Rinascita, il risveglio è con l’amaro in bocca: “Con Cividale non siamo stati all’altezza”

2026/09/22

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Coach dell’Agnello dopo la finale di Supercoppa persa da Rimini. "Abbiamo tirato con il 34%: vincere così è durissima"

Un momento di tensione di coach Dell’Agnello durante la finale di domenica

Un momento di tensione di coach Dell’Agnello durante la finale di domenica

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L’amaro resta, perché alla quinta finale consecutiva la Dole ha dovuto lasciare il passo a Cividale. È clamoroso il ruolino di marcia della truppa di Dell’Agnello, che nelle ultime cinque competizioni ufficiali di Lega Nazionale Pallacanestro è sempre arrivata fino in fondo. Nel giugno 2025 il ko nella finale promozione con Cantù, nel settembre dello stesso anno la sconfitta con Cividale in Supercoppa. Poi ecco il 2026, con la conquista della Coppa Italia a metà marzo al Flaminio e infine gli altri due ko: quello in finale a giugno con Verona e l’ultimo, domenica sera, a Ravenna con Cividale per la Supercoppa.

C’è da lavare via tutto perché il campionato incombe, ma qualche riflessione è comunque doverosa. "Con Cividale non abbiamo fatto una partita all’altezza della situazione – dice Sandro Dell’Agnello –. Ai nostri avversari va dato grande merito, hanno sempre condotto e a un certo punto stavano tirando con un irreale 70% dal campo. Qualche errore nostro, certo, ma rimane un dato al quale viene contrapposto il 34% finale col quale abbiamo tirato. Così diventa durissima. Sicuramente siamo stati poco consistenti in difesa e abbiamo fatto male in attacco. Non tanto come atteggiamento ed esecuzione, quanto come esito finale dei tiri che abbiamo preso. Abbiamo preso 15 rimbalzi d’attacco, segno evidente che ci abbiamo provato, ma abbiamo sbagliato dei tiri aperti e la gara è finita dalla parte di Cividale".

In prospettiva campionato dove stanno i maggiori margini di miglioramento? Dell’Agnello non ha dubbi: "Noi dobbiamo fare sicuramente un po’ meglio dietro, ma a tratti non siamo neanche andati troppo male. C’era un trofeo in palio e, anche se siamo comunque in una fase di precampionato, ci avrebbe fatto molto piacere vincerlo. Credo che abbiamo ampi margini di miglioramento, è proprio tipico del periodo andare su e giù. Ad esempio, due settimane fa siamo andati vicini a battere la Virtus con una partita molto più consistente di questa. Gli alti e bassi ci stanno, ci dispiace molto che i bassi siano capitati in una finale di Supercoppa come questa".

Chi non ha affatto impressionato domenica sera sono stati i due americani, Stephens e Demps. Per loro vale sempre l’assunto di una preparazione molto più corta causa arrivo in ritardo, ma il campionato comunque incombe e i due sono chiamati a dare un contributo di livello al più presto. "Hanno fatto meno allenamenti degli altri – chiude il coach della Dole –. Specialmente Demps, che fino a questo momento ha messo insieme tre sedute con la squadra e due partite". Da oggi sguardo rivolto a domenica. A Montecatini tutta la squadra sarà chiamata a iniziare alla grande la stagione.

Loriano Zannoni

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