Il due volte vincitore della Dakar tenterà a settembre di battere il record di 19 giorni, 8 ore e 25 minuti stabilito nel 2002
12 agosto 2026
Dopo aver conquistato due Dakar, Sam Sunderland è pronto a lanciarsi in una sfida completamente diversa. Il pilota britannico tornerà infatti in sella a settembre per tentare di stabilire il nuovo record di circumnavigazione del mondo in moto, un'impresa che aveva dovuto rimandare lo scorso anno a causa di un grave infortunio alla schiena.
Sunderland partirà dall'Inghilterra in sella a una Triumph Tiger 1200 Rally Explorer, supportato da Red Bull e Triumph Motorcycles. L'obiettivo è battere il tempo stabilito nel 2002 dai britannici Kevin e Julia Sanders: 19 giorni, 8 ore e 25 minuti.
Per riuscirci dovrà percorrere più di 18.000 miglia, circa 29.000 chilometri, attraversando cinque continenti. Il regolamento dell'impresa prevede che il percorso venga completato sempre nella stessa direzione, con partenza e arrivo nello stesso punto e il passaggio attraverso due punti antipodali, cioè diametralmente opposti sulla superficie terrestre.
Il ritmo richiesto è impressionante: circa 1.050 miglia al giorno, l'equivalente di oltre 1.600 chilometri, per quasi tre settimane consecutive.
Il progetto era stato presentato già lo scorso anno al Goodwood Festival of Speed, ma poco dopo Sunderland aveva subito una frattura alla schiena durante un incidente in allenamento, costringendolo a rimandare il tentativo.
Dopo mesi di riabilitazione, però, il britannico è tornato completamente in forma. La preparazione ha compreso anche controlli approfonditi presso il Red Bull Athlete Performance Centre e una serie di allenamenti specifici per rafforzare nuovamente schiena e collo.
Uno dei test più impegnativi è stato il Romaniacs, affrontato in sella a una Triumph Tiger 900. Un modo decisamente efficace per verificare la propria condizione fisica dopo l'infortunio.
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Per affrontare il giro del mondo Sunderland utilizzerà una Tiger 1200 Rally Explorer, scelta per alcune caratteristiche particolarmente adatte a una prova di questo tipo, come il cruise control e il grande serbatoio. La moto sarà caratterizzata dalla livrea Red Bull, mentre le modifiche tecniche saranno sorprendentemente limitate. Le valigie laterali sono state adattate per trasportare il materiale necessario alla produzione e alla comunicazione dell'impresa, mentre lo scarico originale è stato sostituito con un Akrapovič. Per il resto, la Tiger rimarrà sostanzialmente di serie, pneumatici Michelin compresi.
Il record che Sunderland vuole battere risale a oltre vent'anni fa ed è quello stabilito da Kevin e Julia Sanders. È stato scelto come riferimento perché, all'epoca, era stato ufficialmente riconosciuto dal Guinness World Records e ha resistito per circa vent'anni.
Il tentativo di Sunderland, però, non sarà ufficialmente ratificato dal Guinness a causa delle attuali regole dell'organizzazione, che non incoraggiano record caratterizzati da velocità medie molto elevate sulle strade pubbliche.
La maggior parte del percorso sarà comunque su asfalto: «Il posto migliore per accumulare chilometri è la strada», ha spiegato il britannico. Il lavoro di preparazione è stato enorme e ha coinvolto anche Red Bull, che ha seguito la pianificazione dell'itinerario, i visti e la documentazione necessaria per attraversare i diversi Paesi. Sunderland ha inoltre mantenuto i contatti con gli stessi Sanders per raccogliere informazioni e consigli sull'impresa.
Affrontare oltre 1.000 miglia in un giorno è già un'impresa, ma ripeterlo per quasi venti giorni consecutivi attraversando Paesi, continenti e condizioni differenti è qualcosa di completamente diverso. Nel corso del viaggio dovrà affrontare imprevisti, problemi meccanici, eventuali ritardi alle frontiere, condizioni stradali difficili e persino il rischio di trovare distributori senza carburante nelle zone più isolate.
La partenza è prevista a settembre dall'Inghilterra. Da quel momento scatterà una corsa contro il tempo lunga più di 29.000 chilometri. E Sunderland proverà a dimostrare che, anche dopo una grave frattura alla schiena, il limite può essere ancora spostato più avanti.