Non si dà pace Cristina Stillitano: «Sono sconcertata che sia a piede libero, libero di girare e potenzialmente sparare». Edoardo Ciardiello Crescimanno, l’uomo che lunedì le ha sparato «per divertimento», come ha spiegato lui stesso agli investigatori, è stato denunciato «in stato di libertà» per lesioni. Il 51enne ha lasciato l’appartamento al sesto piano di via della Giuliana, nel Rione Prati. Quello da dove sparava a cose e persone. Un’escalation arrivata al ferimento della scrittrice 49enne. Il piombino che le si è conficcato nella parte posteriore del braccio sinistro le ha perforato il tricipite. I medici del Centro traumatologico ortopedico Andrea Alesini, mercoledì mattina hanno dovuto praticare un foro dalla parte opposta della ferita per estrarre il proiettile. E secondo quello che le hanno detto gli specialisti dell’ospedale, se il proiettile fosse sceso di appena tre centimetri avrebbe potuto perforarle l’arteria ascellare, provocandole un’emorragia potenzialmente letale nel giro di pochi minuti.
La reazione
«Uno che, come dichiarato, ha sparato per divertimento potrebbe farlo sempre. Ho paura a passare, a incontrarlo, e che possa agire nei miei confronti o della mia famiglia, dato che siamo ora esposti. Secondo me è una bomba nel quartiere», è lo sfogo di Cristina, ancora sotto shock ed esausta dopo il ricovero e l’intervento. È stata dimessa con 21 giorni di prognosi e finalmente si è potuta lasciare alle spalle l’ospedale.
Ieri è tornata a casa e col marito, l’avvocato Valerio Cutonilli, ha potuto riabbracciare anche il figlio minorenne. Nel pomeriggio la coppia è andata a sporgere denuncia contro Ciardiello Crescimanno, mettendo nero su bianco i terribili minuti vissuti dalla donna: il colpo improvviso mentre comminava in via della Giuliana, il dolore e lo smarrimento, fino alla consapevolezza che uno sconosciuto le aveva sparato. Quando la scrittrice ha scoperto che c’era un «cecchino» che si divertiva da giorni a prendere di mira quei pochi metri di via della Giuliana, ha deciso di uscire allo scoperto, raccontando quello che aveva subito a un’agenzia di stampa. «Ho pensato che quell’uomo poteva colpire bambini, che era un pericolo per il quartiere e che andava fermato», aveva detto nei giorni scorsi. E i carabinieri della Compagnia di San Pietro dopo appena due giorni lo hanno fatto, individuando e ottenendo la sua confessione. Ma questo, secondo la vittima e suo marito, non basterà a fermarlo.
L'appello
«Mia moglie, reduce dalla operazione di ieri, è terrorizzata perché quel cecchino gira libero», ha spiegato l’avvocato Cutonilli. Cristina «è particolarmente provata», ha aggiunto, chiedendo di «non far calare l'attenzione su questa vicenda. Per il bene di tutti». Il marito della scrittrice ha rivolto un appello a tutti quelli che non sono mossi da emotività, ma che a differenza di taluni, hanno responsabile cognizione della situazione di pubblico pericolo che persiste nella zona Prati, ma che potrebbe trasferirsi altrove. La coppia teme che tra qualche giorno possa calare l’attenzione, e che il responsabile possa tornare a colpire una volta passato il clamore.
Il provvedimento
Oltre alla denuncia per lesioni «aggravate», come compare nella denuncia presentata ieri, i carabinieri sono al lavoro per emettere nei confronti di Edoardo Ciardiello Crescimanno un provvedimento amministrativo grazie al quale il 51enne non potrà più acquistare nessun tipo di arma, nemmeno quelle di libera vendita come la carabina presa pochi giorni prima di piazzarsi sul balcone di casa per sparare sulla strada di fronte. Una misura che la coppia accoglie con favore, ma che non può bastare. Entrambi temono infatti che Ciardiello Crescimanno, se lo volesse, potrebbe procurarsi altre armi dello stesso tipo acquistandole per altri canali, magari online o per interposta persona.
Il risarcimento
In serata Giampaolo Balzarello, l’avvocato di Edoardo Ciardiello Crescimanno ha fatto sapere che il suo assistito è «dispiaciuto, altrimenti non si sarebbe presentato ai carabinieri. Ha capito di aver fatto una cosa sbagliata. Ora, a disposizione dell'autorità giudiziaria, subirà il processo e, come ha già detto ieri in sede di interrogatorio, per quanto riguarda anche eventuali richieste risarcitorie non si tirerà indietro». Secondo l’avvocato il 51enne «non voleva fare male. Ha capito di aver fatto una cosa sbagliata. Nel momento stesso in cui ha sparato alla scrittrice, e ha visto che si è fatta male, ha realizzato la stupidità del gioco che aveva messo in moto. Si è fermato, non ha più sparato e si è consegnato». Una versione che Cristina e il marito non ritengono però attendibile.
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