Uno stop di due ore oggi, dalle 10:00 alle 12:00, per i rider romani. In piazza Re di Roma sono stati una ventina i fattorini che si sono riuniti al presidio organizzato dalla Cgil, soprattutto persone provenienti dal Pakistan, dal Bangladesh e dall’Afghanistan. “L’ordinanza del sindaco che prevede lo stop dal lavoro dalle 12:00 alle 16:30 per le giornate da bollino rosso non li tutela”, ha detto a RomaToday Damiano Carbonari della Cgil. Infatti, chi è un lavoratore ufficialmente autonomo, ma nei fatti dipendente da un’organizzazione – in questo caso le piattaforme di food delivery – è costretto a scegliere tra l’essere pagato e ripararsi dalle temperature estreme. “Per questo chiediamo anche che il loro contratto cambi e diventi subordinato a tutti gli effetti, con anche le ferie”.
Le testimonianze
Tra i rider ce n’era uno con indosso una tuta termica, di quelle a maniche lunghe: “Ho le braccia ustionate dal sole”, ha detto. “Più volte mi sono sentito male per il caldo e, nell’attesa tra le consegne della giornata, cerco di passare due o tre ore al fresco riparandomi dove posso”, gli ha fatto eco un collega presente oggi allo sciopero. “Glovo non mi ha dato nemmeno una bottiglietta d’acqua”, ha aggiunto.
Carbonari ha specificato che le piattaforme come Deliveroo e Glovo dovrebbero anche fornire i sali minerali, "ma non li consegnano, li mettono solo a disposizione nelle loro sedi, che sono poche in città, quindi è praticamente impossibile per i rider usufruirne realmente”.
“Io preferirei lavorare solo la sera”, ha aggiunto un altro rider. Con le piattaforme, infatti, puoi decidere quali consegne accettare, ma non è una scelta priva di condizionamenti. “Quando cala il sole aumenta la quantità di persone disposte a prendere gli ordini e, di conseguenza, la concorrenza. Questo mi costringe ad accettare anche le proposte diurne”.
Le altre rivendicazioni
Pur essendo stato indetto in vista delle temperature eccessive che hanno colpito – e colpiranno ancora – la Capitale, durante il presidio sono emerse altre criticità, che non riguardano solo il periodo estivo. “Spesso gli algoritmi sbagliano e ci vanno di mezzo i rider”, racconta Carbonari, “se subiscono un infortunio non sanno a chi rivolgersi per farsi pagare, si interfacciano a una chat di supporto, che però è gestita da un bot, anche se Deliveroo su questo fronte sta cercando di migliorare".
Non c'è solo il trattamento considerato spersonalizzante da parte delle piattaforme, ma anche quello da parte dei clienti “che spesso li trattano male, costringendoli a portare il cibo fino alla loro porta di casa, cosa che non sarebbe prevista. Qualsiasi minuto in più conta per loro, perché l’algoritmo poi restituisce valutazioni negative”.
A questo si aggiungono paghe considerate troppo basse da lavoratori e rappresentanti. “Dopo l’inchiesta sui rider, le piattaforme avevano promesso di aumentare le paghe. Lo hanno fatto, ma hanno anche aumentato le distanze da percorrere e quindi il vero aumento è irrisorio”, ha specificato Carbonari. “Per tre chilometri sono stato pagato solo tre euro”, ha detto uno dei fattorini in piazza. Talvolta le paghe non sono nemmeno corrisposte subito a tutti i lavoratori: “Quasi ogni settimana facciamo un incontro con Deliveroo o Glovo per avvertire che un determinato rider non è stato retribuito”.
Il Comune di Roma
Le richieste del sindacato, però, non sono indirizzate solo alle piattaforme, ma anche al Comune di Roma. “In altre città come Bologna e Firenze ci sono le case dei rider, locali climatizzati dove riposarsi e conoscersi tra colleghi; a Roma mancano, ma ci stiamo lavorando”, ha concluso Carbonari.
>> Home