Partire da dietro, ma con un chiodo fisso in testa: sorpasso. Quanti significati può avere la partita di stasera, quanto può spostare un risultato o un altro? In caso di successo della Roma, aumenterebbero il morale, l'autostima, la voglia di poterci credere davvero, visto che al momento si pensa alla scudetto ma nemmeno troppo. «L'Inter è più forte, lo ha dimostrato in questi anni. Più forte non solo della Roma, ma di tutte», le parole di Gasperini testimoniano proprio questo. Ovvero: l'Inter è una montagna da scalare, ma la Roma si sta avvicinando.
Stasera è un esame, il primo vero, subito tosto. Perdere, invece, non comprometterebbe di certo la classifica, visto che siamo ancora alla quinta giornata, di certo riporterebbe un po' tutti sulla terra, ricalcolando gli obiettivi, definendo quelli reali e quelli possibili. Per ora prevale la voglia di volare, nonostante tutto. Di sognare, dunque. E nonostante Gasperini non abbia mai vinto contro l'Inter nelle ultime otto stagioni (solo cinque vittorie e nove pareggi su trentasei incontri); nonostante la Roma non batta i nerazzurri all'Olimpico da un decennio, da quando c'era Spalletti, anno 2016, 2-1 con gol di Dzeko, Banega e autorete di Icardi.
Eppure, c'è quel filo di ottimismo che trascina l'ambiente (Olimpico sold out), che forse ci crede più di tutti. L'entusiasmo non è un problema, per il tecnico della Roma. Anzi. «È un'energia positiva che va raccolta. Poi è chiaro che ci sono i risultati e le partite, quando le cose vanno meno bene c'è il rovescio della medaglia, il rischio di deprimersi. Ma non dobbiamo pensare a questo, ma alla partita, un appuntamento bello da giocare, per le squadre e per la gente, tutti vogliono partecipare. Servirà grande lucidità».
La Roma, seppur incompleta, è una delle squadre che, per qualità di gioco, per mentalità e valore dei singoli, può limitare la fuga dei nerazzurri, che una vittoria stasera agevolerebbe senz'altro. La Roma ha già dimostrato di avere le armi per competere, almeno nel confronto di una notte. Lo ha dimostrato con l'Atalanta, che come organico e soldi spesi è tra le prime della serie A, e lo ha fatto anche sul campo di Istanbul contro il Fenerbahce, approcciando alla Champions con disinvoltura dopo sette lunghi anni di astinenza. Il problema, semmai, è correre testa a testa nel tragitto lungo, qui forse la Roma è ancora mancante. I numeri ci dicono che le due squadre sono al momento sullo stesso livello, più o meno.
Trazione anteriore
Quella di stasera, intanto, è la sfida tra le due squadre che hanno segnato più gol (13 i nerazzurri e 12 i giallorossi), effettuato il maggior numero di tiri in porta (32 i milanesi e 31 i giallorossi) e toccato più palloni in area avversaria (183 la Roma e 177 l'Inter) in questa Serie A. Di diverso, o meglio a vantaggio della Roma, i dati della difesa: è una delle tre formazioni ad aver subito meno reti in questo avvio di stagione nei 5 maggiori campionati europei (solo una rete concessa, al pari di Arsenal e Friburgo).
Dopo tante delusioni contro l'Inter, compresa anche la stagione (cinque partite in tutto, in realtà) nella quale l'ha guidata, Gasp può tagliare il traguardo della trecentesima vittoria in serie A. E non sarà facile, visti anche i precedenti: l'Inter è rimasta imbattuta in 16 delle ultime 18 sfide contro la Roma in serie A (10 vittorie e 6 pareggi); più nel dettaglio, ci ricorda Opta, i nerazzurri hanno vinto nove delle 11 gare più recenti contro i giallorossi in campionato, segnando 24 reti.
«Sono partite che si preparano da sole. Dobbiamo avere la lucidità e la serenità di guardare al campo, capire quello che dobbiamo e possiamo fare per contrastare questa squadra e cercare di essere competitivi. Non ci sono altri secondi fini. A Torino è stata difficile come è difficile il campionato. Non ci si può aspettare di vincere sempre come nelle prime due giornate. La A è equilibrata, anzi vincere con Torino e Atalanta è un merito maggiore. Sarebbe troppo bello vincere sempre in modo facile.»
«Perché il tabù Inter? C'è qualcosa di tattico dietro? Può darsi. C'è stato un periodo che con l'Inter riuscivo a ottenere dei risultati, poi negli ultimi anni sono state sempre sconfitte. Poi sarà l'aspetto tattico, ma sono cambiati allenatori da Conte a Inzaghi e Chivu, il risultato non è cambiato. Questi numeri negativi però li hanno diverse squadre con l'Inter. C'è stato un periodo che era così con la Juve, il periodo degli scudetti di fila, poi sono arrivate le vittorie. Ci sono tante componenti, siamo davanti a una squadra forte». E la Roma vuole essere all'altezza.
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