Sanità privata accreditata, Amato-Minadeo (Confintesa Sanità): “Basta lavoratori di Serie A e di Serie B. Subito il rinnovo del Ccnl Aris-Aiop”

2026/08/07

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Amato e Minadeo: «Il Ministero della Salute convochi urgentemente un tavolo vincolante. Occorre ridurre il divario salariale con il settore pubblico e fermare la fuga dei professionisti»
Il rinnovo del Contratto collettivo nazionale della Sanità privata e delle strutture accreditate non può più essere rinviato. Confintesa Sanità torna a denunciare la grave disparità di trattamento che penalizza oltre 300.000 lavoratrici e lavoratori e chiede l’immediato intervento del Ministero della Salute.
La recente sottoscrizione dell’accordo per il rinnovo del CCNL del Comparto Sanità Pubblica ha riconosciuto agli operatori del Servizio sanitario nazionale adeguamenti salariali, arretrati e valorizzazioni professionali. Un risultato positivo che, tuttavia, rende ancora più evidente la condizione di chi opera nella sanità privata accreditata, dove il contratto ARIS-AIOP è scaduto da anni e, per alcune categorie, il blocco contrattuale raggiunge o supera il quinquennio.


«Non è più accettabile che nel sistema sanitario italiano continuino a esistere professionisti di Serie A e professionisti di Serie B», dichiara Domenico Amato, Segretario Nazionale di Confintesa Sanità. «Le lavoratrici e i lavoratori delle strutture private accreditate garantiscono prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale, assicurano i medesimi Livelli essenziali di assistenza e affrontano carichi di lavoro e responsabilità analoghi a quelli dei colleghi del pubblico. A parità di servizio reso ai cittadini devono corrispondere dignità, tutele e retribuzioni adeguate».
Alla luce delle ultime decisioni del Consiglio dei Ministri, con particolare riferimento all’adeguamento dei DRG, alla ripartizione del Fondo sanitario nazionale e alle misure in materia di lavoro, Confintesa Sanità chiede che non siano introdotte deroghe o disposizioni capaci di sottrarre il sistema privato accreditato agli obblighi di tutela salariale.


«L’inflazione ha ridotto pesantemente il potere d’acquisto e i lavoratori non possono essere lasciati ancora una volta senza strumenti di difesa», afferma Alessio Minadeo, Vicesegretario Nazionale di Confintesa Sanità. «Il mancato rinnovo alimenta la fuga dei professionisti, rende le strutture meno attrattive e rischia di compromettere la qualità e la continuità dell’assistenza. Questi lavoratori non chiedono privilegi né regali: chiedono il riconoscimento del proprio valore professionale e del lavoro svolto ogni giorno al servizio della collettività».
Confintesa Sanità sollecita quindi la convocazione urgente di un tavolo di confronto vincolante tra Ministero della Salute, Regioni, associazioni datoriali ARIS e AIOP e organizzazioni sindacali. L’obiettivo deve essere quello di garantire le risorse necessarie per un rinnovo contrattuale dignitoso, ridurre concretamente il divario economico e normativo rispetto al settore pubblico e contrastare l’inesorabile perdita di personale sanitario qualificato.
«Il Governo e le associazioni datoriali assumano ora una responsabilità precisa», concludono Amato e Minadeo. «Il rinnovo del CCNL ARIS-AIOP è una questione di giustizia, dignità professionale e tenuta dell’intero Servizio sanitario nazionale. Non c’è più tempo da perdere».

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