Salvini sfida i rivali interni: “Voto palese sul mio ruolo nella Lega”. Il leader chiede il congresso straordinario

2026/09/20

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Salvini chiede una mano «Voto palese sul mio ruolo nella Lega» Pontida, il segretario sfida i rivali Il leader del Carroccio vuole un congresso straordinario in ottobre Il governatore del Veneto: «Ne usciremo ancora più forti e uniti»

Salvini chiede una mano «Voto palese sul mio ruolo nella Lega» Pontida, il segretario sfida i rivali Il leader del Carroccio vuole un congresso straordinario in ottobre Il governatore del Veneto: «Ne usciremo ancora più forti e uniti»

Pontida (Bergamo) – “Convocherò subito il consiglio federale a Milano, e proporrò a ottobre di convocare un congresso straordinario della Lega per decidere insieme e marciare compatti”. Dal palco di Pontida Matteo Salvini lancia, con una mossa a effetto, una sfida alle critiche e ai dissidi interni, emersi anche nel giorno del tradizionale raduno, con cori di consenso o di contestazione agli oratori.

“Torno – scandisce Salvini – davanti ai militanti e al congresso per chiedere se ho ancora la fiducia della mia famiglia e lo chiederò per alzata di mano. Sono disposto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi. Chiederò al consiglio federale e al congresso se ho la vostra fiducia. la vostra amicizia, il vostro sostegno. Se sarà così, continuerò a mettere a disposizione la mia vita, la mia passione per la Lega”.

Sono disposto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi

“Si vince – aveva ammonito poco prima – solo se si è uniti. Quando, ragazzino, sono entrato, trentacinque anni fa, nella sezione della Lega di via Vespri siciliani, a Milano, ho imparato che una soluzione si trova, ma va affrontata nelle sezioni della Lega, non sui giornali o in televisione, dove già ci danno poco spazio”.

I militanti della Lega a Pontida

I militanti della Lega a Pontida

È una sfida ai rivali nel partito, l’opposizione che ha in Massimiliano Romeo l’esponente più critico. Il capogruppo al Senato e segretario della Lega Lombarda raccoglie il guanto. Si dice “piacevolmente sorpreso” della decisione di Salvini che definisce “l’occasione in cui si possa dire quello che si pensa liberamente e confrontandosi come è giusto che sia in un movimento democratico”, portare avanti “le proprie idee e stabilire in maniera trasparente quale visione rappresenti la maggioranza e quale la minoranza”.

Salvini sfida i rivali interni: “Voto palese sul mio ruolo nella Lega”. Il leader chiede il congresso straordinario

Plaude anche il governatore veneto Alberto Stefani che parla di “coraggio e soprattutto responsabilità”. E ancora: “La Lega ne uscirà ancora più forte e più unita”. In una giornata di tregua più simile a una pace armata, gli alfieri della Lega territoriale, del nordismo, di una gestione ’collegiale’ del partito, cantano sullo stesso spartito, anche se con qualche nota e tonalità diverse. “Nessuna critica – dice Romeo – ma proposte concrete nell’interesse del movimento”. Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, lancia la proposta di “una piattaforma dove si parli delle questioni legate al Nord”.

Parola ai governatori. Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) spiega il successo nella sua Regione con il fatto che la Lega fa “una grande differenza perché dà risposte alle esigenze specifiche che vengono dal territorio”. “Mi hanno accusato – dice Attilio Fontana (Lombardia) – di avere criticato certe scelte fatte dal governo. Ho detto solo le cose che andavano dette per difendere il nostro territorio, la nostra Lombardia”. Stefani (Veneto) incentra il suo intervento sulla tutela dell’identità locale.

Salvini sfida i rivali interni: “Voto palese sul mio ruolo nella Lega”. Il leader chiede il congresso straordinario

Luca Zaia, ex governatore del Veneto, dichiara come sia innegabile che c’è “una questione settentrionale, non trascurabile e non di serie B”. Umberto Bossi, più volte evocato. Sabato (giorno del compleanno e a sei mesi dalla scomparsa) è stata messa a dimora una pianta di ulivo, simbolo di pace. Roberto Calderoli, ministro agli Affari regionali e Autonomie, era presente. “Mi incazzo – dice dal palco – come una bestia perché è inutile applaudire qui Bossi e ieri pomeriggio (sabato, ndr) eravamo lì in quattro da soli, io, Leoni, Garavaglia e l’ex sindaco a ricordarlo”. Quando già stanno smontando il palco Salvini e Calderoli affiggono una targa dedicata al Senatur.

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