ROSOLINA - Una serata di musica, brindisi e spensieratezza estiva si è trasformata in una notte di alta tensione all'interno di un villaggio turistico della rinomata località balneare polesana. Lo scorso agosto una festa di compleanno tra giovani è sfociata in un gravissimo episodio di violenza che ha richiesto l'intervento immediato dei carabinieri della stazione temporanea e dei soccorritori del 118.
La vicenda si è consumata nel cuore della notte, mentre nei viali del complesso turistico i festeggiamenti erano ancora nel vivo. A far scattare la scintilla, secondo la ricostruzione dei fatti, sono stati futili motivi legati all'eccessivo rumore e agli schiamazzi notturni.
Accoltellato l'animatore di 19 anni
La discussione ha visto contrapposti un vigilante della struttura, un cittadino di quarant'anni di nazionalità dominicana residente a Porto Viro, e il capo animatore dello stesso complesso, un ragazzo di 19 anni.
Quello che doveva essere un semplice richiamo all'ordine si è trasformato in un acceso diverbio verbale, degenerato presto in uno scontro fisico vero e proprio. Nel corso della colluttazione, dopo essere stato colpito da un pugno ed essere caduto a terra, l'addetto alla sicurezza ha estratto dalla tasca un coltellino multiuso di tipo svizzero e ha colpito l'animatore all'addome.
L'allarme è scattato all'istante tra i presenti sotto shock. Sul posto sono giunti tempestivamente i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al ragazzo per poi trasportarlo d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale di Porto Viro. I medici del presidio sanitario hanno riscontrato al giovane una ferita lacero contusa superficiale all'addome della larghezza di circa sei centimetri, giudicata guaribile con una prognosi di dieci giorni. Il ragazzo non è mai stato in pericolo di vita.
Insieme al personale sanitario sono intervenuti anche i carabinieri di Rosolina Mare, avviando un'immediata attività d'indagine. I militari dell'arma hanno isolato la zona e identificato tutti i testimoni che avevano assistito alla scena, raccogliendo le prime testimonianze per fare piena luce sull'accaduto.
Una volta completati gli accertamenti e ricostruita la sequenza dei fatti, i carabinieri hanno deferito in stato di libertà alla procura della repubblica di Rovigo il quarantenne addetto alla vigilanza. Nei suoi confronti è stata formulata l'ipotesi accusatoria di lesioni personali aggravate dall'uso di arma bianca.