PONZANO - Si sono fatti costruire una piscina accanto a casa, senza pagarla. Il punto è che i Levak, storica famiglia Rom, vive da trent'anni in un'area finita sotto sequestro per le abitazioni realizzate in modo abusivo. Anche se loro non hanno mai smesso di abitarci, tecnicamente è di proprietà del Comune di Ponzano. E ora la società rumena che ha costruito la piscina in questione si è rivolta al tribunale di Treviso chiedendo ai proprietari, il municipio, appunto, di saldare il conto.
Così il Comune è costretto a difendersi. Il 5 agosto ha stanziato poco meno di 3.120 euro per affidare l'incarico all'avvocato Luca Speranzon, legale di Montebelluna. «E' interesse del Comune di Ponzano Veneto costituirsi nel contenzioso - si mette in chiaro - al fine di tutelare compiutamente le proprie ragioni e dimostrare l’infondatezza delle doglianze esposte dal ricorrente». L'udienza è stata fissata per il 21 agosto.
La storia
La vicenda parte da lontano. Negli anni '90 c'erano state le prime ordinanze per far abbattere gli edifici costruiti in modo abusivo in via Lo Stradone, tra Ponzano e la zona industriale di Villorba. Poi il sequestro dell’area. E da ultimo, il tentativo di venderla all’asta. Sono tutti passaggi che negli ultimi 30 anni di fatto non hanno portato a nulla. Tanto che il Comune aveva ripreso a trattare per vedere quella stessa fetta di terra alle famiglie Rom che non hanno mai smesso di vivere lì. A quanto pare non c’è altro modo per provare a sistemare la questione una volta per tutte.
Le ordinanze per la demolizione delle strutture abusive non hanno mai avuto seguito. Con il sequestro, poi, l’area è passata nelle mani del Comune di Ponzano. A fronte di un eventuale spostamento di chi abita lì, però, i servizi sociali del municipio sarebbero chiamati a coprire le spese per accoglierli in alloggi dedicati all’emergenza abitativa. Compresi i bambini. Da qui la decisione: meglio cercare di salvare capra e cavoli attraverso un accordo. Ma ora su tutto questo si aggiunge anche il nodo del conto della piscina non saldato.
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