(di Elisabetta Stefanelli)
I tessuti e le pieghe degli abiti, i
colori, la morbidezza delle forme, lo splendore della
carnagione, le pose che dicono molto di donne che quasi sempre
guardano negli occhi, come in una sfida, il pittore che le
ritrae. Sono le protagoniste dei 70 capolavori esposti nella
mostra Ritratti di donna. Tra Hayez, Boldini e Carrà, un
percorso che racconta il variegato e affascinante universo
femminile tra Ottocento e Novecento, segnando il passaggio,
spesso difficile e contradditorio, verso la modernità. È Palazzo
Sarcinelli a Conegliano, che dal 21 ottobre al 4 aprile 2027
ospiterà l'eposizione, che si annuncia di grande interesse, ed è
a cura di Antonio D'Amico, organizzata da Artika in
collaborazione con Museo Bagatti Valsecchi e la Città di
Conegliano.
Una grande mostra che propone opere di collezioni private e
di musei italiani, con l'ambizione di raccontare storie di donne
a cavallo del secolo: donne popolane e borghesi, lavoratrici e
regine, madri di famiglia, illustri protagoniste dei salotti
alla moda, donne di "potere" e donne leggendarie, tutte ritratte
sullo sfondo della società del tempo dai più importanti pittori
tra cui Hayez, Boldini, Corcos, Zandomeneghi, Carrà, Irolli,
Grosso, Sironi, Pellizza da Volpedo, Bucci e Picasso. E di
raccontare il mondo in cui gli uomini che le hanno ritratte le
vedevano, che posto davano a quei volti e a quei corpi nella
società, ruoli non sempre facili perché anche l'arte è
costellata di storie che hanno relegato le donne nell'oscurità.
Ora Ritratti di donna vuole ridare loro un ruolo da
protagoniste, anche fossero donne che arrivano dalle pagine
della storia e della letteratura, come Lucia Mondella e la
Monaca di Monza, che in mostra saranno presentate assieme al
Conte Egidio, tutte opere provenienti da collezioni private e
quindi difficilmente visibili al grande pubblico.
A quel tempo Gabriele D'Annunzio, nella sua produzione
letteraria, e Giovanni Boldini in pittura, ritraggono la donna
come un essere superiore, divino, evidenziando non solo la forza
seduttiva ma anche e soprattutto la fragilità dell'uomo sedotto.
Non a caso è questo un periodo storico nel quale l'Italia
conosce la Regina Margherita, donna moderna e lungimirante,
della quale in mostra si potrà vedere lo straordinario mantello
prezioso del suo matrimonio e un dipinto che la ritrae.
Ma non ci sono solo le dame dai ricchi abiti, la mostra
presenta anche il volto di donne lavoratrici, popolane,
contadine, piccole commercianti, sarte, ricamatrici, colte
dall'occhio attento di Federico Zandomeneghi. L'artista dipinge
spose e madri all'interno della famiglia, colte nei gesti
spontanei della quotidianità, figure femminili spinte dalla
necessità economica e attratte dall'aspirazione sociale di
essere assimilate alle donne dei ceti agiati, quelle dipinte con
sensualità e forza del colore da Ulisse Caputo.
Molti sono i punti di vista, dal simbolismo di Hayez e
Mascarini al realismo di Sironi, fino agli esiti futuristi in
Dudreville e di puro Novecento in Carrà, qui la donna è
soprattutto specchio di un'epoca che, lungo il crinale del
secolo scorso, è segnata dalla necessità di conquistare diritti,
di lavorare e di far fronte alla rinascita di un paese piegato
dalla guerra mondiale. Temi cari a Mario Sironi che spesso
ritrae una figura femminile che si sostituisce all'uomo
impegnato al fronte, scardinando definitivamente la visione
tradizionale della donna che abbandona le mura domestiche per
acquisire maggiore consapevolezza dimostrando il proprio valore.
La figura femminile di Sironi non esprime più una concezione
estetizzante, ma è l'immagine dell'essere umano stesso, colto
nella sua vulnerabilità e nella fatica di vivere. Chiude il
percorso una raffinata litografia su carta di Pablo Picasso del
1949, Le Corsage à Carreaux, testimonianza del passaggio verso
una nuova epoca: mediante il ritratto di figure apparentemente
classiche, l'artista esplora l'animo umano traghettando
definitivamente la società nell'era moderna.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
>> Home