TRIESTE - Attimi di vero e proprio terrore nella tarda mattinata di oggi, domenica 12 luglio, nel cuore del capoluogo giuliano, dove una tranquilla passeggiata estiva si è trasformata in uno scenario d'emergenza. Intorno alle 11:45, un'auto è improvvisamente finita in mare lungo le Rive, inabissandosi a pochissima distanza dal centralissimo Molo Audace, sotto gli occhi increduli di decine di residenti e turisti.
Il salvataggio
Alla guida della vettura si trovava un quarantenne triestino che, secondo una prima ricostruzione al vaglio dei Carabinieri, avrebbe perso il controllo del mezzo a causa di una manovra errata. La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente, ma il ruolo cruciale nelle primissime e concitate fasi del salvataggio è stato giocato da quattro giovani militari dell'Esercito Italiano che erano di passaggio a Trieste. Notata la gravità della situazione, i soldati sono intervenuti con straordinaria prontezza, riuscendo a estrarre l'uomo dall'abitacolo e mettendolo in salvo prima che fosse troppo tardi. Fondamentale il sangue freddo e il valore dei quattro militari, il cui tempestivo intervento ha evitato che la giornata finisse in tragedia.
IL MIRACOLO
Subito dopo sono giunti sul posto i Vigili del fuoco e i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al conducente prima di trasferirlo d'urgenza all'ospedale di Cattinara. Fortunatamente, l'uomo è stato ricoverato in codice verde, un esito quasi miracoloso vista la dinamica dell'incidente. Nel frattempo, i Carabinieri hanno avviato i rilievi e gli accertamenti necessari per ricostruire con precisione l'accaduto, gestendo anche la folla di curiosi che si è radunata lungo le Rive.
Mentre il quarantenne si trova ora in ospedale sotto osservazione, le operazioni sul posto sono proseguite per tutto il giorno.
Nel pomeriggio, infatti, per completare i lavori di messa in sicurezza dell'area, è arrivato da fuori provincia il Nucleo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Venezia. Gli specialisti si sono immersi nelle acque del golfo per agganciare la vettura e coordinare le complesse manovre di recupero dell'auto.
Il ministro Crosetto su X: «Il loro coraggio, la preparazione e il senso del dovere rendono orgogliosa tutta la Difesa. Hanno agito d'istinto, mettendo la propria vita al servizio di un'altra persona. È questo il significato più autentico dell'essere militare: servire il Paese e proteggere la vita umana, sempre, anche quando non lo impone il dovere. Grazie».
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