Se si votasse oggi chi vincerebbe? Come la nuova legge elettorale di Meloni cambia tutto

2026/07/16

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Pierfrancesco De Robertis

La legge elettorale made in Giorgia Meloni - per lei Stabilicum, per gli altri Melonellum - è stata approvata dalla Camera. In attesa che il testo passi al Senato in autunno per la bollinatura definitiva (salvo nuovi ribaltoni), è possibile esercitarsi nel capire quali potrebbero essere i suoi effetti sul sistema politico. In sostanza: che cosa accadrebbe se si votasse oggi non con il Rosatellum in vigore, ma con il “nuovo” Stabilicum? Dossier Today.it lo ha chiesto a uno dei più accreditati sondaggisti italiani, Giovanni Diamanti, presidente e cofondatore di YouTrend.

Dottor Diamanti, che cosa accadrebbe se si votasse oggi con la legge elettorale appena licenziata dalla Camera?

“Premettiamo che non amo buttare là ‘pronostici’, nel senso che i numeri sono sempre molto aleatori. Non sono possibili pure e semplici trasposizioni di percentuali. Quando cambia un sistema, inoltre, questo porta con sé conseguenze che magari nel precedente non c’erano e che nella rilevazione del dato del singolo partito non emergono”.

Chi voterebbero oggi gli italiani - Simulazione Youtrend-2

Fatta questa doverosa premessa, segno di serietà da parte sua, che cosa possiamo dire?

“È una legge che, rispetto alla precedente, prevede un importante premio di maggioranza e mette maggiormente al centro la coalizione. Di conseguenza, molto dipenderà dalla costruzione delle coalizioni. Più che in passato, perché l’ultima legge elettorale ha avuto un effetto maggioritario dovuto ai collegi, ma non prevedeva un premio di maggioranza di coalizione come questa”.

Quali implicazioni politiche vede?

“La prima sarà un tatticismo politico esasperato, mirato alla costruzione di coalizioni quanto più larghe possibile e, per chi invece rimane fuori dai poli, finalizzato a cercare in ogni modo di impedire che i due schieramenti principali raggiungano la soglia del 42%. Stare fuori sarà meno facile, a meno di non creare vere aggregazioni”.

Chi vince con la nuova legge elettorale - simulazione Youtrend

Per le due coalizioni al momento in campo che cosa cambia?

“Il centrodestra con questa legge si consegna abbastanza a Vannacci, perché senza Futuro Nazionale rischia di non raggiungere il 42%. Il primo elemento sarà quindi meramente politico: passeremo dalla campagna permanente alla trattativa permanente”.

Voi di YouTrend come quotate Vannacci?

“Vannacci ha molto più potenziale fuori dalla coalizione che dentro. D’altro canto, entrando nella coalizione può diventare decisivo e ottenere di più. Chi sta fuori non governa. Nella trattativa con l’attuale centrodestra, Futuro Nazionale avrebbe il coltello dalla parte del manico”.

La sostanza è che Vannacci alla fine dovrà decidere che cosa fare da grande: se rappresentare la protesta e l’antipolitica, come il primo Grillo, oppure entrare nella coalizione, condizionando da destra il futuro governo.

“Esatto. Se entra, corre il rischio di normalizzarsi e di perdere molti voti potenzialmente antipolitici. Tenga conto che, nei nostri sondaggi, un elettore di Vannacci su due non ha fiducia nel governo Meloni”.

Il giudizio sul governo Meloni - Youtrend

Che effetto avrebbe nella coalizione di centrodestra l’ingresso di Futuro Nazionale?

“Toglierebbe certamente qualche consenso moderato”.

Un centrodestra con Vannacci avrebbe effetti anche sul centrosinistra?

“Al referendum sulla riforma Nordio abbiamo visto che esiste una quota di elettori del centrosinistra che non vota i partiti del centrosinistra, dai quali non si sente rappresentata, ma che ha votato contro la riforma per rispondere a una chiamata alle armi in difesa della Costituzione, una chiamata che definirei valoriale. Ecco, credo che la presenza di Vannacci nella coalizione opposta potrebbe risvegliare un po’ di quel mondo”.

Perché hanno votato no al referendum costituzionale - Youtrend

Fermiamo l’uomo nero?

“Una cosa del genere, contro una deriva che giudicano autoritaria. Una parte dell’elettorato progressista è sensibile a questo tasto”.

Il “problema Vannacci” potrebbe esistere specularmente anche nel campo largo con Di Battista?

“Non nella stessa misura, per una semplice ragione: mentre Vannacci è un uomo di destra che si presenta come la destra autentica, Di Battista nella sua vita non si è mai definito di sinistra. Sì, certo, può intercettare una parte dei voti del Movimento 5 Stelle delle origini, però l’elettorato di oggi dei 5 Stelle non è quello di dieci o quindici anni fa. Nel complesso, una sua ipotetica formazione non sarebbe competitiva quanto Futuro Nazionale”.

Di Battista potrebbe imbarcare persone come Francesca Albanese?

“Per lei il discorso è diverso. Albanese pescherebbe a piene mani nell’elettorato progressista, quindi non penso che sia così automatica la nascita di un partito con Di Battista e Francesca Albanese”.

Meloni è andata sotto sulle preferenze, intestandosi poi la battaglia. Il tema delle preferenze è così sentito dall’opinione pubblica?

“Se si pone la domanda secca, la gente vuole scegliersi il parlamentare. Altra cosa è chiedersi quanto il tema delle preferenze sia in cima alle preoccupazioni dei cittadini. Ecco, direi non molto”.

Cosa cambierebbe con la reintroduzione delle preferenze - simulazione Youtrend

Per l’indicazione diretta del premier quale sensibilità riscontra?

“Vale più o meno lo stesso discorso. Non c’è una cultura della democrazia parlamentare, per cui si preferisce il voto diretto sulla persona. Ma anche qui bisogna domandarsi se, in definitiva, sia qualcosa di veramente avvertito come un’esigenza reale. Direi di no: le questioni tecniche relative alle leggi elettorali e temi simili, in genere, non sono molto sentite in questo Paese”.

Quali sono i due o tre temi che potranno caratterizzare la prossima campagna elettorale? Che cosa interessa davvero alla gente?

“Dipende da chi vuoi raggiungere, da quali sono i tuoi elettori potenziali e da quali persone intendi coinvolgere: elettori tendenzialmente sensibili ai tuoi temi, ma che, se non adeguatamente stimolati, rimarranno a casa”.

Di che cosa dovrebbe parlare la sinistra?

“A sinistra i temi delle armi e di Gaza sono molto sentiti. Lo stesso vale per la difesa della Costituzione, oltre naturalmente - ma questo riguarda un po’ tutti - agli stipendi e al costo della vita”.

Quali temi elettorali - Sondaggi Youtrend

E la destra?

“Tasse, sicurezza e immigrazione irregolare, che è una questione ben diversa dalla sicurezza. Vince chi porta alle urne più persone tra i propri elettori, non chi convince quelli dell’altro campo”.

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