Introduzione
La Russia starebbe aiutando in segreto l’Iran a sviluppare missili supersonici, potenzialmente in grado di colpire le navi militari degli Stati Uniti dispiegate in Medio Oriente: a rivelarlo è stata un’inchiesta del Financial Times, secondo cui da diversi anni oramai esisterebbe un programma top-secret tramite il quale ingegneri ed esperti di Mosca avrebbero offerto a Teheran aiuto tecnologico e logistico per sviluppare questi missili. Un programma il cui nome sarebbe C430L, e che vedrebbe coinvolti alcuni dei più esperti specialisti missilistici russi.
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Quello che devi sapere
Cos’è il programma C430L
Il programma di supporto russo all’Iran, chiamato appunto C430L, avrebbe una durata pluriennale. Non è chiaro quando sia iniziato, ma da anni gli analisti temono questa svolta nello scacchiere mediorientale. Il tipo di missile in fase di sviluppo, ha spiegato ancora il Financial Times, “darebbe all’Iran qualcosa che desidera da molto ma non ha ancora ottenuto: un armamento capace di minacciare le navi statunitensi nell’area e potenzialmente bucarne gli strumenti difensivi.
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A che punto è il programma
Secondo l’inchiesta del quotidiano, il programma non sarebbe ancora arrivato a un punto tale da permettere a Teheran di produrre o utilizzare questi missili supersonici. Tuttavia, a essere coinvolti sarebbero stati alcuni dei più importanti esperti russi in materia e si sarebbe trattato di una collaborazione molto stretta tra i due Paesi.
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Da quanto tempo ci si sta lavorando
La stretta collaborazione tra Mosca e Teheran, sempre stando alla ricostruzione del Financial Times, sarebbe in corso da molto tempo ma sarebbe diventata molto più intensa negli ultimi anni. In particolare il salto di qualità sarebbe avvenuto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina: l’Iran dall’inizio del conflitto ha fornito alla Russia tecnologie e conoscenze nel campo dei droni, che l’armata di Putin ha usato largamente nel corso del tempo. E da allora molti si erano chiesti cosa avesse ottenuto Teheran nello scambio di know-how militare.
Quali sono i tipi di missili in sviluppo
I missili supersonici a cui l'Iran starebbe lavorando sono quelli pensati per colpire specificatamente le navi. Da tempo, come detto, Teheran sperava di ottenere questi missili e la collaborazione nel 2023 ha assunto una insperata concretezza grazie al contratto ispirato dal gigante russo degli armamenti Rosoboronexport e siglato a novembre. Mosca ha successivamente inviato decine di esperti e tecnici, analizzato i primi dati dei test condotti dagli iraniani sui primi vettori.
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Quanto è importante il programma
Il Financial Times ha fatto sapere di avere avuto conversazione con diversi esperti, secondo qui il programma segreto C430L sarebbe qualcosa di molto importante: nel corso del tempo potrebbe infatti modificare in modo significativo le capacità militari dell’Iran, con Teheran che diventerebbe significativamente più capace di porre una minaccia diretta alle forze degli Stati Uniti nell’area e anche ai Paesi loro alleati.
Come cambierebbe lo scenario
Se questi missili dovessero mai apparire sulla scena, dunque, pare certo che possano rappresentare una minaccia molto significativa per la flotta degli Stati Uniti e dei suoi alleati. I missili a cui lavorerebbe Teheran viaggiano a velocità superiori a Mach 2 e 3, a bassissima quota, che il Financial Times paragona a quella del primo piano dei celebri bus rossi di Londra. L'ultima nota sul programma segreto è del giugno scorso, una lettera di Rosoboronexport in cui si allude ai dettagli da definire prima di una non meglio specificata "prossima fase".
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La situazione sul campo
Sul campo, intanto, la tensione resta altissima: ieri nella mattinata italiana gli Stati Uniti hanno hanno fatto sapere di aver completato una serie di attacchi contro target militari iraniani. Secondo quanto comunicato dall’Us Central Command - noto come Centcom - i raid conclusi il primo settembre hanno interessato siti di difesa aerea, sistemi radar, asset marittimi e aree dedite alla comunicazione. Da parte sua l’Iran ha dichiarato di aver colpito basi statunitensi con missili e droni a Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. I pasdaran hanno affermato di aver "condotto un attacco coordinato con missili e droni contro basi a Erbil" che ha distrutto un centro di manutenzione, magazzini e il "sistema di guida di un aerostato di sorveglianza statunitense", secondo una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Irna.
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