Stava camminando per rientrare a casa. L'ultima vittima della banda della minicar è in realtà la quarta nella lista delle sei aggressioni avvenute fra domenica e lunedì scorsi nel centrale quartiere Monteverde a Roma. Un ex professore in pensione di 67 anni che in viale dei Quattro Venti, la sera del quattro ottobre, è stato colpito da un bastone in plastica. La denuncia è stata presentata ieri ma l'uomo, oltre a dire che è stato raggiunto di sorpresa e di aver visto poi una minicar fuggire via, non ha saputo dare altre indicazioni. «Stavo camminando e qualcuno mi ha colpito al fianco con un bastone», ha detto ai carabinieri che indagano sulla serie di aggressioni.
E mentre la prognosi di Davide Iacopini, il noto attore di "Diaz" e "Suburra", resta riservata perché è lui la vittima più grave di questa banda ancora ricercata, sempre i militari del comando provinciale di Roma e di diverse stazioni stanno passando al setaccio ogni angolo del quartiere, comprese officine e carrozzerie, punti di ritrovo di comitive studentesche e denunce di furti di auto. Nonché distributori di benzina, perché l'ipotesi è che la minicar sia elettrica, in ragione del fatto che nessuna delle vittime l'ha sentita arrivare, ma il rumore della stessa potrebbe esser stato coperto dal traffico circostante non essendo, le aggressioni, avvenute nel cuore della notte. Ma ad oggi non c'è un riscontro che possa portare a identificare i due aggressori. Che potrebbero essere minorenni, quasi sicuramente, in base alle descrizioni fornite da un paio di vittime. Sicuramente sono giovani dalla corporatura esile, non troppo robusti né troppo alti. E sicuramente intenzionati a far male.
La premeditazione
La molteplicità delle azioni, in successione, la copertura dell'unica targa con un elastico nero che finora ha reso impossibile per gli investigatori dell'Arma riuscire a risalire alla proprietà nonostante proprio la macchinetta sia stata vista sfrecciare da molti occhi elettronici già nella prima serata del quattro ottobre per almeno venti minuti prima di colpire, lascia intendere un piano a monte. Orchestrato per quale ragione? L'analisi social finora non ha portato a rinvenire nessun video anche se l'ipotesi di una sfida non è stata completamente abbandonata. Le ricerche vanno avanti e con il passare delle ore, l'area di interesse si allarga. Non è dato sapere al momento se la "macchinetta" sia stata chiusa in un garage privato ad esempio oppure portata via, abbandonata in altre zone di Roma, laddove a condurla non fosse stato il figlio del proprietario effettivo. Di certo le aggressioni si sono verificate in due giorni: quattro nella sera di domenica e due in quella di lunedì, come se ci fosse uno schema disegnato, come se si dovesse tener fede a una "promessa" o a una "scommessa". Si confida che anche l'analisi di determinati ambienti, scolastici e di ritrovo di comitive possa portare a trovare quel veicolo che, se non riparato chissà dove, dovrebbe presentare una vistosa ammaccatura sul lato frontale. È questo un dettaglio considerato importate fra quelli annoverati nelle testimonianze delle vittime. A riferirlo, il 35enne italiano ma residente in Francia che per primo la sera di domenica è stato colpito su Ponte Testaccio poco prima delle 22. Ha visto uno dei due ragazzini, descrivendolo come esile e biondo, e quando ha provato a inseguire il veicolo dopo che dallo stesso uno dei due giovani lo aveva spinto facendolo cadere dalla bicicletta, ha notato quella rientranza fra il cofano e lo sportello del guidatore. Un danno evidente che fa comunque restringere il numero di macchinette da fermare. E nei posti di blocco disposti in città l'input a verificare anche le minicar è stato dato dal momento in cui l'attore Iacopini è stato portato in ospedale. Le sue condizioni restano gravi: dopo l'aggressione subita la sera di lunedì in via Anton Giulio Barrili, il 42enne è stato trasferito in codice rosso al San Camillo. Operato d'urgenza è ancora ricoverato in Terapia intensiva.
Le telecamere
A dare l'allarme una donna che lo ha trovato a terra già gravemente ferito. Tra i testimoni anche un uomo che, poco dopo l'aggressione all'attore, ha visto la macchinetta tornare indietro a recuperare la scarpa persa dal passeggero dopo il calcio dato alla vittima.
Per cercare di rintracciare la minicar, gli investigatori, coordinati dal pm Ambrogio Cassiani che ha aperto un fascicolo per tentato omicidio, hanno allargato il raggio delle telecamere non solo a livello di territorio ma anche di tempo. Nonostante infatti le denunce arrivate si riferiscano alle serate del 4 e 5 ottobre, chi indaga sta cercando anche tracce dell'auto nelle immagini dei giorni precedenti. Non è possibile escludere che la "macchinetta" girasse anche nelle serate antecedenti a domenica e lunedì tra Monteverde vecchio e Testaccio, magari con la targa scoperta. Unico limite la sovrascrizione delle telecamere, solitamente di 24 ore, che potrebbe aver eliminato immagini utili all'identificazione dei due responsabili.
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