Il caldo scombina i piani del nuovo anno scolastico. Le temperature che si mantengono su livelli elevati, l’afa e l’umidità che rischiano di incidere sulla capacità di concentrazione di scolari, alunni e insegnanti: sono queste le emergenze che il mondo della scuola è chiamato a fronteggiare nei giorni della riapertura dei cancelli. Se molti Istituti nel primo Collegio dei docenti stanno optando per orari ridotti e il dibattito politico e istituzionale si concentra sulla possibilità che la Regione scelga di procrastinare l’avvio delle lezioni, il vero tema è che condizioni garantiranno gli edifici di proprietà di Comuni, Città Metropolitane e Province alla popolazione scolastica di fronte a un’estate torrida che non sembra davvero mollare la presa.
Tarantino, presidente della Provincia di Lecce
«In queste settimane andremo inaugurare Istituti Superiori che in ambito Pnrr e simili hanno avuto interventi di efficientamento energetico - sottolinea Fabio Tarantino, presidente della Provincia di Lecce – e garantiranno quindi condizioni ideali già all’inizio della scuola e nonostante le alte temperature del periodo. La situazione potrà essere più complicata in quegli edifici scolastici nei quali i lavori non sono ancora conclusi o che non sono stati proprio interessate da cantieri». Per la soluzione di situazioni di questo tipo, che sono la gran parte su tutto il territorio regionale, Tarantino aggiunge: «Sarebbe opportuno procrastinare l’avvio delle lezioni così da garantire la chiusura dei cantieri aperti e l’arrivo di giornate meno calde e più in linea con la media del periodo così da garantire il regolare svolgimento dell’orario scolastico e condizioni migliori per studenti e docenti. Il presidente della Regione ha la possibilità di intervenire in questo senso, così come poi – sottolinea ancora – i dirigenti scolastici dovrebbero rimodulare il calendario interno in modo da garantire il volume minimo di giorni di scuola previsto dalle norme nazionali». Tarantino rimarca poi: «La corsa all’acquisto di condizionatori e di altri strumenti per combattere il calore sarebbe uno spreco di soldi pubblici. Più opportuna e necessaria sarebbe la rimodulazione dei fondi Pnrr non utilizzati così come di altre somme provenienti da altri fondi europei ai Paesi del Sud Europa al fine di garantire l’efficientamento energetico delle scuole in un momento nel quale – conclude - le conseguenze del cambiamento climatico in corso si stanno presentando in tutta la loro drammaticità».
Ciccarese, presidente provincia di Brindisi
Sulla questione interviene anche Elio Ciccarese, presidente facente funzioni della Provincia di Brindisi. «Il vero tema dal quale partire è la rimodulazione del calendario scolastico. Estati sempre più lunghe come arco temporale e calde a causa delle alte temperature, devono indurre a un’analisi attenta. Ripensare a riaperture posticipate rispetto alle attuali pure garantendo la regolarità delle lezioni e dell’anno scolastico – puntualizza – pare inevitabile. In questi giorni attendiamo una possibile decisione del governatore Decaro che ha la possibilità di modificare quanto stabilito nei mesi scorsi». Ciccarese aggiunge: «Non è pensabile che ogni aula di ogni edificio scolastico attivo sui territori possa essere dotato di sistemi di climatizzazione, l’eccezione sono le scuole che hanno usufruito dei fondi Pnrr o sono state realizzate ex novo, il problema è legato ai costi collegati. Occorrerebbero infatti risorse ingenti e difficilmente reperibili nei bilanci ordinari delle pubbliche amministrazioni, siano essi Province o Comuni. Sarebbe opportuno – la sottolineatura - lavorare invece alla creazione di fondi e finanziamenti statali e provenienti dall’Unione Europea in modo da affrontare il problema in maniera definitiva e strutturale così da adeguare gli edifici scolastici più vetusti a quelli che sono gli standard di efficientamento energetico di quelli di più recente costruzione». «La Provincia di Brindisi farà quanto nelle sue possibilità – chiude Ciccarese – per garantire un ritorno a scuola quanto più sereno possibile».
Camporeale, consigliere Bari
Giovanni Camporeale è consigliere della Città Metropolitana di Bari con delega all’Edilizia scolastica. «Abbiamo indetto per la giornata di lunedì una riunione utile a comprendere quale sia la reale situazione in modo poi da mettere in campo tutte le azioni necessarie a rendere il rientro scolastico tranquillo. Come Città Metropolitana ci occupiamo di 144 edifici scolastici, dieci dei quali sono stati fatti oggetto di riqualificazione energetica coi progetti finanziati da Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per gli altri – le parole a proposito di Camporeale – non si può evidentemente pensare a interventi massici con l’utilizzo di macchine per la refrigerazione degli ambienti, fatto salve che in questi edifici sono garantite temperature controllate negli uffici e nei laboratori. È notizia di queste ore che il Ministero dell’Istruzione abbia destinato 20milioni di euro per gli impianti di condizionamento, una cifra che si perde tra le migliaia di scuole attive in Italia». Camporeale aggiunge ancora: «Il dibattito politico e i decisori si devono occupare in maniera concreta della questione attuale in queste settimane, quella di intervenire sulla riapertura delle scuole oggi fissata dalla Regione Puglia per il 17 settembre. Lavorare di concerto tra Ministero, governo regionale e istituzioni scolastiche che pure hanno autonomia – conclude – per garantire un calendario che tenga conto delle situazioni climatiche e delle necessità irrinunciabile di garantire la qualità dell’insegnamento».
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