Sanità, l’allarme: «Al Brotzu reparti al collasso e posti letto in sala gessi» - L’Unione Sarda.it

2026/09/25

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È allarme all’Arnas Brotzu di Cagliari. Al Businco restano inattivi 28 posti letto per la carenza di personale, mentre al San Michele vengono segnalate forti criticità nei reparti, in particolare in Ortopedia. A denunciare la situazione è Gianfranco Angioni, referente regionale Usb Sanità, che chiede alla Regione l’apertura immediata di un tavolo di crisi.

«Mentre al Businco restano inattivi ben 28 posti letto a causa della drammatica carenza di personale, al San Michele i reparti sono letteralmente al collasso. L'esempio più plastico di questo disastro è l'Ortopedia: oltre ai malati sistemati in appoggio in altri settori, ci vengono segnalate degenze improprie allestite nelle medicherie e persino in sala gessi. L'inevitabile conseguenza? Liste operatorie interminabili e tempi d'attesa sempre più lunghi per i cittadini. Il tutto accade nell'Arnas Brotzu, il polo sanitario più importante della Sardegna, la cui tenuta è fondamentale per l'intero sistema isolano. Parallelamente, resta nel limbo l'apertura delle nuove sale operatorie del Businco, trasferite ormai da oltre un anno e mezzo al San Michele senza che se ne conosca l'effettivo destino. La Regione intervenga senza indugio: serve un tavolo di crisi immediato».

Angioni sottolinea anche lo sforzo quotidiano del personale: «È encomiabile lo sforzo e il supporto continuo che i nostri professionisti garantiscono quotidianamente, estendendo la propria attività anche ad altri ospedali della rete regionale per evitare il totale blocco dell'assistenza. Tuttavia, questo spirito di sacrificio non può diventare la pezza a colori delle gravi responsabilità regionali che stanno portando il personale al burnout». L’Usb annuncia inoltre verifiche sulla sicurezza del personale esposto al rischio radiologico nelle sale operatorie.

«Unitamente al nostro rls», incalza Angioni, «avvieremo un'attenta verifica sulla classificazione del personale esposto al rischio radiologico operante all'interno delle sale operatorie. Vogliamo accertare il rigoroso rispetto delle normative vigenti: non vorremmo infatti riscontrare anomalie o mancati inquadramenti in materia di radioprotezione, con la conseguente privazione della dovuta sorveglianza sanitaria e del diritto alle ferie radiologiche. Su sicurezza e diritti non faremo sconti a nessuno».

Sul fronte sindacale, Fp Cgil Cagliari, Cisl Fp Cagliari, Fials Cagliari e Ugl Cagliari dichiarano lo stato di agitazione dell’intero personale del comparto sanità territoriale e chiedono l’avvio delle procedure di raffreddamento e conciliazione. Nel documento denunciano organici insufficienti, carichi di lavoro non più sostenibili e la fuga di professionisti verso altre aziende. Nel mirino anche la gestione dei piani triennali dei fabbisogni di personale: secondo i sindacati, l’analisi e l’approvazione sarebbero rimaste bloccate «da novembre 2025 fino ad agosto/settembre 2026».

Contestato anche il ricorso sistematico a straordinari e prestazioni aggiuntive per coprire i turni ordinari: «L’utilizzo ormai sistematico del lavoro straordinario e delle prestazioni aggiuntive per garantire la copertura dei turni ordinari ha oltrepassato ogni limite di sostenibilità fisica e psicologica, negando di fatto il diritto al riposo e all’equilibrio tra vita privata e lavoro».

Tra le iniziative annunciate figurano l’astensione dalle prestazioni aggiuntive, il rispetto puntuale dell’orario di lavoro e un ciclo di assemblee nei presidi ospedalieri. Le organizzazioni sindacali chiedono infine alle autorità competenti di «convocare senza indugio le parti» e si riservano, «in mancanza di risposte rapide e concrete», di mettere in campo «ogni ulteriore forma legittima di protesta, compreso lo sciopero generale aziendale».

(Unioneonline/En.Ne.)

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