Scontro sugli spazi al Policlinico, il preside della Scuola di medicina: “La gestione tecnica dell’ospedale ha fallito”

2026/09/21

Categories: world-news

Federica Virga
Il Cup del Policlinico che dovrà essere trasferito

Non ci sono solo i cantieri lumaca, i trasferimenti del Cup all'Edificio 8 di Igiene e il braccio di ferro sui locali dalla Radiologia a fare da sfondo ai malumori al Policlinico. A mettere a nudo il cortocircuito - carte e protocolli alla mano - è Antonino Giarratano, preside della Scuola di medicina e chirurgia dell'Università di Palermo che, con l'ospedale universitario, dovrebbe dialogare eccome. 

Un incontro, quello con PalermoToday, per superare i pettegolezzi da corridoio e per tracciare il quadro di un'emergenza, a suo dire, non più rinviabile. “Io e il rettore Massimo Midiri abbiamo un profondo sconforto - ammette Giarratano senza peli sulla lingua - e vorrei precisare che rispondo, viste le tante voci non sempre corrette uscite, in qualità di preside della Scuola e non di direttore di dipartimento della Aoup”. Chi lo conosce bene sa che Giarratano non è uno da mezze misure. E così si mostra nella lunga chiacchierata nel suo ufficio, all’interno della palazzina 7, certamente piccola e non idonea a ospitare la grande macchina organizzativa che richiede una scuola di medicina. “Questo sconforto - dice - l'abbiamo manifestato in tutte le forme e in tutte le sedi ufficiali chiedendo una risoluzione. Non è una questione di cortile o di ruggini personali. Se non abbiamo gli spazi e i posti letto per fare lezione e tirocini, tanto vale che qualcuno ci dica di chiudere la Scuola di medicina o comunque di sospendere alcuni corsi di studio. E le conseguenze anche in termini erariali e forse penali non potrebbero certo ricadere su di noi e sull'Ateneo, ma su chi, in un rapporto tra Università e Aoup istituzionale, ne sarebbe responsabile”.

Il valzer dei cantieri, l'Università sfratta il Cup del Policlinico: “Noi studenti di Medicina costretti in aule di fortuna”

Su quello che alcuni definiscono “sfratto” dell'Edificio 6 - la palazzina direzionale contesa tra la governance dell'ospedale e la Scuola di medicina, di fatto di proprietà dell'Ateneo, ma concessa in via temporanea al Policlinico - il preside chiarisce la genesi della decisione, spiegando che non si tratta di un atto d'imperio improvvisato ma di un percorso tracciato da tempo. “La direzione strategica sa da maggio che quei locali andavano lasciati, era stato concordato prima della mia elezione a preside, peraltro il fatto che li occupasse era già di per sé una anomalia essendo di proprietà dell’università ed essendo stati edificati dall’università a servizio degli studenti e delle segreterie della scuola. Da giugno la decisione è ufficializzata”, ricostruisce il professore. 

Cantieri Pnrr al Policlinico, il rettore pensa alla sfiducia ma l'ospedale si difende: “Stiamo affrontando l'emergenza”

Così, spiega, “il 13 luglio la stessa direzione strategica col rettore presente in assemblea pubblica lo ha dichiarato. Il 27 luglio poi forse tutto si è complicato per la Aoup perché ci siamo ritrovati in Collegio di direzione della azienda sanitaria a un tavolo con la direttrice generale Maria Grazia Furnari con un documento che avevamo firmato in modo congiunto con il rettore per la riorganizzazione, il trasferimento e il recupero alle funzioni assistenziali e didattiche di tutti i plessi bloccati dai lavori ex Pnrr e altre opere antincendio. Eravamo tutti d'accordo. Per ulteriori problemi di ‘area tecnica’, che quel giorno sembrava non conoscere la stessa direzione strategica, tutto si è paralizzato. Da qui le perplessità nostre, del rettore e di tutti i docenti e i direttori di dipartimento che ho definito sconforto. La domanda sorta spontanea è stata: ‘Ci si accorge all'improvviso che manca l'antincendio in immobili tenuti chiuso per due anni e mezzo?’”. 

Per il preside “la Scuola di medicina e chirurgia e l’Università nei suoi rapporti con Aoup si è trovata pertanto di fronte a due grandi criticità diverse ma non disgiunte. L’esigenza manifestata da anni e concertata mesi fa di riavere gli spazi dovuti a studenti, che sono circa 12 mila su 76 corsi di studio, e segreterie. E la restituzione della palazzina 6 e i plessi, dove insistono aule che con i loro posti letto sono fondamentali, oltre che per la qualità dell’assistenza sanitaria anche per la qualità della formazione e della ricerca, dunque necessari per i tirocini di centinaia e centinaia di studenti”.

Mentre la direzione strategica fa le valigie per cedere gli uffici entro il prossimo 28 settembre, la Scuola di medicina ha già le gare espletate e pronte per allestire gli spazi con 18 nuove postazioni destinate ai manager didattici e alle segreterie, chiamate a gestire una macchina complessa, come dichiarato dal preside, da oltre 12 mila studenti e 38 scuole di specializzazione, ma soprattutto spazi per gli studenti. Il nodo fondamentale riguarda anche i numeri e i parametri inderogabili imposti dal Ministero dell'Università per mantenere aperti i corsi. “Quest'anno abbiamo fatto, di concerto con il rettore, un'operazione da università pubblica vera - sottolinea Giarratano -. Ci è stato chiesto di aumentare i posti e ci siamo assunti la responsabilità di accogliere 107 immatricolati in più a medicina, arrivando a quota 900. Significa 107 famiglie che non dovranno pagare la formazione dei figli al Nord o all'estero o in università private, significa più medici che la Regione siciliana e il Ssr avranno”. 

Stop alle ambulanze, 4 posti letto e quel buco di sala operatoria: così è collassata l'Ortopedia del Policlinico dopo l'incendio

Ma per mantenere aperti i corsi serve un posto letto per ogni iscritto. “Catania ha 900 posti letto dedicati - dice - noi al Policlinico, a causa dei cantieri aperti da quasi tre anni, ci troviamo con 158 posti letto in meno nei reparti. Abbiamo l'Edificio 25 chiuso con 79 posti letto da una parte e 82 dall'altra. Per non mettere in crisi il sistema della formazione universitaria e, deve essere chiaro a tutti, il sistema che forma il 90% dei sanitari della Sicilia centro occidentale, abbiamo dovuto appoggiarci ai posti letto di altre strutture come Caltanissetta o il Cervello, ma le deroghe non possono durare all'infinito”. 

La precarietà degli spazi però, a detta di Giarratano, si rifletterebbe direttamente sulla quotidianità degli studenti, dirottati in viale delle Scienze o in via Archirafi. “In passato sono stati rinviati i lavori obbligatori per legge che Unipa doveva fare nelle Aule Nuove - dice con preoccupazione Giarratano - perché con i plessi dell'ospedale già chiusi dai cantieri non si potevano fermare anche quelle aule, altrimenti si bloccavano i corsi di studio. A questo si aggiunge che per uno dei plessi dei cantieri Pnrr (Igiene ndr) a un anno dalla consegna viene compreso che per grave inadeguatezza strutturale il progetto deve essere modificato, con il rischio di perdere i fondi. Tale plesso è poi uscito, per quanto a mia conoscenza, dal finanziamento ex Pnrr”. 

Di fronte a una situazione ritenuta ormai insostenibile, certificata dalla riunione del 27 luglio, la governance universitaria ha scelto di investire direttamente i vertici della Regione. “Abbiamo segnalato formalmente nelle sedi istituzionali la situazione e l'assessorato alla Salute ne è a conoscenza - conclude Giarratano -. Abbiamo avuto dall’assessore Marcello Caruso in persona ampia disponibilità al confronto e stiamo aspettando una risposta forte e chiara, perché il primo ottobre iniziano le immatricolazioni. Qualcuno, pochissimi devo dire, dice che parlando si rischia di buttare il bambino con l'acqua sporca? La verità è che se non si agisce fra meno di una anno il bambino potrebbe realmente essere in fin di vita e il detto non va utilizzato per non sviluppare azioni correttive decise. E’ evidente a tutti che più di qualcosa sulla gestione soprattutto tecnica-amministrativa dell'Azienda non ha funzionato, nonostante la indubbia buona volontà della dirigenza della Aoup e che si deve intervenire drasticamente, da parte di chi ne ha competenza sul versante regionale, oppure ci troveremo a registrare la impasse della formazione medica a Palermo. Abbiamo ricevuto, come detto, segnali di forte disponibilità da parte dell’assessorato e attendiamo a breve riscontro, nell’interesse comune di Università e Ssr”.

>> Home