Rifiuti e caro bollette, Paldino: “Promesse addio”. E il sindaco Mezzetti si infuria: “Polemica meschina”

2026/07/11

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Modena, 12 luglio 2026 – “Il 25 novembre, il sindaco Massimo Mezzetti rassicurò pubblicamente la città, affermando che non ci sarebbe stato alcun costo in più. Oggi il dibattito pubblico racconta una realtà diversa, parlando apertamente di rincari in bolletta e di interventi per contenerne l’impatto”.

Il consigliere regionale e capogruppo dei ‘Civici con de Pascale’ Vincenzo Paldino stuzzica il sindaco sui rincari emersi nel corso dell’assemblea di Atersir. L’aumento medio del 7,93% dei costi del servizio rifiuti nel bacino Hera, il conseguente annunciato rincaro per i cittadini, la rivolta dei sindaci in Atersir stanno infiammando il dibattito.

“I cittadini modenesi – fa presente Paldino – si trovano oggi a fare i conti con prospettive di aumento delle tariffe dei rifiuti che, solo pochi mesi fa, venivano escluse categoricamente”. Il ritorno ai cassonetti, incalza il consigliere regionale, “oltre a creare confusione tra i cittadini, ha peggiorato la qualità del differenziato. La conseguenza sotto gli occhi di tutti è una città segnata da continui abbandoni di rifiuti e più sporca”.

Alla prossima rilevazione “vedremo quasi certamente un calo della percentuale di raccolta differenziata. Quel quasi 80% faticosamente raggiunto rischia di restare solo un ricordo. Il paradosso è evidente: ai modenesi rischia di restare una città meno al passo con i tempi, con una percentuale di differenziata non in linea con gli obiettivi regionali e nazionali, un inceneritore di cui si continua a rimandare lo spegnimento e, purtroppo, una delle tariffe più alte d’Italia”.

La replica del sindaco è affidata a un post su La Pressa ed è piuttosto piccata: “Gli aumenti riguardano e investono tutti i Comuni aderenti ad Hera. Lo stesso sta accadendo per i Comuni aderenti ad Iren. Tutta colpa dunque della reintroduzione dei cassonetti a Modena città? Per colpa di Mezzetti tutti i Comuni del modenese e del reggiano pagheranno di più? La polemica del consigliere Paldino è meschina e disonesta intellettualmente”. Fra l’altro “ricordo ancora una volta che per quel che riguarda il capoluogo una delle voci che più pesa sono i costi che ci trasciniamo dal sistema introdotto nel 2023 dei ’sacchi a terra’ dalla precedente amministrazione, sostenuta proprio da Paldino, più di 4 milioni di euro il cui pagamento è stato lasciato in ’dono’ alla mia amministrazione. Paldino imparasse a svolgere seriamente il suo ruolo di Consigliere Regionale, legga, studi e si documenti”.

E intanto sul tema interviene anche l’ex consigliere comunale Vittorio Ballestrazzi: “La cronaca di questi giorni non è un incidente. È l’approdo di un ’giro dell’oca’ che riporta Modena esattamente alla casella di partenza, i cassonetti, dopo aver buttato alle ortiche un percorso faticoso ma virtuoso, e dopo averlo fatto pagare tre volte ai cittadini”. Perché, scandisce Ballestrazzi, “la retromarcia costa”. L’assessore Molinari attribuisce al porta a porta del 2023 quattro milioni di extra costi nel Pef, “ma ammette che ’incide anche la scelta di fare marcia indietro sui sacchi, ripristinando i cassonetti per carta e plastica’. Tradotto: “I modenesi hanno pagato l’introduzione del sacco, ora pagano il suo smantellamento, e pagheranno i nuovi cassonetti. Tre spese per tornare al punto di partenza”.

Il sistema a sacco lo aveva voluto la precedente giunta di centrosinistra. “L’attuale amministrazione – prosegue Ballestrazzi – ha cancellato la scelta proprio quando cominciava a dare frutti, applicando il programma del centrodestra. Un centrosinistra che rinnega il proprio lavoro consegna loro una vittoria mai ottenuta alle urne, e ai cittadini il peggio di entrambi i mondi: i costi della transizione già sostenuti, senza i suoi benefici”.

Eppure il sacco aveva fatto crollare l’indifferenziato pro capite “dai 70 chili del 2023 a circa 44 kg nei primi mesi del 2025”. Più indifferenziato significa invece più materiale da bruciare in via Cavazza, per un impianto che nel 2025 ha incenerito “la cifra record di 196.179 tonnellate”. E intanto la mozione del 2025 per chiedere la dismissione dell’inceneritore entro il 2034 “resta lettera morta, il percorso partecipato non è mai partito”.

Il risultato? “Il gestore incassa, l’inceneritore va a pieno regime, i rifiuti abbandonati compaiono in ogni quartiere, le tariffe salgono”.

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