Se usi così l’aria condizionata in auto ora ti becchi una multa da 400 euro: la Legge parla chiaro - Melablog

2026/07/21

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Lo prevede l’articolo 157 del Codice della Strada, che vieta di tenere il motore acceso solo per rinfrescare l’abitacolo. Una scena comunissima, soprattutto d’estate: ci si ferma sotto casa, davanti alla stazione o vicino al supermercato, “giusto cinque minuti”. Ma se quella pausa diventa sosta, la regola cambia.

Il divieto è scritto nell’articolo 157, comma 7-bis, del Codice della Strada: durante la sosta del veicolo non si può tenere il motore acceso soltanto per far funzionare l’impianto di condizionamento d’aria. Chi non rispetta la norma rischia una sanzione amministrativa da 223 a 444 euro.

Il motivo è semplice. Un’auto ferma con il motore acceso continua a consumare carburante, produce emissioni inquinanti e aumenta il rumore urbano, soprattutto nei centri abitati e nelle strade più strette. Non è vietato usare il climatizzatore mentre si guida. Il punto è un altro: tenerlo acceso quando l’auto è ferma e non deve ripartire subito. Una differenza che, in strada, può fare la multa.

Quando scatta la multa da 223 a 444 euro

La multa per aria condizionata accesa in auto può scattare quando il veicolo è considerato in sosta e il conducente lascia il motore acceso per alimentare il climatizzatore. Succede, per esempio, se si parcheggia a bordo strada aspettando qualcuno, se si resta in macchina per una telefonata lunga o se ci si ferma davanti a un ufficio con il motore acceso per non far salire la temperatura nell’abitacolo.

Auto compatta blu in sosta a bordo strada con conducente a bordo e fumo di scarico visibile sul retro
Un’auto in sosta con motore acceso per il climatizzatore, situazione che può comportare sanzioni secondo il Codice della Strada.

Non conta per forza che il conducente sia sceso dall’auto. Conta il tipo di pausa. Se l’interruzione della marcia si allunga e non dipende da esigenze immediate della circolazione, gli agenti possono contestare la violazione. La scena è nota: 35 gradi, doppia fila davanti a una scuola o a una farmacia, climatizzatore acceso e motore che gira. Ma il fatto che sia un’abitudine non la rende regolare.

Il Codice non fissa un numero esatto di minuti oltre il quale una fermata diventa sosta. La valutazione spetta agli organi di polizia stradale, caso per caso. Pesano la posizione del veicolo, la durata dell’attesa, la presenza del conducente, l’eventuale intralcio alla circolazione e il motivo della pausa. Da lì si stabilisce se la condotta è sanzionabile.

Arresto, fermata e sosta: le differenze che evitano la sanzione

Per non sbagliare bisogna distinguere tra arresto, fermata e sosta, tre situazioni che l’articolo 157 del Codice della Strada tiene separate. L’arresto è lo stop imposto dalla circolazione: un semaforo rosso, una coda, un passaggio a livello chiuso. L’auto è ferma, certo, ma non per scelta del conducente.

La fermata è invece una pausa breve, anche in un punto dove la sosta non sarebbe consentita, per far salire o scendere qualcuno oppure per necessità rapidissime. Il conducente deve restare presente e pronto a ripartire, senza creare intralcio. Una persona che scende davanti alla palestra, un passeggero che sale al volo alla stazione: sono casi normali, purché durino poco.

La sosta è un’altra cosa. È una pausa più lunga, con il veicolo parcheggiato o comunque fermo senza un’esigenza immediata legata alla circolazione. È qui che entra in gioco il divieto: se durante la sosta dell’auto il motore resta acceso solo per tenere in funzione l’aria condizionata, la multa può essere applicata. Dire “ero fermo un attimo” non basta, se nei fatti l’attesa si è prolungata.

Le eccezioni per emergenze, disabilità e auto elettriche

La regola non vale allo stesso modo per tutti i mezzi e in ogni situazione. Sono previste eccezioni per i mezzi di emergenza e sicurezza, come ambulanze, vigili del fuoco e veicoli delle forze dell’ordine, quando il motore acceso serve per apparecchiature di bordo o per esigenze operative. In questi casi il climatizzatore può essere legato a necessità sanitarie, tecniche o di servizio.

Un caso a parte riguarda anche alcuni veicoli usati per il trasporto di persone con disabilità, quando ci sono condizioni particolari legate alla tutela della persona trasportata. Il CCISS, Centro di Coordinamento Informazioni sulla Sicurezza Stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, richiama la necessità di valutare queste situazioni con attenzione, senza automatismi. Non tutte le soste, insomma, sono uguali.

Restano fuori dal divieto le auto elettriche. La norma nasce infatti per limitare l’uso inutile dei motori a combustione interna, alimentati a benzina, diesel, Gpl o metano. Nei veicoli elettrici il climatizzatore può funzionare senza emissioni allo scarico e molti modelli permettono anche di accenderlo da remoto prima della partenza. Per le auto tradizionali, invece, la regola pratica è una: se la pausa si allunga, meglio spegnere il motore. Costa meno.

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