Rozzano, 13 ottobre 2026 - «Ciao pa’…». Comincia così il commovente messaggio con cui Biagio Antonacci ha voluto ricordare il padre sui social, dopo l’intitolazione di una strada di Rozzano a suo nome. Un gesto che ha profondamente toccato il cantautore, che ha scelto di condividere con i suoi followers un ricordo intimo, ripercorrendo gli anni dell’infanzia, i sacrifici della famiglia e il legame con la città in cui è cresciuto.
L’arrivo a Rozzano
Parole cariche di affetto e gratitudine, nelle quali Rozzano occupa un posto speciale. È qui, infatti, che Biagio è arrivato quando aveva appena tre anni, insieme alla mamma e al papà, lasciandosi alle spalle la casa dei nonni a Milano per trasferirsi in un appartamento assegnato dall’Istituto Case Popolari. «Avevo tre anni quando siamo arrivati a Rozzano. Io, te e mamma. Finalmente una casa tutta nostra», ricorda il cantante, riportando alla memoria l’abitazione all’ottavo piano di via Fiordalisi e quella strada che collegava la periferia a Milano. «Ricordo quella strada stretta, spesso avvolta nella nebbia, che ci collegava a Milano. Milano era lontana. Eppure, proprio lì, a Rozzano, in quella città di periferia, abbiamo trovato la nostra vita, la nostra fortuna. E tanti dei nostri sogni si sono realizzati».

Biagio Antonacci con suo papà Paolo, Rozzano ha dedicato una via al genitore del cantante
Un’infanzia semplice ma ricca di speranze
Un ricordo che restituisce il ritratto di un’infanzia semplice, ma ricca di speranze, nella quale la famiglia rappresentava il punto di partenza per costruire il futuro. Poi l’arrivo del fratello Graziano, che ha contribuito ad alimentare quei sogni condivisi: «La cameretta è diventata ancora di più una fabbrica di sogni. Siamo stati fortunati, anima mia. Per questo ti ringrazio, papà. Perché, oltre all’educazione, ci hai lasciato qualcosa di ancora più importante: l’esempio».
È proprio l’esempio del padre, insieme alla sua generosità e all’attenzione verso gli altri, il filo conduttore di un omaggio che coinvolge tutta la famiglia. Accanto al cantautore, nel giorno della commemorazione, ci sono i familiari e gli affetti più cari: Ornella, Paola, i figli, i nipoti Paolo e Giovanni e il piccolo Carlo, che il nonno non ha avuto la possibilità di conoscere.
Il “grazie” alla città
Nel suo messaggio, il cantautore riserva un ringraziamento speciale anche all’amministrazione comunale di Rozzano, che ha voluto rendere omaggio al padre attraverso l’intitolazione della strada, riconoscendone l’impegno e il lavoro svolto a favore della comunità, in particolare delle persone meno fortunate.
«E c’è l’amministrazione comunale di Rozzano, che ha voluto riconoscere il lavoro generoso che hai dedicato a questa città, soprattutto alle persone meno fortunate. Un’amministrazione che ringrazio dal più profondo del cuore».
Un riconoscimento che assume un significato ancora più profondo perché arriva dalla città in cui la famiglia Antonacci ha costruito la propria storia. Rozzano non è soltanto il luogo dell’infanzia del cantante, ma anche quello in cui sono nati e cresciuti i sogni che lo avrebbero accompagnato nel suo percorso umano e artistico.

Il ricordo e un amore profondo
E proprio nel riferimento alla nuova strada dedicata al padre si concentra il passaggio più intenso del ricordo: «Oggi una strada porta il tuo nome, proprio tu che la strada la cercavi». Poche parole che racchiudono il senso di un omaggio pubblico e, allo stesso tempo, profondamente personale: il riconoscimento di una comunità che sceglie di custodire la memoria di un uomo attraverso un luogo destinato a restare nel tempo. Poi, l’augurio finale, tenero e familiare: «Buon compleanno, pà. Sei in ogni forma d’amore possibile». E la firma, essenziale, come quella di una lettera privata: «Tuo B.».
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