La Russia, secondo il media indipendente ucraino Ua, si sta probabilmente preparando per una nuova serie di test del missile a propulsione nucleare Burevestnik, che l'Occidente ha soprannominato la “Chernobyl volante”. I dati satellitari e l'attività degli aerei militari russi nell'area dell'arcipelago di Novaja Zemlja, dove si trova il poligono di Pankovo, indicano preparativi per i test.
L'allerta
A fine agosto, la Russia ha iniziato a schierare presso l'aeroporto di Rogachovo velivoli utilizzati per il tracciamento telemetrico dei lanci missilistici. Sono stati inoltre avvistati un aereo A-50U per l'allerta precoce a lungo raggio, aerei da trasporto ed elicotteri per il trasporto di truppe al sito di test. Contemporaneamente, si è registrata un'intensificazione dell'attività navale nei mari di Barents e Kara, dove sono dispiegate navi durante le esercitazioni del programma Burevisnik.
La Russia ha inoltre chiuso parte dello spazio aereo vicino a Novaja Zemlja, emettendo un relativo NOTAM.
La fine di agosto segna tradizionalmente l'inizio del periodo in cui la Russia conduce i test di questo missile. Secondo l'intelligence statunitense, la maggior parte dei primi test del Burevestnik si sono conclusi con un fallimento. Uno degli incidenti più noti si è verificato nel 2019, quando un'esplosione ha avuto luogo durante un'operazione di prova. Sette persone sono rimaste uccise, tra cui specialisti di un centro nucleare russo.
I test
L'anno scorso, il Cremlino ha anche annunciato il successo dei test del Burevestnik. Vladimir Putin ha definito il missile «unico» e Valery Gerasimov, capo di stato maggiore delle forze armate russe, ha affermato che avrebbe percorso 14.000 chilometri in 15 ore. Allo stesso tempo, il Ministero della Difesa russo non ha diffuso alcun filmato del lancio e le informazioni relative al successo dei test si basano principalmente su dichiarazioni delle autorità russe.
Ua ricorda che, nella notte del 16 agosto, le Forze di Difesa ucraine hanno colpito diversi obiettivi militari chiave appartenenti alle forze russe nei territori temporaneamente occupati, obiettivi associati allo stoccaggio, alla preparazione e al lancio di droni d'attacco, nonché ai relativi sistemi di controllo, in Crimea e nella regione di Kherson.
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