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- “Schedato da Israele”. Il nome dell’attivista ProPal Cosimo Pederzoli compare nel rapporto
“’Media pericolosità’ per aver manifestato in piazza, una vera e propria schedatura da parte di uno Stato straniero riguardo un’iniziativa pacifica su suolo italiano”

L'attivista ProPal Cosimo Pederzoli

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Reggio Emilia, 11 ottobre 2026 – “Il governo israeliano mi ha inserito nell’ultimo rapporto di monitoraggio di sicurezza e intelligence elaborato dal Ministero degli Affari della Diaspora e per la Lotta all’Antisemitismo di Israele. Nome e cognome. Una vera e propria schedatura da parte di uno Stato straniero riguardo un’iniziativa pacifica su suolo italiano”. Così l’attivista ProPal Cosimo Pederzoli denuncia la propria presenza nel documento che include manifestazioni e presidi indicati dalle autorità israeliane come iniziative antisemite.
Schedati, prosegue, “come antisemiti di media pericolosità per aver posto delle domande che riguardavano i collegamenti tra istruzione, propaganda militare e genocidio. Chi mi conosce sa perfettamente che non sono antisemita, non ho nulla contro gli ebrei e rispetto ogni credo”.
Il fatto si inserisce nella vicenda, ormai nota, riguardo l’arrivo di una delegazione di scuole ebraiche da Israele al Centro Internazionale Loris Malaguzzi, per una formazione sul Reggio Approach. Percorso che in prima battuta prevedeva la partecipazione anche di scuole ebraiche statunitensi, che però alle luce delle tensioni emerse in città hanno rimandato.

Cosimo Pederzoli
La solidarietà a Cosimo Pederzoli
Francesca Druetti e Alessandro Miglioli (Possibile) esprimono “piena solidarietà a Cosimo Pederzoli e Maria Elena Delia”, cittadini italiani entrambi citati nel rapporto: “Che un governo straniero accusi di antisemitismo solo perché i cittadini partecipano a iniziative e manifestazioni pacifiche in cui si criticano duramente le politiche di Israele è un’ingerenza inaccettabile”. Da qui la richiesta al governo italiano di “intervenire con fermezza nei confronti delle autorità israeliane, pretenda chiarimenti su questa schedatura e soprattutto tuteli i propri cittadini da simili attività di profilazione”.
Solidarietà arriva anche da Europa Verde, Sinistra Italiana. Reggio Emilia in Comune e Alleanza Verdi e Sinistra Emilia-Romagna. “Che un governo straniero schedi e monitori le attività pubbliche di liberi cittadini che esercitano il proprio diritto di manifestazione sul proprio territorio è un fatto grave che non può passare inosservato”. A Reggio Emilia, città Medaglia d’Oro della Resistenza, “serve fermezza e servono persone che sanno da che parte stare – aggiungono –. Non si può scambiare per antisemitismo quella che in realtà è la volontà di portare avanti percorsi di solidarietà con la Palestina e con tutti i popoli oppressi”.
Infine, il Movimento studenti palestinesi chiama in causa Reggio Children e chiede maggiore trasparenza “a partire dalle comunicazioni alla cittadinanza, visto che tutte le altre delegazioni erano state annunciate tranne questa”.
La delegazione, sottolineano gli studenti, “non compariva e non compare nel calendario degli study group di Reggio Children”. La richiesta è quella di “manifestare solidarietà a tutte le realtà coinvolte, per far capire come Israele schedi il dissenso in Italia”.
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