Verso una reale riforma del 118, le novità in vista e il provvedimento presentato in Senato
Intensificare, innovare e finanziare il soccorso d’emergenza territoriale in Italia, sfruttando al meglio le competenze degli operatori, ma anche le tecnologie disponibili, per evitare passaggi inutili e guadagnare tempo fondamentale per salvare vite umane. Nella Sala ‘Caduti di Nassirya’ del Senato è stato presentato il disegno di legge di riforma del Sistema di Emergenza Territoriale 118 (atto Camera n. 2951, prima firma dell’on. Pittalis). Un’iniziativa fortemente voluta dal vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.
“Il 118 è un numero magico – ha detto Sisto – che vuol dire sicurezza e possibilità di intervento in condizioni estreme. È la concretizzazione dell’articolo 32, ciò che rende questo diritto vivo e reale. Ma l’opera del 118 poggia su due fattori: professionalità e tempo, e naturalmente sulla tecnologia, che però viene dopo. Questo è un provvedimento che funziona, è stato depositato alla Camera e ora farà il suo iter”, ha aggiunto il vice ministro rispondendo a una domanda di LaPresse senza fare previsioni, ma con un sorriso.
A Sisto la Società Italiana Sistema 118 “riconosce il merito di aver riportato la riforma del soccorso sanitario territoriale nell’aula che le compete, restituendole la dignità di questione nazionale dopo anni di attesa”. Al primo punto, il ripristino dell’accesso diretto al 118, evitando il passaggio per il 112. Una strategia che, calcolano gli esperti di Sis 118 guidati da Mario Balzanelli, permetterebbe di guadagnare minuti preziosi.
Quanto vale un minuto per il 118
Ma quanto vale un minuto? “Dal 7 al 10% di probabilità di ripresa del circolo nell’arresto cardiaco; 1,9 milioni di neuroni nell’ictus; +7,5% di mortalità a un anno ogni 30 minuti di ritardo nella riperfusione dell’infarto”, risponde il presidente della Sis 118 Mario Balzanelli. E non è un caso che in Europa “19 Stati su 27 affiancano il 112 ai numeri di emergenza nazionali; solo 8 hanno adottato il numero unico e da quegli 8 proviene appena il 20% delle chiamate al 112 nell’Unione”.
Poi Balzanelli arriva al dunque: “Ringrazio il vice ministro Francesco Paolo Sisto e il Governo per aver riportato la riforma del 118 nell’aula che le compete. Tre verbi definiscono ciò che serve: intensificare, innovare, finanziare. Soprattutto l’ultimo: non si può fare una riforma a invarianza di spesa. Il Sistema salvavita di sessanta milioni di italiani merita rispetto, che misureremo a partire dai fondi il presidente nazionale della Società Italiana Sistema 118″.

Gli elementi cardine della riforma del 118
Ecco in 14 punti le novità previste dal testo:
1. Ripristino dell’accesso diretto e autonomo al 118. Il cittadino torna a parlare immediatamente con chi decide e invia il soccorso, senza passaggi interposti, in affiancamento al 112. È ciò che il diritto vigente già consente: il Codice delle comunicazioni elettroniche garantisce l’accesso ai servizi di soccorso digitando il 112 ‘e qualunque numero di emergenza nazionale’. Nessuna norma ha mai soppresso il 118: è stato modificato l’instradamento della chiamata.
2. La Centrale Operativa 118 come centro di responsabilità e di governo clinico del Sistema, non come call center. La direzione e la gestione dell’emergenza territoriale sono qualificate come atto clinico e ricondotte alla dirigenza sanitaria esperta del settore, superando i modelli a vertice amministrativo.
3. Il Dipartimento di Emergenza Territoriale 118. Istituzione del Dipartimento di Emergenza Territoriale 118, corrispondente al territorio di competenza delle Centrali Operative attualmente esistenti. La dimensione ideale è quella provinciale, per tre ragioni: è il livello su cui è organizzata l’intera catena istituzionale dell’emergenza — Prefettura, Vigili del Fuoco, Forze dell’ordine, protezione civile — e su cui insistono i piani di emergenza. Infine la direzione è apicale, medico-infermieristica, esperta e di ruolo, selezionata per concorso.
4. Il Comitato di Dipartimento. È la sede permanente in cui medici, infermieri e autisti-soccorritori concorrono alle decisioni che governano il Sistema: protocolli, organizzazione dei turni, formazione, qualità e rischio clinico, maxiemergenze. Non un organo consultivo occasionale, ma la struttura di governo condiviso di chi il soccorso lo esegue.
5. Numero di mezzi calibrato sui tempi di percorrenza. Il fabbisogno di ambulanze e mezzi di soccorso avanzato non è più determinato sulla sola popolazione residente, ma sui tempi di percorrenza reali in area urbana ed extraurbana: è il criterio che lega la dotazione alla variabile fisica del servizio, cioè al tempo necessario a raggiungere il paziente.
6. Un medico e un infermiere ogni 60.000 abitanti. La presenza medica non è una rivendicazione professionale, ma una variabile di esito: la letteratura internazionale che ha confrontato sistemi di emergenza territoriale con il medico a bordo e sistemi che non lo prevedono documenta con coerenza esiti migliori quando il medico è sullo scenario, dicono dalla Sis 118.
7. Le postazioni medicalizzate fisse. Riattivazione e potenziamento dei Punti di Primo Intervento a gestione 118 — postazioni fisse medicalizzate e infermierizzate, attive ventiquattr’ore al giorno — quali strutture intermedie indispensabili sul territorio.
8. Indennità di rischio in itinere, ambientale e biologico per tutti gli operatori. Riconoscimento economico e giuridico dei tre fronti di rischio ai quali il personale del 118 è esposto per medici, infermieri e autisti-soccorritori.
9. Medici sia convenzionati sia dirigenti, e passaggio facoltativo alla dipendenza.
10. Infermieri di ruolo. Stabilizzazione e inquadramento di ruolo del personale infermieristico dell’emergenza territoriale, con percorsi formativi certificati e riconoscimento della specificità delle competenze richieste dal soccorso extraospedaliero.
11. Istituzione del profilo professionale dell’autista-soccorritore. La riforma lo istituisce, con titolo formativo obbligatorio e uniforme su tutto il territorio nazionale: è garanzia di qualità per il cittadino e di certezza per l’operatore.
12. Convenzioni con il Terzo settore per mezzi e autisti-soccorritori.
13. Centrali, mezzi e personale ‘connessi’: telemedicina e intelligenza artificiale. Il Sistema diventa una rete connessa in tempo reale, con trasmissione dell’elettrocardiogramma e dei parametri vitali; intelligenza artificiale a supporto della codifica e della decisione in Centrale Operativa; geolocalizzazione certa del chiamante. La tecnologia non sostituisce la responsabilità clinica: la mette in condizione di anticipare la terapia.
14. Body cam: la scena in presa diretta in Centrale. Introduzione delle body cam con una doppia funzione: portare in presa diretta la scena dell’evento nelle Centrali Operative, mettendo il governo clinico in condizione di vedere ciò che vede l’equipaggio; e documentare le aggressioni al personale, che nel solo 2024 hanno registrato oltre diciottomila episodi di violenza segnalati sugli esercenti le professioni sanitarie.
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