I nuovi ROG XREAL R1 sono l'interessante risultato della collaborazione tra ASUS ROG e XREAL e sono degli occhiali AR da gaming pensati per proiettare uno schermo virtuale di grandi dimensioni davanti agli occhi di chi gioca, preferibilmente su un handheld PC.
Questo significa che chi possiede una macchina come ROG Ally o Steam Deck dovrebbe automaticamente drizzare le antenne? Li abbiamo provati per qualche settimana e, pur non essendo un prodotto destinato a tutti, offrono dei vantaggi più che evidenti, a partire da uno schermo di dimensioni epiche. Allo stesso tempo non mancano i limiti, tra cui un prezzo di listino di 849 euro.
Unboxing, dotazione e design
La confezione è piuttosto elegante ed è composta da un cofanetto che cela al suo interno un altro scrigno più piccolo, in cui troviamo un'elegante custodia portaocchiali.
In uno scompartimento più in basso troviamo invece tutto il resto, tra cui gli occhiali, il ROG Control Dock, un set di nasellini di ricambio, il necessario per realizzare lenti graduate, un panno per la pulizia, i cavi necessari per tutti i collegamenti e la consueta manualistica.
Sul piano estetico, il prodotto pesca a piene mani dal linguaggio estetico della gamma ROG, specialmente sulle astine. Si tratta di un paio di occhiali piuttosto compatto in relazione a ciò che propone, specie se vi aspettavate di trovarvi di fronte a una sorta di headset VR. La montatura è poco più grande di un paio di occhiali da sole (ma questo dipende anche dal tipo di occhiale), con linee aggressive e un frontale oscurato, a celare i due piccoli schermi Micro OLED che si trovano all'interno.
Lungo le due astine troviamo degli inserti a LED RGB che si illuminano quando il prodotto viene alimentato. Sulla destra troviamo tre pulsanti di comando e regolazione, mentre l'astina sinistra termina con una porta USB-C per l'alimentazione e il collegamento alla fonte.
Nascosti sempre sotto alle due stanghette troviamo gli speaker prodotti in collaborazione con Bose.
Il ponte ospita due naselli montati su astine metalliche malleabili, che possono essere adattate a qualunque naso; tuttavia, sono anche molto facili da storcere, col rischio di trovarsi fuori fuoco nel bel mezzo della partita. I gommini sono facilmente intercambiabili e risultano abbastanza comodi anche per sessioni medio-lunghe.
Quanto al dock, si tratta di un pezzo di hardware necessario per il collegamento di più sorgenti come PC fissi e console, consentendo il passaggio rapido da una fonte all'altra. Sul top ospita uno stick per la navigazione nell'OSD degli occhiali, mentre sul retro troviamo un set di terminali tra cui una USB-C di alimentazione e gli ingressi video (HDMI e DisplayPort). Gli occhiali vanno invece connessi alla porta USB-C collocata sul frontalino.
Quanto alle specifiche tecniche, come dicevamo gli occhiali sono animati da due pannelli MicroOLED da 0,55 pollici ciascuno con risoluzione FullHD (1920x1080) e frequenza di aggiornamento nativa fino a 120 Hz, ma che può arrivare al doppio con la modalità Frame Rate Boost, che effettua uno scaling dell'immagine in modo da spingerli entro la soglia dei 240Hz.
Il tempo di risposta dichiarato dei pannellini è di 0,01 ms, mentre la latenza si attesta tra i 2 e i 3 ms. A livello di copertura cromatica, si supera la gamma completa nello spazio sRGB.
Tornando sulle specifiche di visione, grazie a un campo visivo di 57 gradi riescono a coprire gran parte dell'area di fissazione ma non tutta, tenendo conto che a 4 metri di distanza simulata si riesce a ottenere la proiezione di uno schermo virtuale di ben 171 pollici. A ogni modo, la dimensione può essere regolata per l'uso desktop, anche se non consigliamo questo tipo di utilizzo per via di una nitidezza non sempre ottimale e della maggiore rapidità con cui si porta l'occhio a stanchezza con una distanza così ravvicinata rispetto agli schermi.
La luminosità è elevata e le lenti oscurate esterne possono essere dimmerate, in modo da garantire trasparenza e visibilità, oppure oscurate in caso di necessità di isolamento quasi totale.
Tornando sull'hardware vero e proprio, c'è un ottimo sistema di tracciamento 3DoF che lavora con 3 gradi di libertà ed è gestito dal chip integrato. Grazie a questa soluzione, lo proiettato può essere impostato per seguire i movimenti della testa oppure di rimanere fisso nello spazio (in questo caso però ovviamente parte dello schermo verrà tagliata a seconda dell'ampiezza dei movimenti), a seconda delle proprie preferenze.
Ma passiamo all'ergonomia. All'indosso gli occhiali risultano abbastanza comodi, merito anche del frontalino gommato che consente di mantenere una distanza minima garantita dagli schermi. Grazie a un peso di poco superiore ai 90 grammi, non risultano scomodi neanche dopo lunghe sessioni. Semmai, il collegamento cablato potrebbe farvi sentire vincolati, specie se siete abituati alla libertà totale dei visori VR standalone. Questo succede perché l'alimentazione arriva direttamente da dispositivo collegato.
Alla prova sul campo da battaglia
Senza particolari sorprese, l'utilizzo ideale è quello con gli handheld PC che offrono un collegamento diretto, facile e senza impiegare la dock.
Chiaramente ci sono dei limiti da considerare, uno fra tutti il fatto che dovremo sacrificare una buona parte dell'autonomia della console per alimentare gli occhiali. In secondo luogo, per quanto ottimizzate nell'uso entro i confini del loro hardware in relazione allo schermo in dotazione, nei giochi più pesanti si farà molta fatica a sfruttare su handheld il pieno potenziale di questi occhiali, sia a 120Hz che con Frame Rate Boost, per via delle performance assolute delle APU in dotazione e in particolar modo su Steam Deck, il cui chip Van Gogh all'anagrafe conta ormai 5 anni.
D'altro canto, se giocate in mirroring da PC vi si aprirà un mondo grazie alla combinazione tra handheld e ROG XREAL R1, offrendo la qualità e le prestazioni di un desktop, ma su uno schermo gigantesco. Inoltre, in questa modalità il battery drain diventerà un aspetto quasi secondario in virtù di un utilizzo più parco delle risorse dell'handheld.
Passando alla modalità "docked", in questo modo potrete collegare più fonti contemporaneamente, sbloccando alcuni vantaggi secondari, tra cui gli strumenti GamePlus che permettono di attivare timer, cronometro, mirino e contatore FPS in sovrimpressione, come su un normale monitor da gaming.
Potrete poi attivare la modalità 3D side-by-side, ma ovviamente non per giocare in VR. Potrete vedere film nativi SBS oppure provare a convertire materiale 2D con discreta soddisfazione; tuttavia, la sua attivazione è poco ottimizzata e spesso risulta necessario "chiudere un occhio" per riuscire a navigare nell'OSD da questo scenario, sia per cambiare la tipologia di proiezione 3D che per disattivarla del tutto.
Qualunque sia la modalità, considerate i 240Hz come un boost da impiegare col contagocce, poiché comportano sì una maggiore fluidità, ma lo scaling verticale tende a deteriorare l'immagine in maniera sensibile pur favorendo una maggiore sensazione di nitidezza in movimento. Per questo motivo risulta fortemente votata all'impiego solo nel gaming competitivo.
Ottima in tutti i sensi la prova dell'audio. Molto corposo e tende a favorire i bassi, ma risulta sempre avvolgente e appagante, senza grosse sbavature sulle altre frequenze.
Dispiace, invece, per l'impossibilità di acquistarli in Italia direttamente con lenti graduate. Rispetto ai visori, infatti, questo aggiunge una complicazione davvero fastidiosa per i giocatori che necessitano di correzione, visto che sono davvero impossibili da utilizzare accavallati con gli occhiali da vista - sì, ci abbiamo provato! - costringendovi quindi a indossare delle lenti a contatto.
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