In un’epoca in cui la sostenibilità rischia spesso di tradursi in formule astratte, S2E, società di consulenza informatica e tecnologica, lancia un segnale forte che unisce la virtualità del digitale alla concretezza della terra. L’azienda ha annunciato ufficialmente l’adesione a OlivaMi , l’iniziativa no-profit nata in Salento per contrastare gli effetti devastanti della Xylella, il batterio che ha decimato milioni di ulivi, colpendo duramente l’economia agricola e un’eccellenza italiana stimata in tutto il mondo. Sostenere la riforestazione con cultivar resistenti al batterio è sembrato a S2E il modo più diretto per contribuire al recupero di un patrimonio che appartiene all’identità profonda del Paese.
La scelta risponde a una precisa volontà strategica: implementare progetti italiani che generino un impatto tangibile, misurabile e verificabile sul territorio. Dietro ogni pianta adottata vi è infatti il lavoro reale di un agricoltore salentino che ha visto i propri campi devastati e che, grazie a questo supporto, può tornare a coltivarli. Questa iniziativa incarna i valori aziendali di comunità e continuità, rispecchiando l’impegno di S2E nel generare valore duraturo dal momento che i benefici di un ulivo si estendono per decenni. I numeri concreti dell’operazione parlano chiaro: 150 ulivi adottati, 0,68 ettari di terreno rigenerati e due aziende agricole locali supportate direttamente.
Il legame con il Salento non è affatto casuale per S2E, dove è presente con la sede di Lecce, dove sta avviando importanti progetti di investimento nell’ambito dei Programmi Integrati di Agevolazione (PIA). Per la società, il territorio pugliese non è semplicemente un’area geografica di espansione, ma una comunità in cui l’azienda investe e opera attivamente. Un aspetto che rende particolarmente orgogliosa S2E è l’assoluta verificabilità dell’iniziativa, un argine concreto contro il fenomeno del greenwashing. OlivaMi garantisce infatti la massima trasparenza fornendo un certificato nominale, le coordinate geografiche del giardino aziendale e il monitoraggio fotografico degli ulivi contrassegnati dal cartellino S2E, permettendo a chiunque di verificare lo stato dei progetti e di ricevere ogni anno l’olio EVO prodotto dalle piante.
“L’iniziativa mette in luce la stretta interconnessione tra il settore ICT e la transizione ecologica. Per un’azienda tecnologica come la nostra, la sostenibilità si sviluppa su un doppio binario: ridurre il proprio impatto diretto e utilizzare le competenze ingegneristiche per guidare i clienti verso una gestione più virtuosa delle risorse”, commenta Giuseppe Adornato, compliance manager di S2E. “Sebbene l’impatto ambientale delle soluzioni sviluppate sia in fase di documentazione, la natura stessa dell’innovazione tecnologica si muove in questa direzione. La migrazione dei sistemi verso il cloud abbatte la necessità di infrastrutture fisiche ed energivore, mentre l’automazione dei processi e la digitalizzazione eliminano inefficienze e sprechi, riducendo drasticamente il consumo di carta e gli spostamenti”.
Sul piano ambientale, ogni ulivo adulto è in grado di assorbire tra i 150 e i 300 chilogrammi di CO2 all’anno, offrendo un contributo progressivo alla compensazione delle emissioni climalteranti. Gli indicatori di successo dell’iniziativa, quali il numero di agricoltori supportati, gli ettari rigenerati e la CO2 compensata, verranno rigorosamente raccolti e inseriti nel primo Bilancio di Sostenibilità che S2E sta redigendo. L’adozione degli ulivi rappresenta infatti un tassello di una più ampia strategia ESG. S2E infatti, sta portando avanti una decisa transizione ecologica interna che include la progressiva elettrificazione del parco auto aziendale e l’adozione strutturata dello smart working per ridurre gli spostamenti, con l’obiettivo di costruire una politica di responsabilità sociale coerente su tutte le sue sedi.
In un contesto globale in cui il cambiamento climatico mostra i suoi effetti evidenti ogni giorno, S2E ribadisce che il mondo economico non può più ignorare la crisi ambientale. Le imprese sono parte integrante del sistema e hanno il dovere etico e strategico di agire con interventi tempestivi. Con il supporto alla riforestazione salentina, S2E dimostra che la tecnologia e l’innovazione possono muoversi di pari passo con la cura della terra e la valorizzazione delle eccellenze italiane.
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