Samar, la ragazza dall’Iran: “La mia sfilata di moda: negli abiti la rinascita e il sogno della libertà”

2026/09/12

Categories: world-news

Ferrara, 12 settembre 2026 – Ogni abito ha un colore e una storia. Sfila Rinascita, che si ispira al brano di Rami Haddad; amore, femminilità, fioritura in una cascata di tessuto rosa. Sulle spalle il rosso, per raccontare il calore del deserto, del fuoco, della sabbia rovente e del movimento nel cuore. Sono i costumi creati da Samar Kian, 30 anni, laureata in giurisprudenza in Iran. Nel suo paese lavorava in tribunale.

In Italia, a Bologna, si è laureata in pittura all’accademia di belle arti. Stilista, pittrice e ballerina, regina nei campionati mondiali di danza orientale a Roma. Era l’anno 2025. Dice, gli occhi ad un paese lontano. “In Iran le donne non possono ballare, è vietato. Ti fanno arrestare. Per le strade devi avere il velo. No, quello non è vivere”, un aereo e via, oltre la cabina un mondo nuovo. Il sogno, un altro paese, la libertà che vive nei suoi abiti, nei passi di danza.

La sua sfilata sarà il 26 settembre a Rovigo (Veneto). Mille e una notte si chiama il festival. La cornice piazza Vittorio Emanuele II.

Le sue creazioni, i suoi abiti

“Ognuno di loro ha una storia, un significato. Nella loro progettazione ho cercato di creare un legame tra la musica, il tipo di danza, il movimento della ballerina”

Colori che fanno l’occhiolino all’arte

“Il costume non è semplicemente qualcosa che la danzatrice indossa, ma diventa parte dell’opera artistica e del racconto. Per questo, durante la mostra, alcune ballerine di danza orientale indosseranno i costumi, così da poterli vedere anche attraverso il movimento e comprenderne meglio il rapporto con la musica e la performance”.

Samar si è laureata in Arte all’Accademia di Belle Arti di Bologna. E’ diventata campionessa mondiale di danza

Samar si è laureata in Arte all’Accademia di Belle Arti di Bologna. E’ diventata campionessa mondiale di danza

La sfilata inizia alle 10,45 del mattino. Ma tutto parte molto prima

“Questa collezione è la continuazione di un percorso iniziato molti anni fa. Sono diplomata in Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e, in una parte importante del mio percorso, ho esplorato il rapporto tra pittura e danza. Un percorso che, gradualmente, mi ha portata dall’immagine statica al corpo, al movimento”

La musica, impegno ma anche evasione

“Anche in questo progetto il punto di partenza non è l’abito, ma proprio la canzone. Tutti i brani che ho scelto sono musiche orientali e ognuno di essi, per me, possiede una qualità, un’atmosfera e un’emozione differenti, uniche. Il processo inizia dalla scelta della musica. Successivamente, sulla base delle sensazioni che suscita in me, vengono sviluppati il movimento e la coreografia. Infine, l’abito viene realizzato proprio seguendo il filo delle note, ritmi, le stesse movenze

Dalla tela al tappeto rosso

“In definitiva questo progetto è un tentativo di tradurre la musica orientale nel linguaggio del corpo, di trasformare questo linguaggio in abito. Una collezione che nasce dal desiderio di costruire un’esperienza visiva, corporea e artistica”

Un anelito di libertà

“Sì, verso le donne del mio paese, verso l’Iran che si trova da mesi nel pieno di una guerra, il regime, le bombe. Verso la mia gente che chiede solo libertà, essere liberi di vivere. Troppo dolore, troppa morte. Non riesco a pensarci, non voglio, il mio cuore ogni giorno piange”

Perché Mille e una notte?

“Il festival prende ispirazione dalla figura di Shahrazad, che nella tradizione delle Mille e una notte raccontava ogni notte una storia al re. L’idea del festival è proprio quella di portare questa tradizione nella contemporaneità, ai nostri giorni. Diversi artisti partecipano e ognuno racconta o rappresenta una storia attraverso la propria forma d’arte”.

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