Sarno, patto bipartisan per risanare il fiume. Fico: «Pulito in 5 anni»

2026/10/02

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«Quattro o cinque anni per restituire ai cittadini un fiume Sarno definitivamente pulito». Roberto Fico fissa l’obiettivo della Regione e prova a mettere una data alla fine di una delle emergenze ambientali più longeve della Campania. L’annuncio arriva nel corso della seduta straordinaria e monotematica del Consiglio regionale dedicata al risanamento e alla messa in sicurezza del bacino, convocata su richiesta delle opposizioni. Un dibattito acceso che si è poi concluso con un voto unanime: maggioranza e centrodestra hanno trovato la sintesi su una risoluzione che impegna la giunta ad accelerare gli interventi e sottopone il Grande Progetto Sarno a un monitoraggio costante.

Il piano

Fico indica la strada da seguire: completare il piano di risanamento nel più breve tempo possibile e stringere la morsa contro gli sversamenti abusivi. Sul tavolo ci sono oltre 400 milioni di euro già programmati dalla Regione. «Vogliamo essere la giunta che avrà riconsegnato il fiume Sarno definitivamente pulito ai cittadini», è l’impegno assunto dal governatore. E accanto ai cantieri arriva la linea dura contro chi continua a inquinare: «Inasprimento delle pene per chi si azzarda a sversare. Questo, nella nostra regione, è un danno criminale alla salute delle persone, all'ambiente e al vivere comune in un ambiente sano e non lo permetteremo». «Saremo inflessibili e implacabili - rimarca Fico -, arriveremo a sospendere autorizzazioni e licenze. La salute è il primo diritto costituzionale che questa regione vuole affermare fino in fondo».

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Lo scontro

Ma ad aprire la giornata è stato Gennaro Sangiuliano. Il capo dell’opposizione, insieme al capogruppo di “Riformisti e Moderati-lista Cirielli-Ecr”, Sebastiano Odierna, si è presentato con una bottiglia contenente acqua prelevata dal Sarno, poi consegnata simbolicamente a Fico in aula. «Questa è l’acqua che ho prelevato stamattina, la affido a voi», ha detto Sangiuliano. L’ex ministro della Cultura ha puntato il dito contro il centrosinistra, sostenendo che dopo anni di governo regionale e ingenti risorse investite il problema non sia stato ancora risolto. Un lungo dibattito che ha visto poi maggioranza e opposizione trovare un’intesa politica sulla risoluzione.

Il documento

Il documento finale, approvato all’unanimità, riconosce il Sarno come priorità strategica per la tutela ambientale, la sicurezza idraulica e la qualità della vita delle comunità del bacino. Il punto di partenza è l’accordo quadro quadriennale da circa 407 milioni di euro, articolato in sette lotti e già messo in gara dalla Regione. Il presidente dell’assemblea Massimiliano Manfredi ha espresso «orgoglio e soddisfazione» per l’approvazione bipartisan della risoluzione, sottolineando la sintesi raggiunta tra maggioranza e opposizione. Il Grande progetto Sarno, ha aggiunto, sarà sottoposto a un monitoraggio costante. Tra gli impegni c’è il completamento e il potenziamento del sistema delle vasche di esondazione e laminazione lungo il Sarno e i suoi affluenti. Sul fronte della depurazione, Regione, Ente idrico campano e gestore del servizio dovranno completare il programma avviato nel 2020 e arrivare alla chiusura dei nove scarichi fognari ancora aperti, concentrati soprattutto nel territorio di Scafati. Altro capitolo decisivo è quello dei controlli: viene previsto un sistema integrato di sorveglianza ambientale, con monitoraggio strumentale degli scarichi industriali classificati in base al rischio. Almeno ogni sei mesi dovrà essere trasmessa alla commissione Ambiente del Consiglio, presieduta da Salvatore Flocco, una relazione con progettazioni, affidamenti, lavori conclusi, stato di avanzamento delle opere, dragaggi e funzionamento del sistema di sorveglianza. La stessa commissione sarà chiamata a vigilare sull’attuazione degli impegni assunti. «È prevalso il buon senso e l’interesse della comunità regionale», ha rimarcato Flocco, sottolineando la necessità di affrontare il Sarno con una «logica di sistema». A ricostruire il lavoro già realizzato è stato il vicepresidente Mario Casillo. «Dieci anni fa l’acqua del Sarno raccolta in una bottiglietta sarebbe stata color caffè. Nel fiume Sarno confluivano scarichi civili autorizzati, legali, di oltre 300mila persone, con l’effetto che prima era impossibile anche solo passare per il centro della città di Scafati o di Nocera. I prelievi fatti dicono che sarebbe addirittura possibile la balneazione, i parametri sono addirittura nella norma», ha poi aggiunto. L’assessore all’Ambiente Claudia Pecoraro ha invece ribadito: «Non parliamo semplicemente di un corso d’acqua, ma di un territorio che attraversa tre province e interessa circa 700mila abitanti. Parliamo di tutela dell’ambiente e della necessità di rendere i cittadini partecipi di ciò che sta accadendo».

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