Rione Sanità, l’ex Convitto non solo ai privati: Mic pronto ad agire

2026/10/06

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C’è tempo fino alla mezzanotte di oggi ma il Mic - il ministero della Cultura retto da Alessandro Giuli - sembra avere deciso: eserciterà una prelazione di acquisto per l’ex Convitto Pontano alla Conocchia nel rione Sanità. Per evitare che un bene pubblico destinato da sempre, per quanto abbandonato, al pubblico interesse finisca in mani esclusivamente private. Una vicenda raccontata, come ben sanno i lettori de Il Mattino, nell’edizione di domenica scorsa.

Era nell’aria la mossa del Mic, con il Comune guidato dal sindaco Gaetano Manfredi e la Regione di Roberto Fico che sottotraccia già avevano avviato contatti con Giuli, l’edificio monumentale è dello Stato quindi del Mic. La mossa del Mic è stata, quindi, solo tecnicamente la risposta all’appello del Comitato civico guidato dal magistrato Franco Roberti, tra le altre cose ex Procuratore nazionale antimafia, al quale hanno aderito personalità di spessore come il notaio Dino Falconio, Mirella Stampa Barracco, lo scrittore Maurizio De Giovanni, Marinella Pomarici, Gennaro Rispoli - professore e consigliere comunale che eri ha avuto il via libera dal Consiglio comunale con ordine del giorno votato all’unanimità - Marella Santangelo, Bruno Spagna Musso, Marisa Laurito, Maurizio Barracco, Biancamaria Sparano. Il via libera del Consiglio comunale rafforza l’azione di Palazzo san Giacomo. L’ordine del giorno oltre a Rispoli (del gruppo Napoli libera) ha come primo firmatario il capogruppo del Pd Gennaro Acampora, nel documento si «sollecita l’esercizio del diritto di prelazione da parte del Ministero della Cultura sul complesso storico dell’ex Convitto Pontano alla Conocchia, nel rione Sanità». «Salviamo gli antichi ospedali della città, sono la storia più vera ed autentica delle nostre comunità - dice Rispoli - la vendita del convitto Pontano-ex Ospedale della Conocchia è una cosa da evitare. Quell’ospedale fu prezioso nell’epidemia del colera del 1884, come ben raccontò Matilde Serao proprio dalle pagine de Il Mattino illustrate da Matania. Il luogo divenne simbolo e denunzia per il Risanamento della città».

Il Conocchio è stato venduto all’asta ad agosto per i 1,2 milioni a comprarlo è stata una casa farmaceutica con sede a Roma. Al Mic basta versare la stessa somma per mantenerne la proprietà, il cui valore stimato è pari a circa 18 milioni. Certo oggi è questi un rudere ma l’investimento - con il sostegno di tutte le istituzioni, avrebbe di sicuro un ritorno importante. Si tratta si una struttura di 17mila metri quadrati situata in un’area della città che sta vivendo la sua rinascita grazie al boom turistico, ma dove son ancora molte le emergenze da affrontare: servono punti di aggregazione per i giovani, spazi per dare possibilità di abitare a chi ne ha bisogno luoghi ricchi di verde e l’edificio ha un giardino enorme. E un simile tesoro è giusto che sia nella disponibilità dello Stato. Fatta la premessa non è escluso che nella rigenerazione urbana e sociale non possano intervenire anche i privati, investitori per accelerare il processo di ricostruzione. E in ogni caso mantenerne la proprietà sarebbe il primo passo per il rilancio. Un edificio sotto vincolo perché monumentale e che ha una storia secolare, nato nel Settecento per volere dei Gesuiti. La vocazione del Conocchia resta quello dello studentato un tempo accoglieva rampolli di famiglie facoltose. Oggi potrebbe svolgere lo stesso ruolo guardando però a chi soffre e a chi ha di meno. In un quartiere dove i giovani hanno avuto una chance grazie al recupero delle Catacombe di San Gennaro e all’impegno di don Antonio Loffredo che ha creduto in quel progetto. In questo contesto il ministro Giuli dovrebbe far valere il diritto di prelazione sul riacquisto del Conocchia oggi. Ancora poche ore poi, se tutto andrà nella direzione in cui auspicano tutti i protagonisti in campo, sarà già tempo di pensare all’uso della struttura. Vale a dire un progetto concreto con un piano di fattibilità tecnico economico sostenibile. Nella sostanza capire chi può mettere i finanziamenti e in questo senso la voce in capitolo più sostanziosa sarà quella del ministero. Con dentro un accordo con Regione e Comune.

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