L’evento.
31 luglio 2026 alle 01:03
Nel cuore dell’Ogliastra c’è l’appassionato “Festival dei Tacchi”Un festival di teatro nel cuore dell’Ogliastra che si ripete da ventisette anni è segno tangibile di una comunità che non ne ha solo accolto la dimensione culturale, ma l'ha fatta propria, divenendone parte: il “Festival dei Tacchi”, la manifestazione di teatro contemporaneo nel paesaggio organizzata da Cada Die Teatro, anche quest’anno trasformerà Jerzu e Ulassai in un palcoscenico a cielo aperto sotto il cielo d’Ogliastra, dal 4 al 9 agosto.
Il tema
Tema di quest'anno è il coraggio, inteso come forza capace di cavalcare la paura in un'epoca dominata dal timore e dall’indifferenza. «Abbiamo bisogno di coraggio per non scivolare nel qualunquismo», spiega il direttore artistico Giancarlo Biffi. «Il teatro e l'arte diventano baluardi collettivi in un tempo in cui il terrore tenta di rubare l'intera scena».
I numeri
La forza del progetto: sette giorni, diciannove spettacoli, tre laboratori, sette palcoscenici naturali e urbani. Un viaggio collettivo che mette al centro l’etica, la memoria e la bellezza come antidoti all’ignoranza. La memoria attraversa il programma come un filo rosso.
I protagonisti
Alessandro Lay porta in scena “Sopra di noi le bombe”, liberamente tratto dall’opera di Emilio Lussu e dai racconti dei bambini del 1943. Giancarlo Biffi, accompagnato dall'armonicista Moses e dal percussionista Giorgio Del Rio, propone “Al cuore”, un invito a ricordare ciò che ci ha formati perché la memoria non è un rifugio ma un atto di resistenza. A questo filone si aggiunge l'omaggio di Max Paiella ad Andrea Pazienza, “Porta pazienza, Max e Paz”, a settant’anni dalla nascita del genio di San Benedetto del Tronto. E poi Giuseppe Cederna che porta in scena un omaggio a Gianni Rodari: perché la creatività sia un diritto universale, e si formino cittadini liberi e non sudditi. Accanto alla memoria, la riflessione sul presente. Roberto Mercadini con “Animali umani” racconta l'epopea della nostra specie e Dario Vergassola, con “Storie sconcertanti”, estende la sua satira al mondo animale. I giovanissimi allievi della Scuola Primaria di Ulassai, protagonisti di “Rifiutiamoci”, trasformano il tema dei rifiuti in una riflessione profonda sull'ecologia.
Non manca lo spazio alla resilienza femminile. Silvia Elena Montagnini racconta in “A tutta controvento” la storia di Maria Canins, la ciclista friulana capace di dominare il Tour de France a trentasei anni, Daria Paoletta riscrive il mito di Proserpina in “Maledetta Primavera” e Rossella Fava, in “M(other)”, affronta il tema della maternità e della gestazione per altri. Giuliana Musso con “Qualcosa d’invisibile”, un concerto per theremin, pianoforte e parole racconta la vita di Lev Termen. E poi Paolo Rossi, con Caterina Gabanella ed Emanuele Dell’Aquila.
La passione
Ventisette anni di festival nel cuore dell'Ogliastra raccontano la scelta ostinata di credere che la bellezza non abbia bisogno di grandi città per esistere ma, come cita anche Biffi, oggi più che mai, «l’amor mio non muore» ( c.a. ).
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