Sasso lanciato dal cavalcavia: tragedia sfiorata in A25

2026/09/19

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SULMONA Alla tragedia c'è mancato poco, qualche metro, un secondo prima o uno dopo. Due auto, l'altro giorno, sono state raggiunte verosimilmente da un sasso gettato da un cavalcavia lungo l'autostrada A25, nel tratto che congiunge i caselli di Popoli-Bussi con quello di Pratola Peligna-Sulmona.

L'impatto è avvenuto al chilometro 138, in direzione Roma, dove una Lancia Ypsilon guidata da una sessantunenne di Sulmona è stata colpita nella parte alta del parabrezza da un oggetto, di dimensioni non piccole, rimbalzando poi sulla macchina che seguiva, una Lancia Musa, anch'essa rimasta danneggiata nella carrozzeria.

Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia stradale di Pratola Peligna, a cui la donna ha denunciato subito dopo il fatto, il sasso sarebbe stato lanciato deliberatamente dal cavalcavia di Corfinio, l'ultimo prima del casello di Pratola-Sulmona, in località Sant'Ippolito. Anche se non si esclude che possa essersi trattato di un tondino di ferro, gettato o staccatosi dal cavalcavia stesso che si trova in una strada facilmente raggiungibile, anche se a servizio di un'area poderale e, per questo, non particolarmente trafficata.

L'oggetto precipitato da un'altezza di oltre sei metri, comunque, ha messo a rischio, concreto, di trasformare un gioco o una bravata, o fosse anche un incidente, in una tragedia. Colpendo la parte superiore del parabrezza della Lancia Ypsilon non è riuscito fortunatamente a sfondarlo, ma solo a sanarlo gravemente, schizzando poi all'indietro e colpendo l'auto che era dietro sulla carrozzeria.

Ad evitare la tragedia è stato anche il sangue freddo avuto dalla conducente della Lancia Ypsilon che viaggiava a 130 chilometri orari e che è riuscita a non frenare bruscamente dopo aver avvertito il "missile" che aveva colpito la sua auto.

«Stavo tornando da Popoli Terme, dove mi ero recata al centro termale - racconta la sessantunenne -. Proprio in quel momento transitava il Giro d'Abruzzo e sono stata costretta a prendere l'autostrada. All'improvviso ho sentito un missile che mi veniva incontro. Mi sono fermata poco dopo. Il danno alla mia Lancia è notevole e per me è stato un grande spavento. Ho avuto la prontezza di riflessi di non frenare, poiché viaggiavo a 130 chilometri orari. Altrimenti ci sarebbe stato sicuramente un tamponamento a catena».

A confermare la dinamica di quanto accaduto, anche un settantottenne che era alla guida di una Suzuki dietro alla Lancia Musa: «Ero alla guida della mia auto, che fortunatamente è stata solo sfiorata. Non ci sono danni. Ho visto tutta la scena - conferma - e ho pensato che qualcuno da lassù ci abbia aiutato».

Sulla vicenda sta ora indagando la polizia stradale di Pratola Peligna: nelle prossime ore potrebbero essere acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo il tratto autostradale e nelle aree vicine.

I filmati potrebbero fornire elementi utili per identificare eventuali persone presenti sul cavalcavia o per ricostruire i movimenti avvenuti poco prima del lancio. Gli accertamenti dovranno inoltre chiarire se si sia trattato di un gesto isolato o se vi siano stati altri episodi analoghi nella zona.

Di certo il fenomeno non è nuovo in Italia e anche in Abruzzo dove, anzi, si registra uno degli ultimi gravi episodi, avvenuto a luglio scorso, seppur non in autostrada, ma sulla Teramo-Mare, nel Comune di Campli: un sasso lanciato dal cavalcavia di Villa Camera (all'altezza del cavalcavia Sant'Anna sulla strada provinciale 3) ha centrato un'ambulanza del 118 che trasportava un paziente cardiopatico. La pietra ha sfondato il parabrezza, ferendo lievemente l'autista che è comunque riuscito a mantenere il controllo del mezzo.

Tre anni fa, invece, una banda di giovani aveva lanciato sassi dal cavalcavia che sovrasta il sottopasso tra via Pagani e via Don Minzoni ad Avezzano.

Sempre ad Avezzano, e di nuovo sull'A25, nel 2020 erano rimasti vittime di un lancio di sassi dal cavalcavia gli attori Stefano Fresi e Alessandro Benvenuti.

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