Sean Michieli e Gabriella Querino morti nello schianto in laguna: la verità sui test per alcol e droga sul tassista. Si cercano ancora i testimoni

2026/09/20

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VENEZIA - È stato chiamato venerdì mattina dal Comune per svolgere nuovi esami per l'accertamento della presenza di alcol e sostanze stupefacenti. Sebastiano Baldi, il sostituto tassista che la notte di una settimana fa era al timone del motoscafo che si è scontrato con il cofano su cui viaggiavano il 25enne Sean Michieli e la moglie 26enne Gabriella Querino Elorriaga, si è presentato, ma l'esito degli accertamenti non è noto. Così come non è stato diffuso l'esito dell'esame tossicologico svolto nell'immediatezza della collisione, trattandosi di inchiesta dei carabinieri su delega della Procura. Le voci sulla presenza di presunte "tracce" presenti nel sangue e nelle urine non sono finora confortate da nessun atto. In base alle prime indiscrezioni i test non avrebbero fatto comunque riscontrare nel conducente valori elevati di sostanze psicoattive, solo qualche accenno, per questo verranno eseguiti ulteriori accertamenti. In ogni caso, l'eventuale presenza di tracce di per se stessa non proverebbe nulla: la giurisprudenza chiede infatti che venga provata la riduzione delle capacità psico-fisiche del soggetto mentre era alla guida al momento del fatto. E non è semplice.


IL PROTOCOLLO

L'unico dato certificato riguardante il sostituto tassista (che al momento è l'unico indagato con l'ipotesi di omicidio nautico e naufragio colposo in violazione delle norme sulla navigazione) risale a un accertamento periodico risalente allo scorso maggio, in cui risulta negativo all'esame del capello, che tra l'altro consente di verificare l'eventuale assunzione di droghe molto indietro nel tempo. Quell'esame fa parte di un protocollo stipulato tra amministrazione comunale e Ulss 3, aggiornato nel 2022, il quale prevede che ogni due anni i conducenti del servizio pubblico non di linea (gondolieri e tassisti/noleggiatori) debbano sottoporsi ogni due anni ad accertamenti e visite che attestino l'idoneità psico-fisica alla conduzione dei natanti da loro utilizzati. Una parte importante di questi accertamenti riguarda la presenza di alcol o droghe nell'organismo. In caso di esito positivo, il medico deve rilasciare un certificato di temporanea non idoneità alla conduzione del mezzo e inviare il paziente in una struttura di trattamento per la disintossicazione. Nulla comunque vieta che ci possano essere ulteriori verifiche fatte a campione.


AUTOPSIA

Intanto domani si svolgerà l'autopsia sui corpi dei due giovani disposta dal sostituto procuratore Daniela Moroni, titolare dell'indagine. Per l'esame autoptico la procura ha nominato come medico legale il dottor Silvano Zancaner. Lo affiancheranno, come da prassi, i consulenti di parte: gli avvocati del tassista, Stefania Pattarello e Jacopo Molina, hanno nominato la dottoressa Alessandra Rossi. L'avvocato del proprietario del taxi, Augusto Palese, ha scelto invece il dottor Gianni Barbuti. Infine, la legale della famiglia Michieli, Mariarosa Cozza, ha nominato il dottor Davide Roncali. Nel frattempo, sembra che il proprietario del taxi acqueo abbia inoltrato domanda all'Ufficio Mobilità del Comune di Venezia per il trasferimento della licenza di trasporto: un atto che potrebbe avere conseguenze in caso di eventuale liquidazione del danno a favore delle famiglie delle vittime.


LE PERIZIE

La pm Moroni ha poi fissato per il 24 settembre il conferimento dell'incarico ai periti per la consulenza sulla dinamica dell'incidente. Ai periti spetterà il compito di stabilire l'esatto punto in cui si trovavano sia il barchino che il taxi; quale rotta stavano percorrendo, a quale velocità, ma anche se l'incidente avesse potuto essere evitato, se i due mezzi avessero regolarmente le luci di segnalazione accese e se sia stato fatto il possibile per evitare l'impatto. Il perito individuato dalla pm è Pierangelo Adinolfi di Milano.

È stata inoltre avanzata richiesta di rogatoria internazionale per sentire come testimoni i passeggeri del taxi, una coppia statunitense, che erano diretti all'aeroporto di Tessera per rientrare in patria e con i quali, al momento, le autorità non sono ancora riuscite a mettersi in contatto.

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