Dopo 7.000 km di viaggio tra Italia, Isola di Man e ritorno, vi raccontiamo come si è comportato lo Schuberth S3 Carbon
13 luglio 2026
Un viaggio di quasi 7.000 chilometri tra Italia, Francia, UK e Isola di Man, affrontato in oltre due settimane tra pioggia, freddo, autostrade, passi di montagna e lunghe giornate in sella: questo è uno di quei test che permettono di capire davvero il valore di un casco.
Per percorrere un itinerario che ci ha portato dall'Italia fino all'Isola di Man e ritorno abbiamo scelto lo Schuberth S3 Carbon, integrale sport touring che rappresenta la versione più raffinata dell'S3 grazie alla calotta interamente realizzata in fibra di carbonio: un casco esclusivo, prodotto a Schio da Schuberth Performance (il ramo di Schuberth che produce i caschi in uso nella Formula 1 automobilistica e il C5 Carbon, altro fiore all'occhiello della Casa tedesca). Una scelta non casuale, pensata per accompagnare la Honda CB1000 Hornet GT in un viaggio dove comfort, sicurezza e praticità sono stati importanti quanto le prestazioni.
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Carbonio, leggerezza e costruzione artigianale
Lo Schuberth S3 Carbon è omologato ECE 22.06 e pesa 1.390 grammi dichiarati nella taglia S (quella in uso al vostro tester). Il vantaggio del carbonio non si limita al contenimento del peso: la distribuzione delle masse rende il casco particolarmente equilibrato e riduce sensibilmente l'affaticamento del collo dopo molte ore consecutive di guida. Ogni calotta viene realizzata nello stabilimento Schuberth Performance di Schio con il processo One Man, One Shell, dove un singolo tecnico segue manualmente tutte le fasi della laminazione della calotta monoscocca. Un dettaglio che emerge anche nella qualità estetica, con una trama del carbonio perfettamente allineata e rifinita, che vede nella polimerizzazione in autoclavi costruite appositamente per Schuberth e nella procedura esclusiva di produzione uno dei punti che fanno dell'S3 un casco particolarmente evolut. Come solito per caschi di questo lignaggio, la calotta è realizzata in due misure diverse a seconda della misura del casco: più piccola per quelle che vanno da XS a L e più grande per le misure da XL a XXXL.
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Comfort
Dopo molte giornate da otto o dieci ore consecutive in moto, il comfort è probabilmente l'aspetto che più ha colpito durante questo test.
La calzata è risultata precisa e omogenea, dopo giusto un paio di giorni per permettere all'interno di adattarsi millimetricamente alla forma del mio cranio senza creare punti di pressione. La leggerezza contribuisce ulteriormente alla sensazione di benessere reale, tanto da arrivare a fine giornata con un livello di affaticamento sorprendentemente contenuto. Schuberth per i propri caschi propone una serie di interni intercambiabili, per raggiungere il massimo della vestibilità permettendo (per le misure M, L e XL) di personalizzare l'imbottitura interna con più opzioni di spessore per i lati, la parte posteriore e i guanciali.
L'ampio campo visivo, la visiera stabile anche alle velocità autostradali, il visierino parasole integrato e il Pinlock completano un pacchetto estremamente convincente, mentre la chiusura è con i classici doppi anelli ben posizionati e non troppo sotto gola.
Da sempre Schuberth investe molto nello studio aerodinamico dei propri caschi, sviluppati nella galleria del vento proprietaria. Lo S3 Carbon conferma questa filosofia con una rumorosità dichiarata di 85 dB a 100 km/h su una moto naked. Il risultato è ottenuto grazie alla forma della calotta, alle prese d'aria e soprattutto all'ottima chiusura del collo e della mentoniera, che limitano efficacemente le infiltrazioni d'aria. Se si vuole, per aumentare la portata d'aria in presenza di temperature elevate o nella marcia a bassa velocità, è possibile rimuovere il deflettore in tessuto nella parte inferiore del casco, vicino il mento. Durante i miei 7.000 km l'ho sempre tenuto in sede, sia per il clima non sempre gentile, sia perché il beneficio in termini di riduzione del rumore interno al casco è sensibile.
Anche la ventilazione si è dimostrata efficace. Durante il viaggio abbiamo affrontato molte ore di pioggia e temperature variabili senza mai riscontrare problemi di appannamento, merito del sistema di aerazione (con doppia presa d'aria anteriore munita di filtro lavabile e sostituibile) e del Pinlock 120 XLT preinstallato.
Interfono plug&play
Lo S3 Carbon arriva già predisposto per l'installazione degli interfoni dedicati: sono già presenti nel casco auricolari, microfono e antenna. Nel nostro caso abbiamo utilizzato il Schuberth SC EDGE, sviluppato da Cardo, installabile in pochi minuti senza modifiche al casco e senza l'uso di attrezzi: basta rimuovere le due placchette di plastica, collocare i moduli e collegare a incastro due cavetti e il gioco è fatto: pronti per partire con la qualità di un interfono di altissimo livello, ma ricordiamoci che per la gamma Schuberth sono disponibili anche gli interfoni SC2 e SC2 Standard, sviluppati in collaborazione con Sena.
Il verdetto
Dopo quasi 7.000 chilometri in condizioni molto diverse tra loro è difficile trovare un limite evidente allo Schuberth S3 Carbon.
Leggerezza, silenziosità, qualità costruttiva, ventilazione e comfort riescono a convivere in un casco che interpreta perfettamente il concetto di sport touring moderno. È uno di quei prodotti che, dopo averli utilizzati per un viaggio così impegnativo, rendono oggettivamente difficile tornare a usare qualcosa di diverso e l'unico vero limite potrebbe essere il prezzo - commisurato alla qualità del casco ma indubbiamente non alla portata di tutti. l'S3 Carborn si pone come ottima alternativa a chi, come me, per i viaggi preferisce i caschi modulari: in questo caso il bilanciamento, la sensazione di leggerezza in ogni momento e la silenziosità a tutte le andature sono dei plus cui si fa fatica a rinunciare una volta scesi di sella.
Per maggiori informazioni sulla gamma Schuberth è possibile consultare il sito di Alpa Distribution, distributore italiano del marchio, oppure contattare direttamente l'azienda all'indirizzo [email protected].
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