Non serve rottamare l'auto per renderla più economica ed ecologica: da questa settimana è possibile richiedere un contributo statale pensato apposta per chi ha un veicolo già in circolazione da qualche anno.
Non serve rottamare l'auto per renderla più economica ed ecologica: da questa settimana è possibile richiedere un contributo statale pensato apposta per chi ha un veicolo già in circolazione da qualche anno.
Il bonus retrofit per la conversione a GPL e metano è realtà: il decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) è stato pubblicato, e da mercoledì 29 luglio, alle ore 12, gli automobilisti italiani possono richiedere il contributo per trasformare la propria auto a benzina o diesel in un veicolo bifuel. A differenza dei tradizionali incentivi per l’acquisto di vetture nuove, questa misura è pensata specificamente per chi possiede un’auto già circolante, senza alcun obbligo di rottamazione.
A chi spetta il Bonus da 800 euro
La dotazione complessiva della misura è di 21 milioni di euro distribuiti su cinque anni, dal 2026 al 2030: 4 milioni disponibili entro la fine di quest’anno, 5 milioni l’anno dal 2027 al 2029, e 1 milione residuo nel 2030. Il contributo si traduce in uno sconto diretto in fattura, pari a 400 euro per la conversione a GPL e a 800 euro per quella a metano, e riguarda i veicoli di categoria M1 con classe di emissione compresa tra Euro 3 ed Euro 6 — quindi la stragrande maggioranza delle auto private oggi in circolazione.

A chi spetta il Bonus da 800 euro-webnews.it
A rendere la misura particolarmente interessante è il fatto che il bonus va a ridurre un investimento che, anche senza incentivo, si ripaga da solo nel tempo. Un impianto GPL costa generalmente tra i 1.000 e i 1.200 euro, mentre uno a metano richiede una spesa compresa tra 1.500 e 2.000 euro: con lo sconto statale, l’esborso iniziale scende sensibilmente, rendendo la conversione accessibile anche a chi non avrebbe altrimenti preso in considerazione la spesa.
Il risparmio, poi, continua ogni volta che si fa rifornimento: un litro di GPL costa oggi circa 0,77 euro, mentre un chilo di metano si aggira tra 1,5 e 1,7 euro, contro prezzi della benzina che restano su livelli decisamente più alti. Va considerato anche il capitolo manutenzione, spesso sottovalutato: le bombole GPL vanno sostituite ogni dieci anni, con un costo compreso tra 300 e 900 euro, mentre quelle a metano richiedono una revisione ogni cinque anni, a un costo tra 190 e 440 euro.
Sul fronte ambientale, il GPL riduce le emissioni di anidride carbonica del 10-15% rispetto alla benzina, mentre il metano arriva a un taglio fino al 30%. Un dato che la filiera del settore ha accolto con favore: Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi-Federchimica, ha parlato di una misura capace di garantire a famiglie che non possono permettersi un’auto nuova di continuare a muoversi risparmiando sui consumi, sostenendo al contempo l’indotto italiano di componentistica, distribuzione e officine di trasformazione — un mercato che tra il 2012 e il 2025 aveva accusato un calo dell’82% nelle installazioni.
Dal punto di vista pratico, non è l’automobilista a dover gestire la burocrazia: è l’installatore a prenotare il contributo tramite la piattaforma di Invitalia, mentre il cliente paga direttamente l’importo già scontato in fattura, a condizione che l’impianto sia nuovo di fabbrica, dotato di regolare omologazione, e installato in una data successiva al 10 giugno 2026.