Rider accerchiato e rapinato da quattro giovani davanti al sagrato della chiesa: «Mi hanno detto che avevano un coltello»

2026/09/21

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​PORTOGRUARO (VENEZIA) - Una trappola orchestrata nei minimi dettagli, tesa con la scusa di un'ordinazione sul web per poi trasformarsi in una vera e propria rapina. È accaduto sabato sera, intorno alle 21, a Portogruaro, dove un rider della piattaforma "Deliveroo" è stato accerchiato e minacciato da un gruppetto di quattro giovani. Il bottino? Quattro pizze e altrettante bibite, per un valore complessivo di circa venti euro. Ma al di là del danno economico, resta la grande amarezza per la sicurezza dei lavoratori della notte e l'ennesimo episodio di inciviltà che si consuma tra le vie della città. 

L’INTIMIDAZIONE

A raccontare i drammatici momenti dell'aggressione è la stessa vittima. La corsa era partita con un'indicazione di consegna nella zona di viale Trieste. Non riuscendo a individuare il civico esatto, il rider ha contattato i clienti tramite il sistema di chat dell'applicazione per chiedere indicazioni sulla posizione esatta. «Mi hanno dato come punto di ritrovo il sagrato della chiesa Beata Maria Vergine Regina di Portogruaro», spiega. L'amara sorpresa è arrivata non appena il lavoratore è giunto nel punto indicato: «Quando sono arrivato, il gruppo composto da quattro giovani mi ha accerchiato. Mi hanno minacciato riferendomi di avere con sé un coltello e pretendendo che consegnassi la merce. Non ho potuto far altro che lasciare loro pizze e bibite». Sotto la minaccia e senza possibilità di reazione, il rider ha ceduto il cibo ai ragazzi, che si sono poi dileguati.

Subito dopo l'accaduto, l'uomo ha contattato il numero unico di emergenza 112 per allertare i carabinieri e denunciare l'aggressione subita. Fortunatamente, al di là del comprensibile spavento, l'uomo non ha riportato conseguenze fisiche. Resta però forte l'amarezza per un gesto tanto vile, sfociata nella formale denuncia presentata presso la caserma dell'Arma. «Ho fatto la denuncia per la rapina subita — sottolinea —. Non è tanto per i venti euro, anche se per noi rappresentano una parte importante del lavoro della giornata, ma non è giusto venire rapinati mentre si sta lavorando». 

IL PRECEDENTE

L'episodio, peraltro, rischia di non essere un caso isolato. Nello stesso quartiere si sarebbe infatti verificato un precedente inquietante soltanto ventiquattr'ore prima. «Un collega mi ha raccontato che il giorno prima altri quattro ragazzi, che dalla descrizione sembrerebbero gli stessi, lo avevano fatto arrivare con la sua auto sempre nello stesso punto adiacente alla chiesa — prosegue —. In quel caso il gruppo avrebbe cercato di impossessarsi del veicolo, ma davanti a quelle insistenze il collega è riuscito ad allontanarsi e a mettere in salvo l'automobile». 

Sulla vicenda sono ora in corso le indagini a tutto campo da parte dei carabinieri della Compagnia di Portogruaro. Gli investigatori hanno già acquisito importanti elementi utili alle indagini, a partire dai dati dell'account utilizzato per effettuare l'ordine sulla piattaforma e dalle tracce telematiche del contatto, incrociandoli con le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zona per risalire all'identità dei quattro responsabili. L'episodio riaccende i riflettori sul tema della sicurezza urbana nell'area portogruarese. Da diversi mesi, infatti, nel centro e nei Comuni adiacenti si registra un clima di forte preoccupazione per le incursioni di gruppetti di giovanissimi resisi protagonisti di furti, rapine e comportamenti aggressivi. Fenomeni già finiti più volte al centro delle segnalazioni dei residenti e degli interventi delle forze dell'ordine, che mantengono alta l'attenzione sul territorio per reprimere le bande giovanili. 

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