Il Savona vince 3-0 contro la Golfoparadiso festeggiando con tre punti l’esordio in Eccellenza. Reti arrivate nella ripresa: doppietta di Silvestri e goal del subentrato Rignanese.
Così mister Carlo Sarpero a fine partita: “Non sono contento del primo tempo. C’è stata la traversa di Fabbri. Loro avevano tante assenze e hanno giocato con un blocco basso. Ma il problema vero è stato il nostro palleggio, troppo lento. Il terreno di gioco non era ottimale ma noi siamo abituati ad allenarci su un campo piccolo. Abbiamo creato in maniera sporadica sbagliando tanti cross e passaggi. Mi sono un po’ arrabbiato nell’intervallo. Il loro portiere non ha fatto una parata. Nella ripresa, invece, i ragazzi sono stati molto bravi”.
Il giocatore decisivo è stato Marco Silvestri, non ancora “dilagante” come in passato ma autore della doppietta che ha chiuso la gara. Il numero 8 ha iniziato mezzala sinistra, poi è passato a destra e ha anche giocato trequartista. “Il mio obiettivo – continua il mister – è che Marco torni a essere il giocatore che può essere: di grande qualità e quantità. Paga un anno in cui non è mai entrato in condizione. Davanti alla porta è letale. Però, meno corre più lo devo spostare in avanti. Quando ha la palla nei piedi diventa difficile marcarlo. Sono contento del goal di Rignanese. A Cairo era in gioco di tre metri quando gli hanno annullato il goal. I ragazzi hanno raccolto quello che stiamo seminando da due mesi”.
Una traversa e diverse giocate interessanti da parte del trequartista Alex Fabbri: “Non è ancora brillantissimo. Giovedì e venerdì l’ho visto bene. Oggi mi aspettavo qualcosa di più. So che ha la rabbia giusta per affrontare la prossima partita. Tanti stop sbagliati sono dovuti anche al campo. Ha però colpito una traversa e avuto spunti importanti. Quest’anno rivedremo il vero Fabbri”.
“A livello personale – conclude Sarpero -, devo ringraziare i tanti messaggi che ho ricevuto da giocatori che ho allenato in Seconda Categoria. Questo è un punto di arrivo importante per me. E penso anche meritato. In questi 17 anni ho sempre raggiunto l’obiettivo. Io le mani nella terra le ho messe. Per me il Savona è un punto di arrivo e non di partenza. Abbiamo recuperato un rapporto importante con il tifo. Noi senza di loro non siamo niente. Sta a me meritarmi col lavoro e con i risultati di stare in questo ambiente qua. Non ho avuto molte occasioni rispetto ad altri allenatori, che da un anno all’altro si trovano una o due categorie sopra. Altri fanno male ma hanno sempre la panchina. Io avevo fatto bene ad Albisola ma l’anno scorso all’inizio era senza panchina”.
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