Deutsche Vita

14 luglio 2026 • 18:44
Il motorino cult della Ddr è finito per diventare uno dei simboli dell’orgoglio orientale di AfD. Ora la famiglia ebraica espropriata dai nazisti si scaglia contro l’abuso del marchio da parte dell’estrema destra
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La resistenza si fa in motorino. O almeno, così sembra, a seguire le ultime vicende della casa di produzione Simson: diventato un marchio cult dell’ex Ddr, il motorino – il modello più famoso si chiama Schwalbe, “rondine” – è ormai parte integrante dell’immaginario dell’identità dell’est. Proprio quella che cavalcano i politici di AfD già convinti di essere i nuovi padroni in Sassonia-Anhalt e Meclemburgo, dove si vota in autunno. A guidare i motorini Simson oltre allo Spitzenkandidat Ulrich Siegmund è anche Björn Höcke, il biondissimo ex professore di storia che guida il partito in Turingia. Il partito ha anche già organizzato dei tour in motorino «per la libertà», quasi fosse il simbolo della riscossa orientale.
C’è solo un piccolo neo a incrinare il racconto dell’estrema destra: la famiglia Simson, che ha fondato la fabbrica di Suhl, era ebraica e fu espropriata dal regime nazionalsocialista. Ai tempi della Ddr, la fabbrica di auto fu riconvertita in produttrice di moto. Dopo la caduta del muro, i Simson – diventati nel frattempo imprenditori finanziari in America – cercarono di riacquistare almeno la parte dell’azienda che produceva armi da caccia, ma l’ente pubblico che si occupava della privatizzazione delle aziende nazionalizzate dalla Ddr sotto pressione per dismettere il proprio patrimonio di marchi il prima possibile la cedette a una ditta olandese, sotto il cui controllo andò fallita in pochi anni.
Oggi, Dennis Baum, discendente e portavoce della famiglia, ha dato mandato alla Gesa, l’ente che ha preso il posto dell’organismo responsabile per le privatizzazioni di procedere in modo da vietare ad AfD di utilizzare il marchio (e il nome) e da obbligare il partito a mandare al macero tutto il materiale in cui ne abusa. «Riteniamo ogni associazione tra noi e l’AfD ripugnante e la consideriamo un’offesa al nostro cognome» ha detto Baum. «Non siamo contrari all’utilizzo generico del marchio Simson e del motorino Schwalbe, che era un prodotto della Ddr», ma ci sarebbero linee rosse da rispettare, per esempio quella di non mettere in relazione il cognome con una linea politica che promuove l’emarginazione: «Si tratta di una presa in giro della nostra storia familiare».
L’ottantenne Baum ha intenzione di fare attivamente campagna contro la politica di AfD, soprattutto tra i giovani: «Höcke e il suo partito sono antisemiti. Ridicolizza i reati dei nazionalsocialisti. AfD discrimina persone perché sono migranti o per il loro orientamento sessuale. Voglio che le persone abbiano presente cos’è successo alla nostra famiglia, in modo che non si ripeta una situazione del genere. L’antisemitismo è in crescita, l’AfD è pericolosa».
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Scrivo di politica, economia e televisione. Curo la newsletter settimanale sulla Germania La Deutsche vita e sono cocuratrice dell’inserto mensile Cibo. Prima di arrivare a Domani ho lavorato per Reuters, La7, Corriere della Sera e Public Policy. Su Twitter e Instagram sono @sallisbeth