L'incontro tra Matteo Salvini e una delegazione di imprenditori italiani che operano in Russia si è trasformato in un assist che Mosca, all'indomani, ha convertito in un doppio affondo. «Testimonia l'incipit di un ritorno dell'establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso», la sintesi dell'ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, presente alla riunione («ma è arrivato solo nel finale per un saluto», specificano dalla Lega). E all'auspicio del vicepremier sulla ripresa di acquisto di gas russo a fine guerra il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha replicato che le esportazioni verso l'Europa occidentale riprenderanno se «saranno vantaggiose e se sarà possibile riservare i volumi di gas necessari».
L'imbarazzo del governo
Le opposizioni attaccano e anche all'interno della maggioranza di governo il tema è gestito come uno di quelli scomodi. Sia a Palazzo Chigi che alla Farnesina preferiscono non commentare una vicenda accaduta in uno dei momenti di massima tensione fra Europa e Russia, e poche ore prima del drone abbattuto nei cieli lituani a ridosso della visita del ministro della Difesa Guido Crosetto. Se in ambienti di governo da un lato si minimizza l'iniziativa di Salvini, dall'altro si ammette che l'episodio espone il Paese alle contromisure propagandistiche di Mosca. Antonio Tajani, interpellato sul tema, ha risposto spiegando di essere «sempre più per l'autonomia energetica» e che «quando finirà il conflitto, ci auguriamo tutti che si potranno ripristinare relazioni normali, anche con la Federazione russa. Noi non siamo in guerra con la Russia, però è importante che rispetti il diritto internazionale e rinunci all'invasione dell'Ucraina».
La difesa del vicepremier
Dal canto suo, Salvini rivendica di «lavorare per aiutare le imprese, ovunque esse investano», spiegando di aver risposto all'invito del presidente di Gim Unimpresa, Vittorio Torrembini, e assicurando di informare sempre il governo. Le critiche tuttavia si sprecano: da Futuro Nazionale, Edoardo Ziello sottolinea l'incoerenza di presentarsi agli imprenditori come un paladino senza chiedere lo stop alle sanzioni, mentre il leader di Azione Carlo Calenda affonda il colpo: «Mentre i caccia italiani difendevano i cieli dell'Europa da un'incursione di droni russi, il traditore della patria Salvini si calava le braghe davanti a Putin.
Lo ha fatto talmente tante volte da usurare le braghe e la pazienza degli italiani».Il centrodestra si spacca
Nel frattempo, il centrodestra italiano si è spaccato in una votazione al Parlamento europeo sulla relazione sullo Scudo democratico, testo in cui la Russia viene indicata come la principale minaccia esterna alla democrazia europea e si chiede di istituire un nuovo Centro europeo per contrastare la disinformazione e le ingerenze straniere. Fratelli d'Italia e Lega (insieme a Roberto Vannacci e al Movimento 5 Stelle) hanno votato contro, mentre Forza Italia ha votato a favore assieme a PD, Verdi e Azione.
Le ragioni del no di FdI
A spiegare la posizione del partito di maggioranza relativa è l'eurodeputato di FdI Stefano Cavedagna: «Il prossimo anno diversi grandi Paesi europei saranno chiamati alle urne, tra cui l'Italia, la Spagna e la Francia. Le forze conservatrici stanno crescendo ovunque e non possiamo accettare che qualcuno voglia dipingerle come impresentabili o ostacolarle tramite un 'centro' pagato con i soldi dei cittadini. La sovranità appartiene alle nazioni e ai cittadini e non deve essere violata».
Ultimo aggiornamento: martedì 15 settembre 2026, 21:40
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