Sapori e bancone da 42 posti. La filosofia di Akiro a metà tra Giappone e Perù

2026/07/17

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Niente tavoli e nessuna prenotazione: la rivoluzione della cucina Nikkei a Milano passa per un unico bancone da 42 posti. In via della Moscova 50 ha aperto Akiro, il primo concept mondiale di Hand Roll bar che, dopo Madrid, Barcellona e Chicago, sbarca in Italia. Nato dall’idea di Faisal Barakat, Luis Arévalo e Lucas Leon, il progetto vive a Milano grazie all’energia dei giovani partner Vittorio Mozzi e Giovanni Gottardi. Sotto la guida dello chef internazionale Luis Arévalo, l’alta tecnica fusion peruviano-giapponese diventa un’esperienza informale e accessibile.

Akiro in tre parole?

"Precisione, anima e immediatezza".

Cosa significa interpretare la filosofia Nikkei?

"Nikkei non è solo una fusione di cucina giapponese e peruviana. È un modo di pensare. È rispetto per il prodotto, precisione nella tecnica e libertà nel sapore".

Perché Milano è la città giusta?

"Ha un’energia speciale. È elegante, veloce, internazionale e molto legata al design, alla moda e alla cultura".

Dal Perù al Giappone.

"Vengo da Iquitos, nell’Amazzonia: il Perù è un Paese con identità culinaria incredibile. Abbiamo agrumi, peperoncini, erbe aromatiche. Il Giappone è pura tecnica. Il modo di trattare il pesce, il ruolo del riso, l’equilibrio, il rispetto degli ingredienti".

Chi l’ha ispirata?

"Le mie radici. La mia famiglia, il Perù, i mercati, i sapori con cui sono cresciuto. Poi gli chef giapponesi con cui ho lavorato". L’Hand Roll è il tuo piatto d’autore. Cosa lo rende diverso da un temaki tradizionale?

"La differenza sta nell’intenzione e nel momento. Un temaki tradizionale è più grande, a forma di cono. Da Akiro l’hand roll è più piccolo, per essere mangiato immediatamente".

Qual è l’ingrediente che non può mai mancare in cucina?

"Il riso, cuore della cucina giapponese".

E il piatto che la rappresenta?

"L’Acevichado Hand Roll. Ha la struttura giapponese dell’hand roll, ma il sapore parla del Perù". La sfida più grande nel gestire una cucina come Akiro?

"La costanza. Akiro sembra semplice perché il format è diretto: un bancone, chef, hand roll, ospiti. Ma dietro questa semplicità c’è molta pressione. Ogni hand roll deve arrivare perfetto".

Perché un format esclusivamente Chef’sTables?

"Volevo eliminare la distanza tra la cucina e l’ospite. Da Akiro, il bancone è tutto. L’ospite vede il taglio, la preparazione, il ritmo degli chef".

Due dei piatti più richiesti?

"Acevichado Hand Roll. La chiave è l’equilibrio. Lavoriamo con pesce freschissimo, riso tiepido condito, nori croccante e una salsa acevichada ispirata al ceviche peruviano. Eccezionale anche il Toro Caviar: il toro deve essere tagliato con cura, con la giusta consistenza e temperatura. Aggiungiamo il caviale per portare sapidità e profondità. È un piccolo morso, ma molto intenso".

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