Ritorno a scuola a Napoli, ma c’è il nodo sicurezza: «Ok ai metal detector»

2026/09/16

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Quelli del primo anno affollano l’ingresso già dalle sette e mezzo del mattino, per loro la campanella suona alle otto. Sono poco più che bambini. Emozionati, con lo sguardo un po’ spaesato e pieni di aspettative, attendono il loro momento per varcare la porta di un mondo tutto nuovo che li accompagnerà per i prossimi cinque anni in un percorso di formazione fondamentale per il futuro.

Poco più tardi, intorno alle nove, arrivano gli altri. Studenti che frequentano il secondo, terzo, quarto e quinto anno, per loro l’entrata è alle dieci. Sono più rilassati rispetto ai compagni del primo anno. Ieri mattina quasi 800mila studenti campani hanno fatto ritorno tra i banchi, 16mila in meno rispetto allo scorso anno. A Napoli circa 350mila dall’infanzia alle superiori.

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L’attesa

Qualcuno fuma una sigaretta, quelli che si rivedono dopo un’estate intera corrono sorridenti ad abbracciarsi. Altri dicono di essere arrivati così in anticipo rispetto all’orario di ingresso per “accaparrarsi” i posti migliori in classe, quelli, a detta loro, «non troppo avanti e vicini alle finestre, in modo da poter guardare fuori ogni tanto». È iniziato così il primo giorno di lezioni per le studentesse e gli studenti del liceo classico Sannazaro al Vomero che ieri mattina sono rientrati in classe insieme con gli altri circa 130mila studenti delle scuole della città di Napoli. A tutti loro ha rivolto un messaggio di auguri la direttrice dell’Istituto scolastico regionale Monica Matano: «Abbiate il coraggio di fare domande, di coltivare la curiosità, di non aver paura degli errori. Non smettete di cercare, di sperimentare, di immaginare». Un inizio d’anno scolastico che si apre anche con la novità introdotta dal prefetto Michele di Bari che ha disposto controlli delle forze dell’ordine con i metal detector all’ingresso delle scuole e cani antidroga per scongiurare la presenza nelle aule di armi o sostanze stupefacenti, anche se per ora il Sannazaro non è tra gli istituti controllati. Abbiamo chiesto ai ragazzi cosa ne pensano e più in generale quali sono le loro aspettative e quali gli obbiettivi per l’anno scolastico appena partito. Francesca frequenta il quarto anno al Sannazaro e sulla questione sicurezza ha le idee chiare: «Ne avevo sentito parlare dei metal detector. È una scelta necessaria per contrastare un problema evidente. Quindi ben vengano i controlli, soprattutto nelle scuole».

Le speranze 


Poi parla di quello che vorrebbe dalla sua di scuola: «Sarebbe importante anche affrontare tematiche come la condizione attuale delle donne nella società e la politica per dare a noi giovani gli strumenti per capire cosa effettivamente sta accadendo nel mondo e scegliere liberamente il proprio orientamento politico». Andrea, anche lui al quarto anno, si augura di vivere i prossimi mesi senza troppo stress per «dedicare un po' di tempo anche alle mie passioni». E poi aggiunge: «Vorrei che si parlasse di più di educazione sessuale perché è un argomento che tocca noi giovani. Tra di noi ne parliamo quindi credo che dovremmo parlarne anche con esperti. L’anno scorso abbiamo fatto un corso di educazione sessuale e vorrei si ripetesse anche quest’anno. Per quanto riguarda i controlli con i metal detector, credo siano necessari». Davide, studente del quinto, è carico: «Sarà un anno di studio e sacrificio ma l’importante è raggiungere gli obiettivi». Anche dalle parole di Davide emerge l’esigenza di fare chiarezza sui problemi del mondo odierno: «Vorrei capire come si affronta una crisi geo-politica come quella che stiamo vivendo». Temi complessi quelli trattati da Davide: «Ci servirebbero gli strumenti per affrontare le nostre insicurezze e il mondo del lavoro una volta terminata la scuola». Giulia, diciassettenne anche lei al quinto anno: «È l’ultimo e voglio prepararmi bene per l’esame. Credo che in classe bisognerebbe approfondire maggiormente argomenti di attualità che ci colpiscono come le guerre e la politica interna del Paese. Tra poco potrò votare e sarebbe importante prepararsi al meglio per essere responsabili e dei cittadini capaci di scegliere quello che vogliono per il loro futuro».

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La sicurezza

E sulle misure di sicurezza messe in campo dal prefetto si dice favorevole ma «dipende dal contesto, qui non sono necessarie». Ma i temi che gli studenti vorrebbero maggiormente trattare durante l’anno restano la politica e l’educazione sessuale: «A casa con i nostri genitori parliamo poco di educazione sessuale e farlo a scuola sarebbe importante», dice Marco, che frequenterà il terzo anno».

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