Roma, il cecchino confessa: «Ho sparato per divertimento». Tradito dall’acquisto dell’arma

2026/09/17

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«Sono stato io, ho sparato per divertimento. Non era un gesto contro le donne». Alla fine, Edoardo Crescimanno Ciardiello, cinquantenne romano, è crollato e ha ammesso le sue responsabilità. Ieri sera, nel corso dell'interrogatorio davanti al pm Alessandra D'Amore, ha detto di essere stato lui l'uomo che lunedì pomeriggio ha colpito con una carabina ad aria compressa in via della Giuliana, nel cuore di Roma, ferendo al braccio la quarantanovenne Cristina Stillitano. Il cinquantenne, che non ha precedenti penali, è stato così denunciato a piede libero per lesioni.

La ricostruzione

L'uomo, sapendo che i militari lo avevano individuato e lo stavano cercando, ieri sera ha deciso di presentarsi in caserma con il suo legale di fiducia, l'avvocato Giampaolo Balzarelli. Interrogato per ore, non ha chiarito cosa lo abbia spinto a comprare pochi giorni fa una carabina. Perché è stato proprio l'acquisto dell'arma a incastrarlo.

Le indagini

Dopo giorni di indagini, analizzando i registri delle armerie della zona, ieri i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia San Pietro hanno scoperto che l'uomo (che non ha il porto d'armi) all'inizio di settembre aveva acquistato proprio una carabina. Ed è per questo che erano andati a cercarlo a casa, in un appartamento che si affaccia in via della Giuliana, esattamente sul lato opposto a quello lungo il quale camminava Stillitano quando è stata raggiunta dal piombino.

Ieri mattina, infatti, i carabinieri erano tornati in via della Giuliana ed erano riusciti a ricostruire quanto accaduto, capendo da dove era stato esploso il colpo. Nessuno scooter o nessuna auto in corsa, ma un appartamento di un palazzo. Per tutta la mattina il personale specializzato del Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris) aveva lavorato sulla scena del crimine e, avvalendosi di moderne tecnologie per rilievi tridimensionali (3D), aveva ricostruito con precisione la traiettoria del proiettile. Collegando tutti gli elementi sono dunque riusciti a risalire al responsabile.

Le reazioni

«Non lo conosco, non so chi sia questa persona», ha commentato dal suo letto d'ospedale Stillitano non appena ha saputo la notizia. La donna è ancora ricoverata al Centro Traumatologico Ortopedico "Andrea Alesini" dopo che ieri mattina è stata operata per l'estrazione del proiettile. «Non si tratta dell'uomo di cui sospettavamo tutti nel quartiere. A prescindere, sono contenta. È una buona notizia per la sicurezza di tutto il quartiere perché temevo che potesse continuare». Una preoccupazione che si era diffusa negli ultimi giorni dopo che anche una seconda donna aveva denunciato di essere stata colpita. I casi, secondo quanto hanno raccontato residenti e commercianti, potrebbero essere di più. Addirittura sette. Al momento però non è chiaro se anche questi possano essere ricondotti all'uomo ora denunciato. Saranno le indagini a stabilirlo. Gli investigatori, infatti, non hanno smesso di lavorare per continuare a fare chiarezza. Ieri sera, terminato l'interrogatorio, sono tornati con il cinquantenne in via della Giuliana, nella sua abitazione, per sequestrare l'arma con cui avrebbe sparato.

«Tutta la famiglia sta vivendo un vero dramma. Questa cosa ci ha tolto la vita, non la riesco a comprendere», ha commentato lo zio dell'uomo che, saputa la notizia, si è precipitato in caserma. Non riesce a capire cosa abbia spinto il nipote. Una domanda che si stanno ponendo tutti. Anche in via della Giuliana. «Lui a marzo è venuto a chiedermi dei soldi, sembrava trasandato. Io gli ho dato 20 euro e poi lui, senza fare storie o problemi, è andato via», ha raccontato Gianrico Sivori, che ha un ristorante in via della Giuliana. «Non se lo aspettava nessuno», hanno ribadito altri residenti della zona che lo conoscevano. E mai si sarebbero aspettati che dietro a quell'uomo ci fosse quello che per giorni tutti hanno chiamato "il cecchino".

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