Accordi tra le parti, bonarie composizioni. In sintesi, in questi giorni sono stati via via definiti alcuni risarcimenti per i parenti delle vittime della Vela Celeste. A due anni dal crollo di un ballatoio all’interno dell’edificio comunale di Scampia, c’è una svolta possibile: i parenti dei cittadini che rimasero coinvolti (tre morti e decine di feriti) hanno accettato le richieste di risarcimento avanzate dal Comune, in un processo che vede imputati anche alcuni funzionari di Palazzo San Giacomo. Accordi che sono stati resi noti ieri mattina, nel corso dell’udienza che si sta celebrando dinanzi al gup del Tribunale di Napoli.
Le accuse
In sintesi, si è scelto di attingere ad un fondo assicurativo, che consente - almeno in questa fase e in vista degli esiti del processo - di ristorare chi ha subito danni dal crollo o dalla perdita dei propri congiunti. Si tratta di composizioni bonarie, che fanno leva sulle tabelle oggettive riconosciute da tutti i Tribunali italiani. Un passo decisivo anche per il processo. Ieri l’udienza preliminare è stato rinviato, in vista della definizione di altri risarcimenti (in particolare al vaglio la posizione dei parenti dei feriti). Inchiesta condotta dal pm Manuela Persico, magistrato in forza al pool reati colposi, sono sei gli imputati, tra dirigenti e impiegati comunali. Omicidio, disastro colposi, lesioni colpose sono le accuse mosse per una vicenda che risale al 22 luglio del 2024. Notte di estate, episodio gravissimo, il classico dramma annunciato. Ricordate cosa accadde? Il primo a perdere la vita fu il 29enne Roberto Abruzzo, poi toccò a Margherita Della Ragione e Patrizia Della Ragione. Diversi i cittadini rimasti feriti - anche in modo grave - tra cui alcuni minorenni, che vennero affidati alle cure dei medici del Santobono. Un dramma indelebile per molti. Pensate: alcuni ragazzi rimasti feriti sono ancora in cura e stanno affrontando delle terapie lunghe e faticose. Ora per loro è il momento dei risarcimenti. Accordi che avrebbero una immediata conseguenza sotto il profilo procedurale: chi accetta l’idennizzo, infatti, rinuncia alla costituzione di parte civile, per cui il processo andrà avanti solo nel confronto tra pm e imputati al cospetto dei giudici.
L’ordinanza
Ma in cosa consistono le accuse della Procura? Per quale motivo sono sei imputati tra dirigenti e impiegati comunali? Domande che rimandano al concetto di dramma annunciato. In sintesi, la Vela Celeste versava in condizioni critiche da diversi anni. E c’erano state segnalazioni in merito al rischio di crollo all’interno di quel mostro di cemento e lamiere che per anni ha ospitato migliaia di cittadini. Andiamo ad approfondire la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Napoli? Stando alle conclusioni del pm Persico, c’era un ordine di sgombero rimasto inefficace per almeno sette anni. Un provvedimento che risaliva al 2015, ma che è rimasto lettera morta, fino alla notte del 22 luglio del 2024. Storia amara che fa i conti con le pastoie burocratiche interne ai nostri palazzi. Si passò dall’ordine di sgombero (mai messo in esecuzione) al progetto di restart di Scampia, in uno scenario di attesa che ha di fatto collocato la vita di centinaia di persone in una sorta di limbo. Anni di attesa, poi il dramma. Intanto, sul piano amministrativo va avanti la riqualificazione del quartiere. Venerdì scorso, sono stati consegnati i primi alloggi alle famiglie che per anni erano inserite in una graduatoria del Comune. Il prossimo febbraio si torna dinanzi al giudice. Difesi, tra gli altri, dall’avvocato Aldo Pascale, i parenti delle vittime lasciano l’udienza, per loro c’è il risarcimento del Comune, in attesa dell’accertamento delle singole responsabilità.
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