Salento, svelato un orologio del 1500: era nascosto sotto l’intonaco della chiesa

2026/08/12

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Salento, svelato un orologio del 1500: era nascosto sotto l'intonaco della chiesa

di Daniela PALMA

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mercoledì 12 agosto 2026, 08:22

Era rimasto nascosto per quasi due secoli sotto gli strati di intonaco della torre campanaria della Chiesa Matrice. A riportarlo alla luce sono stati i restauri: Parabita ha così ritrovato il quadrante del suo orologio cinquecentesco, uno dei pochissimi esempi superstiti in Italia di orologio pubblico dipinto a 24 ore secondo il sistema italico.

Realizzato nel 1554 per volontà del feudatario Pirro Castriota Granai, il congegno scandiva le ore in senso antiorario attraverso il movimento di una sola lancetta. Il meccanismo, oggi scomparso, era custodito in un vano interno della torre: durante i lavori è stato individuato anche il foro che permetteva di trasmetterne il movimento al quadrante esterno. A consentire di ricostruirne la presenza sono stati la riemersione delle tracce pittoriche e lo studio dell’epigrafe dedicatoria.

Il restauro eseguito nel 2024 ha restituito anche frammenti dell’antica decorazione, tra cui le figure del Sole e della Luna. Tracce che lasciano intuire la ricchezza dell’opera originaria e avvicinano il manufatto parabitano ad altri celebri orologi coevi conservati a Firenze, Padova e Ravenna.

Il sistema italico, diffuso in età moderna e oggi quasi del tutto scomparso, faceva iniziare il computo delle ore dal tramonto: un modo di misurare il tempo legato ai ritmi della luce, del lavoro e della vita religiosa.

L’orologio, visibile da tutto l’abitato e realizzato anche grazie al contributo economico della popolazione, aveva una funzione che andava ben oltre l’indicazione dell’ora. Regolava il lavoro nei campi, gli incontri, le celebrazioni e l’organizzazione civile, trasformando il tempo naturale in un riferimento condiviso.

Potrebbe essere stato coperto nel 1841, quando un nuovo orologio fu installato su una seconda torre, come avvenne in molti centri del Salento. La storia della scoperta è stata ricostruita dagli studiosi Marcello Gaballo e Armando Polito nel volume «Parabita. Un orologio per dominare il tempo», presentato nelle scorse settimane e primo titolo dei “Quaderni della Chiesa Matrice di Parabita”.

Per il parroco don Santino Bove Balestra, quanto riemerso costituisce «una pagina significativa dell’identità di Parabita»: una testimonianza in cui tecnica, arte, vita civile e fede tornano a raccontare il modo in cui, cinque secoli fa, un’intera comunità organizzava le proprie giornate.

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