A dare un’occhiata al numero e alla varietà di attività proposte a turisti e residenti da Rimini questa estate, si ha l’impressione di una macchina urbana che gira a grande velocità: eventi, notti rosa, premi cinematografici, sport all’aria aperta, festival culturali. La città romagnola sta cambiando pelle dopo decenni di abbronzatura selvaggia: non vuole più essere vista solo come la meta nazional-popolare delle vacanze degli italiani ma sta cercando di trasformarsi – in parte lo è già – in una destinazione internazionale.


Riuscirci non sarà facile. Il pericolo – lasciando entrare tanta modernità in un’offerta che ha funzionato per decenni – è quello di snaturare la propria identità e di alimentare un circolo vizioso che spinge i prezzi al rialzo. Rimini però non è come tante altre città L’impressione è che lo spirito romagnolo sarà un buon guardiano a protezione di tutto quanto di bello c’è stato in passato, permettendo – con saggezza, con prudenza – di aprire le porte della città a una visione del futuro che, si spera, non ne cambierà i connotati.
Le nuove cose da fare in città questa estate a Rimini, dal Bikini Boat all’e-foil
Le nuove proposte partono, non poteva essere altrimenti, dalle attività legate al mare. Nella marina cittadina sono state installate delle house boat, un’idea che arricchisce l’offerta ricettiva tradizionale e amplia il concetto di vacanza sul mare. Un’alternativa al classico aperitivo ai bagni è il Bikini Boat: a ridosso del Ponte di Tiberio (chiuso per lavori) si sale su una barcarola tonda dotata di un piccolo motore, ci si siede e – bevendo Rebola Rimini DOC e mangiando piadina con salumi e squacquerone – si ammirano al tramonto gli scorci del Borgo San Giuliano.
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Novità anche al Darsena Sunset: invece del classico pedalò è possibile provare (costo lezione oraria: 80 euro) l’e-foil, tavola motorizzata che permette di “volare” sull’acqua. In listino anche il wing foil (movimento generato dal vento) e il windfoil (evoluzione del windsurf, si utilizza una tavola con un hydrofoil al posto della classica pinna e una vela fissata all’albero).

Tutte le attività, vecchie e nuove, ruotano attorno al Parco del Mare, dove la trasformazione urbana compiuta negli ultimi anni trova la sua massima espressione. Lì dove c’era una semplice litoranea punteggiata da aiuole irregolari e affollata di macchine e bus oggi c’è un lungo, pulito, vivace, attrezzatissimo lungomare su cui camminare, andare in bici (200 i chilometri di percorsi ciclabili in tutta la città), praticare sport sulle isole fitness, meditare all’alba e ballare la sera. Insomma: la vecchia, stanca strada costiera si è trasformata in un waterfront in stile Los Angeles.
Attenzione, però: nonostante il suo enorme, inossidabile appeal nell’immaginario collettivo, la California – a cui Rimini rimanda nelle sue nuove suggestioni visive – è una destinazione molto cara. Bene dunque il paragone, ma la Romagna non può non rimanere – per il bene di tutti – una meta popolare, dove con 10 euro puoi mangiare una buona piadina con acqua e caffè.

La “questione” hotel: i vecchi 3 stelle e le nuove formule internazionali
Chiunque abbia dormito in un 3 stelle di Rimini – lo storico biglietto da visita della città – sa di cosa si parla: stanze dignitose ma datate; check-in gestito da banconi di vecchia radica dove il proprietario in costume consegna ai turisti le pesanti chiavi della stanza; colazioni con fette biscottate confezionate; divani rivestiti con federe marinaresche scolorite. Piaccia o non piaccia, i 3 stelle riminesi hanno fatto la storia della vacanza all’italiana. Gli anni ’90 però sono finiti da un pezzo e i prezzi sono aumentati a fronte di servizi più o meno immutati: era inevitabile che, per una meta che vuole evolversi, “l’affair” hotel finisse al centro dei dibattiti cittadini.
Al momento a Rimini sono operativi 980 hotel. Se si considera che la metà di queste strutture resta aperta ormai tutto l’anno, la questione destagionalizzazione può considerarsi in parte risolta, anche grazie alla crescita dell’eventistica e del turismo bleisure. Resta però il problema della qualità dell’accoglienza.
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La gran parte dei 3 stelle riminesi (circa 500) non sono (con le dovute eccezioni) in grado di reggere gli standard del turismo moderno. Al contempo – come mostrato alla presentazione del nuovo evento dedicato al luxury travel AURA – Rimini e l’Emilia-Romagna sono in fondo alla classifica delle città e regioni italiane “attenzionate” dalle catene internazionali dell’hôtellerie.
Non che sia una cattiva notizia: se, da una parte, i 5 stelle dei grandi gruppi portano servizi di livello, dall’altra innescano un processo di standardizzazione del lusso e ulteriori aumenti dei prezzi che andrebbero a confliggere con lo spirito di una città che ha sempre fatto dell’alloggio accessibile il suo vessillo. Non è un caso che gli unici due 5 stelle presenti a Rimini – l’i-SUITE e lo storico Grand Hotel – siano entrambe strutture indipendenti.

La città è dunque alle prese con un rebus di difficile soluzione. Per venirne a capo, si inizierà, nei prossimi anni, con la demolizione degli 1 e 2 stelle più attempati, in modo da acquisire metratura e spazi verdi che saranno acquisiti da altre strutture. Alcune palazzine saranno trasformate in parcheggi: in questo modo si alleggerirà l’offerta, migliorandola, e si toglieranno macchine dal lungomare. Nonostante la proverbiale positività e lo spirito cooperativo dei romagnoli, la revisione della toponomastica cittadina resta, si è detto, una sfida complessa che richiederà molto tempo per essere affrontata in modo adeguato.
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Uno dei primi esempi di questo ripensamento collettivo della mappa turistica urbana è l’hotel Savoia, posto tra il Parco del Mare e Viale Vespucci, tradizionale 4 stelle evolutosi di recente verso il segmento luxury grazie agli investimenti della famiglia Bianchi. Nonostante ci sia ancora da lavorare per migliorare lo standard qualitativo delle camere – soprattutto se dovesse andare in porto il ventilato upgrade a 5 stelle – il Savoia oggi ha un altro volto anche per merito della Galleria omonima, riaperta lo scorso aprile dopo due decenni di serrande abbassate.
Il progetto di riqualificazione ha portato alla nascita di 2mila metri quadri di spazi dominati da una lounge dall’afflato internazionale aperta a tutti, turisti e residenti: chi vuole fare smart working può accomodarsi nella hall; chi vuole mangiare ha a disposizione una food court con sushi (Temakinho), pizza (Almarè Pizzeria & Bistrot), specialità di mare (AmoRimini) e la pasticceria Manì – Dolci Lievitati, progetto guidato dallo chef Mariano Guardianelli, patron del ristorante 1 stella Michelin Abocar Due Cucine.

Da Fellini ai murales: la scoperta del centro storico e del Borgo San Giuliano
Non molti dei turisti italiani che vengono in Romagna per le vacanze sanno che Rimini possiede anche un bel centro storico. Non è solo una formula per portare acqua al mulino di questo articolo: noi stessi, che viviamo a Bologna da 15 anni e abbiamo più volte noleggiato ombrelloni ai bagni non ci eravamo mai allontanati dal lungomare.

Pedalando in bicicletta per il centro storico di Rimini è difficile immaginare che, durante la Seconda guerra mondiale, la città sia stata devastata dai bombardamenti, che ne distrussero gran parte del suo tessuto urbano. Eppure molti dei suoi monumenti più rappresentativi sono arrivati fino a noi. L’Arco di Augusto, eretto nel 27 a.C., attraversò quasi indenne il conflitto e continua a segnare l’ingresso alla zona vecchia. Poco distante, il Tempio Malatestiano, pur danneggiato dalle bombe, fu restaurato con cura conservando la sua straordinaria identità rinascimentale – al suo interno ci sono opere di Vasari, Giotto e Piero della Francesca.

Anche il Castello Sismondo resistette ai bombardamenti: le sue possenti mura ospitano parte del diffuso Fellini Museum. Questo luogo è molto più di un classico percorso espositivo contemporaneo dedicato al regista riminese cinque volte Premio Oscar; il visitatore non ha a che fare solo con cimeli e pannelli esplicativi ma con il caleidoscopico, rutilante immaginario felliniano.
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Le immagini dell’attrice Giulietta Masina, il grande amore di Fellini, commuovono; i confessionali che custodiscono ricordi e immagini si schiudono agli occhi dei passanti; i costumi di scena fanno tornare alla mente i capolavori come 8½; una donna enorme sdraiata, quasi una presenza da sogno o da incubo, rievoca l’ossessione del Maestro per il corpo, il femminile, il circo, il grottesco, il fantastico; infine “Il libro dei sogni” – non un semplice libro di disegni ma un diario onirico personale che Fellini tenne per circa trent’anni, dal 1960 fino al tramonto della sua vita – trasporta nei recessi più intimi e oscuri del genio riminese.

Il Teatro Galli rappresenta il simbolo della rinascita della città: quasi completamente distrutto durante la guerra, è stato ricostruito fedelmente secondo il progetto ottocentesco originale ed è tornato a essere uno dei principali luoghi della vita culturale riminese. Oggi ospita eventi dalla caratura internazionale come l’Italian Global Series Festival.

Al termine di questo percorso ci si fa strada nel Borgo San Giuliano, l’antico quartiere di pescatori sorto sulle rive del fiume Marecchia. Oggi, nel borgo, trattorie di pesce a conduzione familiare e piccole case dalle facciate colorate convivono in un’atmosfera sospesa nel tempo. Ad ogni angolo murales e decorazioni raccontano storie di mare. Il borgo era la matrice della poetica di Fellini, che tra questi vicoli popolati da marinai, famiglie della vecchia Rimini e personaggi pittoreschi ebbe l’ispirazione per alcuni dei suoi capolavori, tra cui Amarcord.

L’entroterra e un nuovo modo di raccontare il turismo
Uno dei tormentoni della scorsa estate sono stati i “buchi” sotto gli ombrelloni di Rimini. La narrazione è nota: meno bagnanti sotto gli ombrelloni, più italiani a casa per l’inflazione. Le cose non stanno sempre così. Il turismo è cambiato: le vacanze si sono frammentate, il clima si è riscaldato ed è aumentato il numero di stranieri (soprattutto americani) in Italia, che non hanno il nostro stesso modo di vivere le ferie: un giorno li vedi al mare, il giorno dopo restano in piscina in hotel, quello dopo ancora si spostano nell’entroterra. Insomma: nel 2026 non è più possibile usare queste “notizie” per restituire un termometro dell’estate italiana.

A proposito di entroterra, ecco una chicca imperdibile che da sola vale una mezza giornata lontano dal mare. A Santarcangelo di Romagna, tra le vie del centro, c’è la Stamperia Marchi: entrando si viene accolti da Alfonso Marchi, rappresentante della famiglia che da generazioni custodisce l’arte della lavorazione della canapa antica, arte che oggi Marchi ha tramandato ai due figli. Il protagonista della bottega è il grande mangano del 1633, funzionante secondo le regole leonardesche, usato per dare compattezza e lucentezza alle tele e renderle “lissie”, per dirla con Marchi. Nel negozio contiguo si possono acquistare tovaglie, grembiuli, borse, cuscini e altri oggetti per la casa realizzati con le tradizionali stampe romagnole.

Una considerazione finale. Tra le stanze di VisitRimini – la destination management company ufficiale della città – qualcuno dice che “Rimini deve evolversi per non morire”. È una frase forte, che secondo noi ha senso solo in parte. Il cambiamento fa naturalmente parte delle cose, ma Rimini – con i bagni, le piadinerie, le balere – è stata un prodotto vincente per decenni. Da dove nasce questa spinta forte al rinnovamento? Siamo di fronte a una trasformazione naturale o a qualcosa di indotto dalla tecnologia, da Instagram, dall’ossessione del personal branding turistico? Vedremo in che direzione andranno le cose. Ci sono destinazioni che per adattarsi ai tempi si sono snaturate. A Rimini questo non può e non deve succedere.

FAQ SULLA “NUOVA” RIMINI
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Quali sono le nuove attività acquatiche che si possono praticare a Rimini? Nella zona della darsena è possibile provare l’e-foil, una tavola motorizzata per volare sull’acqua, oppure praticare il wing foil e il windfoil.
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In cosa consiste l’esperienza del Bikini Boat? Si tratta di un tour a bordo di una barcarola tonda a motore lungo il Ponte di Tiberio, durante il quale è possibile degustare vino Rebola Rimini DOC e piadina con salumi e formaggi locali al tramonto.
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Cosa offre il nuovo waterfront del Parco del Mare? Il lungomare è stato riqualificato in uno spazio vivace e attrezzato che include percorsi ciclabili, isole fitness, aree per la meditazione e spazi per l’intrattenimento serale.
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Qual è la situazione attuale degli hotel a Rimini? La città conta circa 980 hotel, molti dei quali rimangono aperti tutto l’anno per favorire la destagionalizzazione, sebbene gran parte delle strutture necessiti di un ammodernamento qualitativo per rispondere agli standard moderni.
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Esistono hotel di categoria 5 stelle a Rimini? Sì, attualmente sono presenti due strutture a 5 stelle in città, l’i-SUITE e lo storico Grand Hotel, entrambi gestiti in modo indipendente.
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Quali cambiamenti sono previsti per le strutture ricettive più datate? È in programma la demolizione delle strutture di categoria 1 e 2 stelle più vecchie per liberare spazio, aumentare le aree verdi e migliorare la mobilità riducendo la presenza di auto sul lungomare.
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Che tipo di servizi offre la nuova area dell’hotel Savoia? La struttura dispone di una lounge aperta al pubblico, spazi per lo smart working e una food court che propone sushi, pizza, specialità di mare e pasticceria artigianale di alto livello.
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Cosa rende speciale il Fellini Museum? Il museo non è una semplice esposizione, ma un percorso immersivo nell’immaginario del regista, che include costumi di scena, rievocazioni oniriche, il “Libro dei sogni” e allestimenti dedicati ai suoi capolavori.
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Quali sono i principali monumenti del centro storico riminese? Tra i punti di maggiore interesse figurano l’Arco di Augusto, il Tempio Malatestiano, il Teatro Galli e il Castello Sismondo.
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Cosa caratterizza il Borgo San Giuliano? È un antico quartiere di pescatori celebre per le sue case colorate, le trattorie tipiche e i numerosi murales che celebrano storie di mare e la poetica di Federico Fellini.
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Il Teatro Galli è l’edificio originale dell’Ottocento? È una ricostruzione fedele del progetto ottocentesco originale, realizzata dopo la quasi totale distruzione della struttura durante la Seconda guerra mondiale.
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È possibile fare escursioni nell’entroterra partendo da Rimini? Certamente, l’entroterra offre mete di interesse culturale, come ad esempio Santarcangelo di Romagna, nota per le sue tradizioni artigianali.
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Cosa si può scoprire visitando la Stamperia Marchi a Santarcangelo? È una storica bottega familiare dove si può osservare il funzionamento di un antico mangano del 1633 e acquistare tele stampate con tecniche tradizionali romagnole.
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Quanti chilometri di percorsi ciclabili sono disponibili in città? Rimini mette a disposizione di cittadini e turisti una rete di circa 200 chilometri di percorsi dedicati alle biciclette.
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Qual è l’obiettivo della trasformazione urbana in corso a Rimini? La città punta a evolversi verso un profilo di destinazione internazionale e a destagionalizzare il turismo, cercando però di preservare l’identità romagnola e l’accessibilità dei prezzi che hanno storicamente caratterizzato la meta.