Rifiuti e sporcizia a Lecce, la denuncia di una turista al sindaco Poli Bortone. Il viaggio nel degrado

2026/08/19

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Escrementi, rifiuti e sporcizia. Ma soprattutto buste di plastica piene di spazzatura ad ogni angolo. È quello che si vede in questi giorni per le strade del centro ma anche nei quartieri più periferici di Lecce. E se si guarda all’insù, lasciandosi scaldare dal sole che illumina la pietra leccese, basta cambiare prospettiva e abbassare lo sguardo perché tutto cambi. Ai piedi delle chiese e delle facciate cinquecentesche si accumulano micro discariche di varia natura.
È l’altra faccia di Lecce, quella che resta fuori dalle fotografie dei turisti.

La denuncia 

A denunciarla è Emanuela de Luca, leccese di origine ma genovese di adozione, che in una mail inviata al Quotidiano e in un’altra indirizzata al sindaco Adriana Poli Bortone racconta di essersi vergognata per la presenza di sporco e rifiuti disseminati ovunque.
«Quest’anno per la prima volta mi sono vergognata di mostrare la mia terra ai miei figli - scrive la donna -. Perché è facile mostrare il Salento da cartolina: l’acqua cristallina, le spiagge meravigliose, il Barocco, le piazze del centro storico. Ma forse dovremmo cominciare a parlare anche del Salento che resta fuori dall’inquadratura».

Il viaggio nel degrado

Si parte da piazzetta Sigismondo Castromediano dove anche le vetrate che custodiscono i reperti archeologici appaiono sporche e logore, e si prosegue lungo via Salvatore Trinchese e via Richel Rubichi, sino ad arrivare alla Basilica di Santa Croce. Lungo il percorso, tra pietre dorate e architetture che raccontano secoli di storia, si incontrano mozziconi di sigarette, bottigliette di plastica, bottiglie di vetro, cartacce e rifiuti abbandonati. La stessa scena si ripete lungo le aiuole di viale Aldo Moro, dove la sporcizia finisce per diventare parte del paesaggio. 
Un contrasto che stride con il Salento da cartolina e che ha spinto de Luca a rivolgersi al primo cittadino. «Mi sono trasferita a Genova dieci anni fa per un dottorato di ricerca in Neuroscience presso l'Istituto Italiano di Tecnologia - racconta al Quotidiano de Luca -. Attualmente lavoro per un’azienda farmaceutica americana nel campo delle sperimentazioni cliniche e, avendo la possibilità di lavorare da casa, questo mi permette di ritornare spesso a Lecce, dalla mia famiglia, con i miei figli. Ho trovato Lecce, dalla periferia al centro storico, in uno stato di degrado e sporcizia che non ricordavo: aiuole e spazi pubblici disseminati di rifiuti, bottiglie abbandonate persino ai piedi della Basilica di Santa Croce, mozziconi nelle strade del centro e le strutture che custodiscono i reperti archeologici di piazzetta Castromediano sporche e visibilmente trascurate».

Le marine 


E nelle marine, racconta ancora de Luca, la situazione del decoro urbano non sarebbe migliore, con rifiuti disseminati lungo strade, campagne, aree verdi e accessi alle spiagge, in evidente contrasto con l’immagine turistica del territorio. Pur restando centrale la responsabilità di chi abbandona i rifiuti, sostiene la professionista, servirebbero maggiori controlli e sanzioni, insieme a una pulizia costante degli spazi pubblici. Da qui la riflessione sulle priorità dell’amministrazione: «Se si scelgono di ampliare i giorni dedicati alla festa di Sant’Oronzo, aumentando eventi e presenze, sarebbe altrettanto importante garantire risorse e servizi per assicurare 365 giorni di pulizia e decoro. Feste, eventi e turismo sono certamente importanti, ma una città pulita dovrebbe essere considerata una condizione essenziale di civiltà, non un’eccezione».
Ma secondo l’assessore all’Ambiente Severo Martini, non vi è alcun allarme: «La città è pulita». Anche se non mancano le criticità. «Per quanto riguarda il numero di passaggi effettuati dagli operatori di Monteco, sono quelli previsti dal capitolato d’appalto e non possiamo chiedere di più. Anzi, gli interventi vengono eseguiti in tempi brevissimi. Stiamo continuando a monitorare la situazione dei cestini gettacarte. Sono sempre più convinto che andrebbero eliminati, perché finiscono per abbassare la percentuale di raccolta differenziata e, in alcuni casi, diventano veri e propri ricettacoli per l’abbandono abusivo di rifiuti. Solleciteremo comunque Monteco per effettuare ulteriori passaggi».
Intanto, nelle scorse ore, a denunciare sui social la presenza di rifiuti ai piedi di alcuni cestini gettacarte è stato Filippo Montinari dalla sua seguitissima pagina Fb: «La spocchiosa, arrogante e spregiudicata inciviltà di questi evasori della Tari è ormai una certezza. Stamane (ieri mattina, ndr), subito dopo il passaggio degli operatori ecologici, solerti e puntuali, è bastata meno di un’ora perché il cestino di via Costadura fosse nuovamente circondato dal pattume. Un’immagine che dice molto più di tante parole: pulire serve, ma se qualcuno continua a sporcare con questa disarmante arroganza, il problema non si risolve», ha scritto.
 

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