto io, ha capito cosa non deve sbagliare, è seguito, come noi, da un procuratore attento come Mario Giuffredi. E in campo ha una dote, oltre a essere forte in area: sa legare il gioco, pur essendo 1,95″.

Sul legame tra fratelli, Sebastiano ha raccontato: “Un legame pazzesco. Giocate tutti col numero 94. Da due anni, una scelta fatta in nome del nostro quartiere, ‘Cicerone 94’. Ci siamo ritrovati per le vacanze a Castellammare. Abbiamo giocato nel campetto che abbiamo donato al quartiere. Sono venuti a trovarci anche Hernanes, il cantante Olly (sampdoriano) e Fabio De Paoli della Samp che per me è proprio un fratello. Ci siamo tatuati a vicenda”.

L’attaccante ha poi parlato della sua scelta di vestire la maglia rossoblù: “L’ho voluta. Mi sto trovando bene. È una piazza calda, come piace a me con una tifoseria che nel nostro stadio ci spinge molto. C’è un popolo intero dietro. Il Cagliari è una Nazionale. Io non amo la comfort zone. Ricerco le sfide. E Cagliari, venendo dall’Inter, era la più difficile. C’è un gruppo sano che ha voglia di lavorare. Sarà tosta, perché arrivare è facile, confermarsi è difficile”.

Con sette reti all’attivo in Serie A, Sebastiano è vicino al suo record personale di otto gol segnati con l’Empoli: “Non seguo le statistiche e non mi pongo obiettivi. E non sono neppure uno che cerca di segnare a ogni costo. Se devo dire una cosa che ho in testa e che voglio è salvarmi”.

Infine, una riflessione sul calcio italiano e il settore giovanile: “Il Mondiale perso ha una componente di sfortuna. Ma per il resto, lo dico più da presidente di una società che fa settore giovanile: perché il risultato conta più della crescita”.

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